Velardi e gli altri del Riformista? Non perdiamoli di vista!
Leggo sul BDS - 2.10.2002 - il comunicato del Cdr dell'Unità: "I giornalisti
de l'Unità e gli assetti societari". Allibisco. Trattative sarebbero "...
state condotte con l'editore di Datamedia (Crespi, n.d.E.), considerato il
sondaggista del presidente del Consiglio..." per la vendita di parte delle
quote di una delle società azioniste dell'Unità (smentita la vendita, ma non
i contatti).
Sul Barbiere in passato ho letto delle molteplici attività del
signor Luigi Crespi e della sua sterminata disponibilità di denaro per
acquistare l'acquistabile in Internet e non solo.
Voglio approfondire.
Recupero alcuni articoli del BDS; poi vado in Google e mitraglio nomi e
stringhe di parole. Vorrei non averlo fatto. Ne ricavo un fitto intreccio di
rapporti (solo commerciali?) fra uomini contigui a Berlusconi e uomini e
donne vicini a D'Alema e ai DS.
Luigi Crespi, per iniziare: comunista fino al
1989; fondatore e anima di Datamedia, cui nel 2001 Forza Italia ha
commissionato lavoretti vari per - pare - circa 20 miliardi di lire;
titolare della holding HDC (chi vuole, può dare un'occhiatina al suo sito,
per vedere in cosa consiste l'impero). Crespi, tra l'altro, "...sta attirando
nel suo sistema soprattutto uomini e strutture vicine al centrosinistra"
(prodiani compresi). Inoltre, ha trattato anche l'acquisto di Editing, un
maxiservice che, tra l'altro, produce Controcampo (Mondadori).Insieme ad
Editing, Crespi si è visto offrire l'acquisto de "Il Nuovo.it" e di
Ap.Biscom.
"Qualcuno" ha tentato di vendere l'Agenzia stampa di e.Biscom.
Orbene, la detta agenzia è diretta da Lucia Annunziata. Primo rovello: "chi"
vuol vendere Ap.Biscom e quote dell'Unità a Berlusconi?! Ap-Biscom, partita
alla grande e con molta grinta, ha da poco perso una commessa da 4,5 milioni
di euro con palazzo Chigi. Ma ha tra i suoi clienti la RAI e il Foglio di
Ferrara. Cioè: se Benigni si fa distribuire da Berlusconi, l'Annunziata
lavora - già da ora - per il giornale della di lui moglie? Ora chiedo a chi
sa di queste cose: a chi appartiene oggi realmente Ap-Biscom?
Altro capitolo.
L'Annunziata è data fra i redattori del Riformista, il quotidiano che
Claudio Velardi ha lanciato nel panorama editorial-politico
italiano. Velardi: ex collaboratore di D'Alema a Palazzo Chigi, uomo allora
potente e temuto.
Si dice che il suo giornale sarebbe "dalemiano senza
D'Alema": chi mastica di politica, sa cosa significa.
Il Riformista si
vorrebbe rivolgere ai riformisti sia di sinistra che di destra; avrebbe come
modello il Foglio. Nel comitato redazionale rientrerebbe anche l'ex
presidente del consiglio Giuliano Amato. Finanziatori? Velardi giura di non
volere i soldi del finanziamento pubblico (stile Foglio). Il finanziamento
sarebbe a cura della Cofiri, società finanziaria che vede coinvolta anche la
famiglia Angelucci, proprietaria di Libero. Gli stesi capitali
finanziarebbero il Riformista e Libero.
Le malelingue politico-giornalistiche
sostengono che il Riformista nascerebbe per rompere le palle (scusate il
tecnicismo) all'Unità e a Cofferati (tesi che si sposerebbe con il ventilato
salto d'area delle quote dell'Unità). Naturalmente, si giura che no, non è
così. Qualcun altro butta lì che il vero obiettivo sarebbero Repubblica e i
progetti politici di chi le si muove intorno.
Ulteriore elemento di
riflessione. Lo scorso 19 giugno Velardi ha festeggiato il secondo anno di
vita della sua società di comunicazione e lobbing. A Roma, a Palazzo
Grazioli (dove ha casa e bottega Berlusconi, in via del Plebiscito). Assente
(giustificato) D'Alema, erano presenti tra gli altri: Cossiga, Storace,
Paolo Bomaiuti, Vito Gamberale, Maccanico, Freccero, Saccà, Mauro Mazza,
Stefania Craxi, Luigi Crespi (ciliegina!), più uno svariato numero di
giornalisti, uomini politici, imprenditori.In quella sede, il lothariano
Velardi ha precisato che il Riformista non sarà il giornale dei signornò e
dei girotondini. Ne fosse venuto il dubbio a qualcuno.
Ah, la società che si
festeggiava si chiama 'Reti' (tu guarda a volte i nomi!). Posso ricordare che
un altro ex fedelissimo di D'Alema, Rondolino, ha offerto la sua
professionalità a Mediaset, in qualità di p.r.-man del Grande Fratello? Solo
il "povero" Cascella è rientrato nei ranghi all'Unità.
Mi rendo conto di aver
confezionato un'esposizione caotica e noiosa. Ma forse caotica è la materia
stessa. Tutto ciò potrebbe anche (potrebbe) trovare una semplice spiegazione
nei vari proverbi: pecunia non olet, business is business e via cantando.
Ma
ci sono due particolari che mi inquietano non poco:
1) D'Alema e Amato sono
stati gli ultimi due presidenti del consiglio di quel centrosinistra che non
è stato in grado di promulgare una seria legge sul conflitto di interessi,
tale da regolamentare l'attività politica non di Silvio Berlusconi, ma dei
vari e futuri Berluscon de' Berlusconi che ci si volessero dedicare.
2)
D'Alema è il presidente dei DS e nei giorni scorsi addirittura si parlava di
lui come portavoce unico dell'Ulivo.
Non lo ignoro: è crollato il muro di
Berlino e così pure, con la scoperta di Tangentopoli, l'imene che separava
politica e affari. Però - sarò vetero fin che volete - che c'entra con la
Sinistra l'ambiguo intreccio del quale ho dato un piccolo saggio?
Morta e
sepolta la bicamerale politica, procede a gonfie vele (già, le barche...)
quell'"altra"?
Mi sta molto amareggiando, quello che scopro e vorrei
qualcuno mi dimostrasse che è tutta una montatura o ce ho sbagliato a
leggere i vari documenti che ho recuperato. Ma lo faccia in fretta, per
favore: la legge sul legittimo sospetto è stata approvata. Allora, il
sospetto è diventato non solo legittimo, ma legalizzato.