NUMERO UNICO NUMERO UNICO




Esequie

Correva l'anno 2000 e ancora pensavamo di vivere in un Paese democratico e che la debolezza della politica fosse solo un malessere passeggero e non l'inizio della catastrofe.
Così un gruppo di baldi giovani cinquantenni e sessantenni si misero intorno a un tavolo, anzi intorno a un computer, per dare vita a un giornalino elettronico con la speranza che un brodino caldo potesse essere di qualche beneficio. Andammo avanti per qualche anno, risvegliammo l'interesse di un po' di gente che, in mancanza di meglio, non ci negò la propria partecipazione. Così riuscimmo ad affastellare un mucchio di pagine (1500? 2000?) di scritti pensieri poesie disegni e quant'altro: i sogni, le speranze, le illusioni di chi non voleva ancora rassegnarsi, di chi non aveva ancora capito che la crisi era ormai irreversibile.
Si andò avanti per qualche anno mentre le macerie si ammucchiavano intorno a noi e poi... ci fermammo. Tuttavia quello che avevamo costruito continuava e continua a esistere nel nirvana del web, se mai qualcuno avesse la curiosità di ricordare come eravamo ancora non molti anni fa in termini di calendario, ma lontanissimi nella vita reale, quando non avevamo ancora il papa-re e il silvio-imperatore.
Tanto per farci un po' di male, riportiamo qui di seguito l'editoriale del numero zero, e pubblichiamo a lato il “testamento politico” di uno di noi.
Tutto il resto del giornalino rimane come lo abbiamo lasciato quando non siamo più riusciti a continuare. E che le esequie siano pubbliche!
16 febbraio 2009


Il punto di partenza

Un gruppo di amici che si conoscono da anni e che hanno in comune esperienze, presenti o passate, di sinistra, non può che riunirsi ogni tanto attorno ad una tavola, chiacchierare della vita di tutti i giorni, scambiarsi impressioni su "come vanno le cose" di questo mondo, raccontarsi dei cani, dei figli, dell'ultimo libro letto o dell'ultimo film visto, motteggiare sull'ultima alzata d'ingegno dei luminari della Confindustria e della destra o dell'ultima delusione piovuta da "sinistra". E' inevitabile che la conversazione si incentri su temi politici o, per sfuggire ad una politica ridotta a teatrino, sul sociale.
Così facciamo noi, partendo da argomentazioni e da punti di vista diversi, ma non incompatibili e avendo in comune una radicata avversione per la omologazione dei pensieri e delle idee propugnata dalla destra nostrana (da qualsiasi parte essa provenga).
Se, dopo trent'anni che ci vediamo, siamo ancora a parlare di questi argomenti, è perché siamo convinti che le nostre ideologie di trent'anni fa non sono morte. Non abbiamo perso la speranza e la voglia di batterci per quello che riteniamo giusto. Non vogliamo che il sonno delle ideologie generi mostri.
Ma batterci come? All'interno di questi flebili fantasmi di partito, intimoriti dal loro passato e incapaci non solo di progettare, ma anche di sognare un futuro diverso? Mettendoci a predicare su una sedia in qualche Hyde Park casareccio? Scrivendo lettere ai giornali e slogan più o meno cretini sui muri? Incollando manifesti sui cassonetti dell'immondizia?
No. L'amico più tecnologico, quello che fa sfoggio delle proprie conoscenze sui ritrovati dell'industria del consumismo, ci ha fatto una proposta: mettiamo un sito in rete, facciamo una stanza ad ingresso libero, in questo oceano di stanze; troveremo, ha detto, altri inguaribili sognatori e romantici come noi che vorranno entrare e partecipare alle nostre discussioni, rendendole più ricche e più utili.
Ma perché definirci "inguaribili sognatori"?
E' necessario appropriarci della realtà di oggi: i nuovi lavori, la crisi delle attuali strutture organizzative (sindacati, partiti ecc), i "cantieri sociali" in cui la sinistra plurale tenta di riorganizzarsi, la povertà crescente in tutto il mondo, la società multietnica ed il dilagante razzismo, il fascismo che rinasce nella cancellazione della memoria.
Il nostro gruppo di lavoro si è già allargato e si allargherà via via per recepire le nuove competenze che gli sono necessarie.
Riteniamo essenziale, fra l'altro, e chiediamo il contributo dei giovani che, vivendo i nuovi lavori e la nuova socialità, tentano di organizzarsi in forme nuove.
Forse qualcuno sta già facendo qualcosa del genere, o sarà invogliato a farlo. Meglio, perché saremo un po' di più. Non voci solitarie, ma coro. Facciamole circolare le nostre idee. Abbiamo bisogno di idee, di progetti, di iniziative. Abbiamo bisogno di un po' di sinistra.
13 novembre 2000


Testamento politico

Io sottoscritto, cittadino italiano, maggiorenne, nel pieno possesso delle mia facoltà mentali e fisiche, in godimento dei diritti politici e civili riconosciuti dalla Costituzione repubblicana, in perfetta consapevolezza stilo il presente documento a futura memoria.

CONSIDERATO

che a capo dell'attuale maggioranza e con incarico di Presidente del Consiglio risulta essere un cittadino plurinquisito per reati gravissimi, in palese conflitto di interesse, ripetutamente e consapevolmente portatore di posizioni eversive contro la Costituzione, la Presidenza dellla Repubblica e la Magistratura, già membro della loggia massonica eversiva della P2 (della quale sta attuando il programma antidemocratico), nonché persona di livello morale, culturale e personale di cui è meglio tacere;

che della maggioranza e del governo fa parte, unico esempio in Europa, un partito dichiaratamente razzista e separatista;

che il principale partito di opposizione ha dimostrato di essere del tutto incapace di esprimere un programma politico coerente, e neanche di assicurare una univoca e convinta difesa della laicità dello stato quale principio fondante di ogni moderna democrazia, anzi esprimendo palesemente in alcuni casi o con evidenti omissioni una piena sudditanza a dottrine autocratiche estranee allo Stato e alla Costituzione repubblicana;

che altre forze politiche, peraltro neanche rappresentate in parlamento, pur richiamandosi formalmente a idealità di progresso, nella realtà si presentano come gruppetti autorefenziati in continuo e ridicolo contrasto fra di loro fino a una estrema polverizzazione, senza alcun legame con la realtà del paese e senza nessuna capacità e possibilità di incidere su di essa;

che in conseguenza di quanto sopra non ho nessuna rappresentanza politica e quindi cosidero lesi i miei diritti come cittadino in quanto privato dalla possibilità di esercitare il mio diritto di voto

DICHIARO

che a partire da questo momento non prenderò parte a nessuna consultazione elettorale di qualsiasi ordine e grado fino a quando le cause ostative di cui sopra non saranno rimosse almeno in parte.

AUSPICO

che i cittadini che come me si riconoscono negli ideali di progresso civile, di giustizia sociale e di libertà, una volta spazzati via i ridicoli rimasugli di quella che era stata un grande forza di progresso e di civiltà, sapranno costruire una reale rappresentanza politica di sinistra basata sul laicismo, sui diritti politici e sociali, sulla difesa e il recupero del'ambiente, sull'eguaglianza e sulla libertà.

Giambattista Ialongo


Roma, 16 febbraio 2009

P.S. A titolo personale dichiaro altresì di non considerare valide e generatrici di effetti le leggi emanate dall'attuale Parlamento. Considero tale Parlamento illegittimo in quanto i suoi membri non sono stati eletti dal popolo, come da norma costituzionale, ma nominati motu proprio dalle oligarchie dei partiti.

Giambattista Ialongo





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