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Palestina: per costruire la pace
bisogna conoscere e dire la verità:

quella tragica delle vittime, nel quotidiano assedio economico che mette alla fame la popolazione palestinese, ma anche quella delle voci che praticano il dialogo.
Per questo siamo state in Palestina chi aderendo al progetto "Io donna vado in Palestina", chi per conto proprio o aderendo ad altre iniziative, per vedere con i nostri occhi cosa sta succedendo, per comprenderne meglio le ragioni, per capire in che modo ognuna e ognuno possa dare un contributo.

La prima cosa che a tutte e tutti noi è stata chiesta, sia dai palestinesi che dagli israeliani che abbiamo incontrato, è di fare chiarezza su quello che sta realmente accadendo, di dire a tutti e a tutte quello che la TV, pubblica o privata che sia, non dice o distorce, quello che solo alcuni giornali hanno il coraggio di dire, ma anche come potrebbero e dovrebbero intervenire l'Italia e l'Europa, in che modo possono agire concretamente gruppi ed associazioni di base per dare solidarietà attiva alla lotta del popolo palestinese.

Per questo incontriamoci al
Centro Sociale ex Snia Viscosa
il 9 febbraio 2001 a partire dalle ore 18.30
nell'ambito di un dibattito con:

Stefano Chiarini del manifesto
Samir Quariuty, giornalista
Farshid Nourai, Associazione per la Pace
Donne che hanno aderito al progetto "io donna vado in Palestina", donne e uomini che sono stati/e in Palestina aderendo ad altre iniziative

Mostra fotografica di ...
Proiezione di video e diapositive.

A seguire cena palestinese

Il ricavato della serata verrà usato per finanziare i progetti di solidarietà illustrati nel corso dell'iniziativa.
Vi invitiamo a partecipare per vedere, discutere e capire come agire in prima persona per aiutare a vincere la solitudine di tutte le donne e gli uomini che non hanno smesso di mostrare coraggio e di lottare per una pace giusta.




Gruppo Iqbal Masih: Pietre e suoni per la Giustizia
Dal 25 al 30 gennaio si tiene a Porto Alegre (Brasile) il 1° Forum Mondiale Sociale.
Decine di migliaia di persone, in rappresentanza di oltre 12.000 associazioni o movimenti dell'intero pianeta, che hanno dato la propria entusiasta adesione a tale vertice alternativo (al pari del Segretario ONU e di molte personalità politiche mondiali), si stanno riunendo nella città brasiliana per discutere, in centinaia di forum tematici diversi, per conoscersi, confrontare le proprie situazioni ed iniziative, per iniziare ad elaborare una proposta economica e sociale dal basso, e non più calata dalle lobby economiche o dagli organismi internazionali (organizzazione Mondiale del Commercio, Fondo Monetario Internazionale, Banca mondiale ecc.) che molto spesso li spalleggiano servilmente.
Significativamente la riunione si tiene negli stessi giorni in cui a Davos (Svizzera) poco più di un migliaio di capitalisti si ritrovano (con grande spiegamento dei Media che, stranamente (?) stanno trascurando Porto Alegre....) per il loro consueto meeting annuale: ovvero quelle poche centinaia di persone e rappresentanti di multinazionali che gestiscono a loro piacimento l'economia mondiale, impongono mode e consumi, ed in ultima analisi sono i maggiori responsabili (con le loro scelte e con le loro omissioni) della situazione mondiale dell'ambiente, del commercio, della fame e sottosviluppo, dell'abbandono della produzione di farmaci essenziali perché poco remunerativi ecc.
Negli anni scorsi tali riunioni sono state sempre più contestate da intellettuali, ambientalisti, chiese cristiane, pacifisti, sindacato internazionale, sia attraverso i mezzi di informazione che con una contestazione pacifica in loco. Da quest'anno la risposta delle forze vive della società civile vuol superare la logica della manifestazione "contro", per andare verso una manifestazione "pro". Ovviamente intendendo come tale una manifestazione propositiva, ed a favore di politiche sociali ed economiche del tutto diverse, ed incentrate su una economia di giustizia, condivisione e rispetto del pianeta e di tutti i suoi abitanti.
A Porto Alegre sono presenti premi Nobel per la Pace o l'Economia, sindacati, movimenti contadini, indios o non violenti, associazioni di volontariato o di commercio equo, movimenti ecclesiali, perseguitati politici ed economisti.

Per informazioni sul Forum Mondiale Sociale vedi, fra gli altri, i siti:
www.carta.org
www.forumsocialmundial.org.br




Una piccola notizia da Israele. Un piccolo atto di solidarietà
Ne "il manifesto" del 18 0ttobre 2000 abbiamo trovato una breve notizia.
"Noam Kuzar, un soldato di leva dell'esercito israeliano, è stato condannato a 28 giorni di carcere per essersi rifiutato di partecipare alla repressione contro i palestinesi
Si può mandare un e-mail di solidarietà alla famiglia di Noam Kuzar al seguente indirizzo:kuzar@research.haifa.ac.il.
Ci sembra importante esprimere ed invitare ad esprimere solidarietà a questo giovane israeliano, come a tutti gli israeliani e agli amici italiani di religione o di origine ebraica che, con enormi sforzi e dubbi, hanno cercato una soluzione al problema palestinese nel rispetto della verità, della ragione e della umana fratellanza.
La nostra piena solidarietà va al popolo palestinese, di cui pure siamo dolorosamente pronti a condannare gli eccessi, come l'orribile linciaggio di due soldati israeliani.
Contemporaneamente sentiamo che Israele è parte della nostra cultura. Il dialogo che proponiamo ad amici israeliani ed ebrei italiani ci sembra un ragionare fra noi e su di noi.



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