Democrazia Popolare Sinistra Unita


21 novembre

Appuntamento internazionale IV° congresso bolivariano
Buenos Aires - dal 22 al 25 novembre 2001
"creare la confederazione delle Repubbliche Latinoamericane e dei Caraibi"
- uniti saremo invincibili
- uniti nella diversità

Segue elenco degli aderenti, dei compagni e delle compagne, che sostengono la causa dell'Unità della Nostra America, il saluto di Luisa Calcumil (mapuche) e il programma con indirizzi per inviare un saluto di solidarietà nel sito: (tra i relatori: Cuauhtemoc Amezcua Dromundo-segretario generale Partito Popolare Socialista Messico; Norberto Acerbi Forum sul debito estero Argentina; Jesus Rolando Reyes Arencibia OSPAAAL Cuba; Josè Carlos Alderete presidente Movimento dei disoccupati CCC Argentina; Nelson Chaves Movimento Rivoluzionario 8 ottobre Brasile; Luis Brito Garcia Premio Casa delle Americhe Venezuela. Saranno presenti dal Venezuela inoltre: Tarek William Saab deputato, Nelson Pineda Prada ambasciatore in Paraguay, Pedro Ortega Diaz dirigente del Partito Comunista. Delegazioni da ogni nazione americolatina e da altri continenti.
dal Nostro Mondo:
Democrazia Popolare (Sinistra Unita) - Italia
Circolo Bolivariano di Londra Gral. San Martin
Unione Bolivariana Internazionale (Regno Unito)
Comitato di solidarietà con la causa Araba (Spagna)
Associazione Culturale Iberoamericana (Spagna)
Resumen Latinoamericano (Spagna)

Da Nostra America:
padre Miguel D'Escoto (Nicaragua)
Alvaro Rojas, direttore di El Chileno (Cile)
Edgardo Condeza Vaccaro (Cile)
Osvaldo Leon-agenzia di informazione Ecuador
Via Alterna (Colombia)
Rafael Cuevas Molina Università di Costa Rica
Manuel Zarate Giunta bolivariana di Panama
ambasciatore in Brasile del Venezuela Freddy Balzan
Fundacion Cantoya
Dipartimento di storia e scienze sociali di Oriente (Cuba)
Abuelas de Plaza de Mayo
Partido de la Izquierda Nacional
Asociacion Empleados de la DGI
Movimento Peronista Montonero - La Matanza
Organizzazione Iosè Carlos Mariategui
Comitato di solidarietà con Cuba e i popoli in lotta Argentina
Tucuman
Movimento Resistenza Popolare
Comitato Lavoro e Dignità
Partito Comunista
Attac
Centro culturale israelita
Central de Trabajadores Argentinos
Asociacion de Trabajadores del Estado
Partito Comunista in Izquierda Unida
Sejun
Sindacado de Farmacia
Projecto Emancipacion
Hoy por Cuba
e tantissimi altri...
pagina web www.emancipacion.org/congresobolivariano

Dipartimento Internazionale DP

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18 novembre

Partito Comunista Colombiano in Visur a DP

Estimados camaradas y amigos:
Queremos a través de este breve mensaje, ratificar nuestra gratitud revolucionaria a los partidos y organizaciones que hicieron llegar sus cálidos y solidarios saludos al Partido Comunista Colombiano, con ocasión de la reciente realización de nuestro 18 Congreso Nacional.
Todos y cada uno de los saludos provenientes de las organizaciones comunistas y de izquierda comprometidas en las diferentes luchas nacionales contra la opresión y la violencia, la globalización de la economía con todas sus secuelas, y ahora el inminente terrorismo Estatal de los Estados Unidos contra el mundo, disfrazado de lucha antinarcóticos o "antiterrorismo", fueron leídos a lo largo de nuestro máximo evento a medida que los fuimos recibiendo. Estos mensajes despertaron gran entusiasmo entre los delegados de las diferentes regiones del país al Congreso, y reforzaron el sentimiento de no estar solos en el propósito de oponerse y vencer al enemigo común de nuestros pueblos.
Próximamente enviaremos a Uds. las conclusiones del 18 Congreso.
Muy fraternalmente,
JAIME CAICEDO TURRIAGO
Secretario General
MIGUEL ANGEL GONZALEZ REYES
Responsable de Relaciones Internacionales

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14 novembre

etalmeccanici

"Dobbiamo andare al corteo dei metalmeccanici per uno scambio di cortesie..." sembra proporre qualcuno. O per il semplice fascino della tuta sempre meno azzurra. Gli ISF o GSF, il movimento hanno aderito e magari ci scappa qualche intervista a questo o quel "capo" sempre più entrato nel ruolo di leader unico ed ufficiale dopo il parere dei mezzi di comunicazione di massa, dei padroni della disinformazione, di una moda che identifica sempre meno i senza volto, i senza nome e cognome, i senza diritti, i senza terra e i senza casa e chiunque lotti contro ogni ingiustizia e voglia "confondersi" tra il popolo degli uomini e delle donne (c'è chi ha un gusto particolare ad inseguire la testa di ogni cosa accada: che è altro concetto e altra cultura rispetto le speranze di chi non non è disposto a subire: un difetto di cui ringraziamo l'egemonia delle classi dominanti e infatti sono sempre di più i leader che si battono per qualcosa o qualcuno o in nome di questo o quello che coloro che lavorano per la partecipazione consapevole e da protagonista di ogni soggetto disponibile a mutare lo stato di cose presente...). Non possiamo con un colpo di spugna o trascinati dagli eventi dimenticare le grandi responsabilità di sindacati consociativi (organizzatori da un pezzo di un vero e proprio grumiraggio di massa) e parte di una sinistra che da un pezzo ha rotto i propri legami con la storia, le esigenze ed i bisogni dei lavoratori italiani, delle donne, dei senza lavoro ecc... Sono anni che assistiamo a lotte corporative ed egoistiche, parcellizate, finalizzate all'ottenimento di privilegi di casta e chi ha più mezzi ottiene di più: poi vengono licenziati lavoratori alla Fabriano ed ora a Latina, in centinaia da piccole e medie industrie e non importa niente a nessuno. Non interessa a nessuno lo smantellamento dello stato sociale, conquistare un nuovo modello di sviluppo, l'esistenza di una informazione deviata e deviante, il massacro dell'istruzione pubblica, l'attacco alla sanità, le privatizzazioni selvagge, la manipolazione degli alimenti, le devastazioni ambientali, la violenza contro i migranti, lo strapotere della criminalità organizzata collusa oltre ogni limite con apparati politici e in generale il "nuovo ordine mondiale", tra neo-liberismo e nuovo imperalismo, tra guerre e nuova politica coloniale, che aumenta le disuguaglianze, oppressione, sfruttamento, e minaccia irriversibilmente le libertà stesse (anche nel privato). NO! Non si può andare al corteo dei metalmeccanici da dilettanti o come truppe cammellate. Noi non abbiamo rinunciato alle ragioni di classe (che non sono mai pure), a valorizzare la funzione storica dei lavoratori e di un blocco sociale nuovo che va molto oltre gli stessi ma dobbiamo "vederlo sfilare il corteo" riempiendolo di volantini e documenti, striscioni ai suoi lati che ricordino le giornate di Genova e anche i morti di Reggio Emilia, il ruolo del WTO e delle strutture di Bretton Woods contro l'umanità e anche il '68, gli embarghi e anche Porta San Paolo, il presente e la necessità di mutarlo... Dobbiamo andare come senza nome e senza volto appunto: dobbiamo dirgli che bisogna incrociare le braccia nei posti di lavoro contro la svolta autoritaria, contro la militarizzazione del pianeta, ritornare insieme nelle fabbriche e nelle università e nelle piazze con un programma ed un progetto per un'alternativa di società: dobbiamo dirgli e dirci nuovamente qual è per noi la materia del contendere e quale futuro vogliamo (oltre i padroni e i prePotenti che sono disponibli a qualsiasi accomodamento tra le parti purchè non si intacchino i loro privilegi calpestando la stessa idea di civiltà). Diversamente andare o starsene a casa è la stessa cosa: è una sconfitta identica.
menene
DP

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14 novembre

Seminari e convegni tematici

La segreteria nazionale di DP sollecitata dalle diverse e non poche comunicazioni (oltre questo e-groups) che ci sono arrivate in relazione ad un seminario e convegno ritiene che l'idea (la proposta) è importante e va valorizzata. E' in progetto per l'estate del 2002 realizzare a Roma (nel'area del Parco Forte Prenestino) una festa internazionale con presenze di diversi popoli, associazioni, movimenti e dibattiti. Si tratta di organizzare a partire da gennaio le presenze dalle altre città nella gestione di stand ed inziative politiche e culturali dentro un pluralismo che vuole contraddistinguerci e aperto ai compagni di strada (oltre il nostro stesso cortile di casa). Nella setssa occasione si può inserire un corso o più corsi tematici sia per chi verrà sia per chi è impegnato nella gestione della festa in orari che precedono l'apertura della stessa. Ora è importante che chi ha idee le invii (vale anche per i dibattiti) insieme alle prime disponibilità. Si prevedono una quarantina di stand e la possibilità di utilizzare video-proiettori e schermi giganti...
per la segreteria nazionale
dipartimento propaganda nazionale DP
Fabio Masimmo Vernillo

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13 novembre

Perché andrò al congresso DS

Rispondo pubblicamente ad una domanda che diversi compagni del movimento hanno rivolto alla nostra organizzazione.
“Al segretario nazionale di Democrazia Popolare Sinistra Unita Michele Capuano. A nome della Direzione nazionale ho il piacere di invitarLa al 2° Congresso nazionale dei DS che si svolgerà presso il BPA Palas di Pesaro dal 16 al 18 novembre 2001”

Perché andrò al congresso nazionale DS.
Circa dieci anni fa si scioglieva il Partito Comunista Italiano (cadeva il muro di Berlino e svaniva l'URSS: erroneamente identificata con tutto il socialismo possibile). Ero a Rimini. Un gruppo di compagni e compagne, che pure non la pensavano allo stesso modo, la gran parte rientrati in un rapporto con i DS, decisero di non aderire alla nuova formazione politica. Non era una questione di nome ma di scelte "diverse". Nasceva il Movimento per la Rifondazione Comunista. C’era Serri e Libertini, Salvato e Cossutta, un po’ di confusione ma il desiderio di rinnovarsi nella continuità, di ripartire dal basso, di mantenere vivo il rapporto con la storia e la tradizione dei comunisti italiani, la loro peculiarità e le speranze di cambiamento “inserite” nella società. Non c’era Magri, Bolognesi e Crucianelli, Castellina e tanti altri che vennero dopo e che se ne andarono nel giro di poche stagioni. Non c’era Bertinotti e tutto il suo seguito che rappresenta la maggioranza del gruppo dirigente dell’attuale PRC (inizialmente confluirono anche alcuni DP e non poche provenienze della formazione trotskista IV Internazionale legata a Bandiera Rossa). Sono passati alcuni anni e tanti accadimenti sono intervenuti nella crisi della sinistra italiana (in piena crisi del Capitale tra neo-liberismo e neo-globalizzazione, e per quanto irriformabile con enormi capacità di perpetuarsi), frammentata oltre misura e, spesso, smarrita anche dinanzi ad un “movimento” che nasce nel Paese e che si è espresso con vigore a Genova nei giorni del G8 e subito dopo in ogni città, alla marcia Perugia-Assisi e ancora a Roma il 10 novembre. Democrazia Popolare nasce il 21 gennaio del 2000 attorno ad un programma e ad un progetto non settario (né riformista e né massimalista), alla ricerca di strade nuove e anche inesplorate, indagando il presente e valorizzando criticamente la memoria, mantenendo vivo il rapporto con i più marxismi e il bisogno di socialismo, ritornando nei luoghi di lavoro e di studio, in un mercato o in caseggiato: senza attendere tempi migliori e lavorando nelle contraddizioni quotidiane. In pochi mesi ha ottenuto riconoscimenti internazionali da partiti Comunisti (Francia, Spagna, Brasile, Argentina, Corea, Canada, rapporti a Cuba, Mozambico, Messico ecc.), Fronti di Liberazione, associazioni in Italia e all'estero (dai Sem Terra alla Rete Associazioni Popolari, dal FZLN all'ODEP cileno) e si è esteso a macchia di leopardo in ogni regione italiana. E, infatti, nessun movimento od organizzazione politica vive con la semplice capacità dei suoi “fondatori” e i rapporti di forza non si stabiliscono solo attraverso le campagne elettorali (alla quale DP partecipa, quest'anno, in alcune città ottenendo risultati inaspettati ed alcuni eletti) ma nella società appunto. Andrò a questo congresso portandomi, dunque, quel bagaglio come compagno (che viene dalla sinistra extraparlamentare e che entra nel PCI nel 74 ricoprendo incarichi in Enti Locali e partecipando alla sua commissione culturale, che partecipa alla nascita del PRC e che ne esce per una coerenza tra le cose che si dicono e quelle che si fanno…, come militante di associazioni di solidarietà e come parte di questa nuova esperienza sintetizzata in Democrazia Popolare dentro il movimento dei movimenti) per ragionare ancora meglio sul presente, sulla crisi dei partiti e sui drammi della sinistra italiana. Andrò preoccupato di un Fassino nuovo segretario di un partito che stenta a comprendere i grandi drammi causati dall’organizzazione mondiale delle disuguaglianze, le ragioni vere dell’economia di guerra, il significato non generico di capitalismo e imperialismo ad egemonia statunitense, la mai sopita funzione storica del movimento dei lavoratori, i fermenti positivi di un popolo vivo che c’è e resiste, la meravigliosa battaglia per l'emancipazione e la liberazione plurali. Andrò cosciente del divario sempre più incolmabile tra “manager della politica” e società reale, tra istituzioni (sempre più vilipese e calpestate: dalla Costituzione alla Magistratura) e popolo. Andrò consapevole del nuovo distacco generazionale e dell’arretramento di lotte per la donna, verso i migranti e l’ambiente, per i diritti in genere e per il lavoro. Andrò per ascoltare (come quando hai l’impressione che qualcosa stia finendo davvero anche perché qualcuno è convinto che il mondo si divida banalmente tra destra e sinistra e non tra ricchi e chi non lo è, tra dominanti e dominati, oppressori e oppressi, Nord e Sud e via elencando) e vivrò questi tre giorni conservando la piccola illusione che si dirà qualcosa di sinistra, che si parlerà di come coinvolgere le grandi masse nelle scelte che le riguardano, che si proporrà di difendere e sviluppare la democrazia a partire dall’antifascismo, che ci si organizzerà (analizzando struttura e sovrastruttura) per tutelare lo stato sociale e ampliarlo, per studiare come valorizzare energie, capacità, intelligenze contro prepotenti, corrotti, capitalismo illegale impropriamente chiamato mafia, profittatori cinici e meschini. Andrò attentendo con trepidazione che si elencheranno proposte per il lavoro contro la piaga della disoccupazione, per la mai risolta questione agraria, contro lo sfruttamento di minori e donne, per i servizi e il nostro patrimonio storico ed artistico, per la cultura e l’istruzione, per lo sport popolare e la riforma delle carceri, per la società multietnica e città vivibili, contro emarginazione e per l’energia alternativa, per un nuovo internazionalismo e le libertà, la cooperazione e un nuovo modello di sviluppo, contro la corsa agli armamenti, per il disarmo e la pace. Alla fine tornerò a casa e leggendo le conclusioni di questo congresso riuscirò a sapere con esattezza se quella parte dell’Italia progressista e che intende battere la cultura e la politica delle destre ha un riferimento reale nei DS oppure se bisogna darsi da fare per costruirne uno nuovo. Intanto mi auguro di essere invitato anche al congresso del PdCI e del PRC (non mi sembra ci siano le intenzioni anche se ci si conosce bene): non è masochismo è rifiuto di presunzione e autoreferenzialità, è sapere che non hai la verità in tasca e che serve un necessario “intellettuale collettivo” e una grande “rivoluzione dell’uomo”: un'unità basata su contenuti e prospettiva, non generica nè spontanea e neppure ai vertici. Una Consulta della Sinistra critica, antagonista, rivoluzionaria (mi auguro il termine non spaventi). Anche in quel caso, oltre il bipolarismo di fatto o a pillole, oltre crisi della militanza e militanza calpestata, sarà lecito domandarsi quale rapporto vi è tra demagogia e linea pratica per l’azione, tra battaglie nel presente e scopo finale. Vivere criticamente i grandi eventi è un atto di libertà. Per alcuni di noi mettersi in disparte o limitarsi alla semplice polemica è in aperta contraddizione con quella che ancora chiamiamo “una scelta di vita”.
Michele Capuano

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7 novembre

Guerra

L'Italia è in guerra: dobbiamo necessariamente ragionare su questa decisione incostituzionale e che viola apertamente le stesse leggi della democrazia (bloccata) del nostro Paese.
Dobbiamo capire che cosa si sta decidendo, insieme alla partecipazione alla guerra, diversamente lo stesso "che fare" rischia di essere inadeguato, dilettantisco, superficiale.
Dobbiamo farlo con onestà morale ed intellettuale aprendoci al confronto e allo scontro delle idee ma dobbiamo, ora, produrre iniziative in ogni territorio verso luoghi di lavoro e di studio, nei mercati, tra la gente, per pretendere il ripristino della legalità (resistere) e per continuare a coltivare la speranza di un nuovo mondo necessario, un'alternativa di società (avanzare).
Unire dal basso, creare coscienza e precisare il presente, farsi aiutare dalla memoria, per raggiungere uno scopo, dentro un programma ed un progetto (oltre le stesse realtà antagoniste, critiche, rivoluzionarie... oltre il nostro cortile di casa). Abbiamo detto e lo ribadiamo:
"questa guerra non è un evento occasionale, irrazionale, dettato da semplici accadimenti economici o da sconvolgenti azioni scatenanti (il terrorismo rientra in questa categoria) ma uno strumento strutturale e interno al modo di produzione capitalistico, ai processi di accumulazione, alla gestione della crisi. Una guerra "calda" ad egemonia statutinitense in uno scenario in cui l'economia di mercato è dominata fortemente dal capitale finanziario e dalle grandi società transnazionali con divari sempre più incolmabili tra Stati e continenti e nuove "dipendenze". E' la guerra per l'imposizione dell'economia di guerra (a maggior ragione in espansione dopo la "guerra fredda"). E' una guerra che se ci vede assenti nell'essere contro viaggierà senza ostacoli verso la stessa estinzione delle classi in lotta. Il lavoro ha "creato" l'uomo e il furto dello stesso disuguaglianze, immiserimento, ingiustizie, repressione ed oppressione, violenza: guerra: guerra dichiarata ad ogni opposizione per il predominio della minoranza sulle moltitudini in nome del profitto: guerra dichiarata alla stessa umanità tuttavia da coinvolgere sulla base di passioni negative. E' una guerra dichiarata alla rivoluzione dell'uomo e alla sua coscienza. Si vuole imporre l'etica dell'avere contro quella dell'essere. E' il conflitto scatenato dal parassitismo e dalle burocrazie, dall'illegalità che emerge e decide imponendo pensiero unico, corruzione, legge del più forte e conseguenti esplosioni di integralismi non solo religiosi ma anche economici ed invadenti l'intera sovrastruttura. E' nascondere tra il rumore delle bombe e inascoltate voci di innocenti inermi (sotto le torri di New York come in Medio Oriente, come in altre guerre locali, come ieri in Vietnam e poi in Africa, nella vecchia Europa e ancora in Palestina... tra il silenzio di desaparecidos argentini e americolatini o indocinesi o algerini sgozzati e assassinati e torturati da chi fomenta follie e ne inventa altre con il pretesto di eliminarle) appetiti insaziabili di iene voraci alle prese con la loro incapacità di dominare il pianeta e desiderosi di regolare i conti contro gli uomini e le donne del popolo libero. Illusi di ottenere un nuovo "ciclo di sostituzione", riprese economiche, boom che non esistono inventano l'assassinio legalizzato come nuovo oppio di cui non poter fare a meno. Le guerre costituiscono l'essenza dell'imperialismo anche contro i propri alleati provvisori, inventati, diponibili od obbligati... L'informazione deviante e deviata (come taluni servizi segreti) diventa un'ulteriore "manu militari"... Saranno più evidenti i dislivelli tra le classi e ne usciremo (tra nemici invisibili e pretese supremazie, tra regionalismo avanzante e nuovo colonialismo, tra paure e incertezze) ancora più "emarginati"...: un grande Stato del profitto e la miseria come nuovo Welfare è già all'orizzonte. E' una guerra contro gli inermi e contro l'ambiente, contro le libertà e le diversità per imporre ogni cinica e scellerata scelta funzionale ad una neo-globalizzazione senza modernità. E' anche una guerra ipercapitalistica voluta mentre squilibri e contraddizioni di poteri cinici non trovano sbocchi nè soluzioni perchè il capitalismo non è riformabile: persuade, si perpetua ma rimane la negazione della storia e del libero sviluppo del genere umano. La pace è mutare lo stato di cose presente: e intanto non bisogna attenderlo ma, tra piccole lotte e grandi eventi, predisporlo. Questa guerra ci presenta, dunque, un malato che intende appestarci e che già ha contagiato tanta parte della sinistra ed ecco la Potenza per eccellenza in opera per appropriarsi di ricchezze, degli averi di altri, anche dei suoi stessi concorrenti e coinvolti, e porsi come creditrice non solo in termini economici ma raggiungendo anche quelli culturali, sociali e psicologici... Chi ha votato per la guerra umiliando il Parlamento italiano, le istituzioni nate dalla guerra antifascista (terreno per allargare la democrazia e per edificare una società alternativa), il popolo che tuttavia non rappresenta, ha compiuto un atto di tradimento della Patria prima, dell'Europa anche, del mondo e con il consenso delle più alte cariche dello Stato partenalistiche e asservite. "Il genocidio" in corso da anni si allarga e non basterà un minuto di silenzio per esprimere dolore e rabbia pensando agli occhi ormai spenti e che pure sorridevano di chi subisce ingiustizie e continua a subirle da parte di coloro, con ipocrisia ormai antica, nell'esaltarle ti vuole convincere che le ripudia. Per quanto deprimente non può invitarci a metterci in disparte ma neppure a rifiutare una nuova unità tra diversi che non sono disponibili a subire... Il 10 in piazza facciamo il possibile per dimostrare la diversità tra un popolo vivo e civile e i nuovi barbari partoriti dal grembo sempre fecondo di passate nefandezze.
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7 novembre

E il 16 con i metalmeccanici

Il 16 noi ci saremo, dopo il 9, dopo il 10, dopo il 14...
Ci saremo anche per dirci e dirvi compagni e compagne che crediamo ancora nella funzione storica del mondo del lavoro (senza ortodossie nè massimalismi, consapevoli che non esistono classi pure e che anche il lavoratore complessivo ci riguarda, il disoccupato, i senza diritti e chi subisce ingiustizie oltre il nostro cortile di casa) e di un inedito blocco storico, sociale ed organico alle speranze di un nuovo mondo necessario. Ci saremo domandandoci e domandandovi se oltre corporativismi ed esigenze immediate dobbiamo, come dovere, essere protagonisti di una lotta contro questo Governo, per la difesa della Carta Costituzionale, per il diritto allo studio e alla cura, alle libertà... per mutare lo stato di cose presente, per l'emancipazione. Ci chiederemo se ancora esistono dominati e dominanti, sfruttati e sfruttatori, oppressi ed oppressori dentro l'organizzazione mondiale delle disuguaglianze (oltre la genericità, l'opportunismo e l'ipocrisia di termini vuoti come destra e sinistra). Ci interrogheremo sul bisogno di pace e sulla necessità di lotta per il disarmo. Serve una rinnovata unità tra lavoratori e realtà antagoniste, movimenti (dall'ambientalismo alla scuola, dal pacifismo alla lotta contro la criminalità organizzata), migranti... Serve ricordarsi, ricordarci, ricordarvi che non esistono società in astratto e che capitalismo e imperialismo non sono termini generici nè vecchi come non è una novità la globalizzazione e il cinismo del neoliberismo... i prePotenti della Terra stanno gestendo la loro crisi e noi stentiamo ad uscire dalla nostra: prendere coscienza è anche un progetto ed un programma per un'alternativa di società... Non vi spaventi ricordarvi (ricordarci, ricordare) che essere rivoluzionari è la più grande scelta di civiltà e di democrazia, per l'etica dell'essere contro quella dell'avere, che un uomo e una donna possano compiere... UN ATTO DI LIBERTA'!
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7 novembre

Incontro nazionale a Rimini

Il lavoro prima di ogni cosa. I diritti: tutti i diritti! resistere, difendere ed incontrarsi per darsi un programma ed un progetto che crei un'unita' consapevole di tutti i soggetti antagonisti, critici, alternativi allo stato di cose presente.
L'appuntamento in oggetto e' un'occasione importante per rilanciare percorsi nuovi oltre "il prima le cose accadono e solo dopo bisogna parlarne". Puo' rappresentare un'opportunita' per parlare di licenziamenti e disoccupazione, di reddito sociale garantiro, di tassazione delle rendite e dello sviluppo tecnologico, di lavori necessari e ridistrubizione delle ricchezze, di debito e sviluppo ineguale, di oppressione e sfruttamento di uomini, donne e risorse, devastazioni dell'ambiente, mortificazioni delle liberta'... esserci e' andare oltre lo spontanesimo e la pura contestazione per identificarci "localmente" in 1, 10, 100 Vietnam da costruire e che abbiano lo scopo di aggregare, informare, dire cercando i mezzi e gli strumenti per andare oltre il nostro cortile di casa e l'oscuramento dei contenuti di cui siamo portatori.
menene
dip. comunicazione DP

GIORNATA NAZIONALE DEI SOCIAL FORUM ITALIANI A RIMINI DAL TITOLO "GLOBALIZZIAMO I DIRITTI CONTRO LA PRECARIZZAZIONE DEL LAVORO".
A SEGUIRE TROVERETE:
1) PROGRAMMA DELL'INIZIATIVA,
2) APPELLO DEL RIMINI SOCIAL FORUM
3) INDICAZIONI SU COME RAGGIUNGERE IL LUOGO.

(PARTECIPATE NUMEROSI E INOLTRATE LE INFORMAZIONI IL + POSSIBILE).
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1) GLOBALIZZIAMO I DIRITTI CONTRO LA PRECARIZZAZIONE DEL LAVORO
RIMINI, CONVEGNO NAZIONALE, 14-11-01
TEATRO NOVELLI, VIA CAPPELLINI,3 ZONA MARINA CENTRO

PROGRAMMA
ORE 9.00
APERTURA DELL'ASSEMBLEA
SALUTI DELL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE (ASSESSORE BULDRINI)
LETTURA DEL DOCUMENTO DEL RIMINI SOCIAL FORUM E INTRODUZIONE
A SEGUIRE
INTERVENTO DEGLI OSPITI STRANIERI
ASSEMBLEA APERTA FINO ALLE ORE 19
(con pausa pranzo)
GRUPPI DI LAVORO
(da definirsi)
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2) APPELLO RIMINI SOCIAL FORUM

A Rimini il 14 novembre per dire senza se e senza ma:
No alla guerra
No alla precarizzazione del lavoro e della vita
Per il salario e i diritti

Da molti anni ormai i lavoratori e le lavoratrici sono esposti-e alla perdita di potere d'acquisto e alla sottrazione dei diritti.
Salari e diritti diventano sempre più precari, mentre ricchezza e capitali si accumulano in mani sempre più ristrette.
Un processo di carattere globale, incentivato esplicitamente da OMC, FMI e BM, ma anche dall'Unione Europea che, con la "Carta dei Diritti" di Nizza persegue nel modello di Costituzione Europea una vera e propria regressione nei diritti acquisiti in oltre un secolo di lotte operaie.
In questo quadro si muove il "libro bianco" del ministro Maroni che prospetta in un colpo solo la precarizzazione totale dei rapporti di lavoro, la fine de facto dello Statuto dei Lavoratori, del contratto nazionale e del diritto di sciopero.
Questo mentre il modello neoliberista della globalizzazione tenta, con l'avvio del nuovo round negoziale della OMC che si apre in Quasar, di realizzare un'accelerazione pericolosa per i cittadini, i lavoratori e lo stesso pianeta.
La risposta del mondo del lavoro e del non lavoro è stata, finora, assolutamente inadeguata: mentre le confederazioni sono costrette a fare i conti, ormai, con la fine della politica della concertazione e stentano a dispiegare una chiara e credibile risposta alternativa, il sindacalismo di base e le sinistre sindacali interne al sindacato confederale non riescono ad articolare un'iniziativa unitaria.
E il panorama non cambia se guardiamo alla debole e frammentata mobilitazione contro la guerra da parte dei lavoratori e delle lavoratrici,nel quadro dl ripetersi delle disastrose posizioni interventiste delle segreterie confederali.
Di fronte al nuovo scenario della competizione globale occorre rispondere con una nuova e adeguata capacità di costruire obbiettivi unitari per il mondo del lavoro e i cittadini, all'altezza delle sfide che i signori della guerra e della finanza ci lanciano e dei rischi pericolosi di arretramento generale delle condizioni sociali, della tenuta democratica e degli equilibri ambientali.
Contro questi rischi è in campo un movimento che sta dispiegando ovunque nel mondo la critica al modello neoliberista e avanza forti proposte alternative.
In Italia, da Genova in poi, importanti componenti del mondo del lavoro e sindacali si sono ritrovate insieme contribuendo a rafforzare il profilo sociale dell'esperienza italiana.
A Firenze, nell'assemblea nazionale dei Social Forum è venuta chiara l'indicazione di lavorare al dispiegarsi della dimensione sociale del movimento contro la globalizzazione neoliberista e, in questo quadro, sono state indette le giornate contro la guerra economica, sociale e militare. Crediamo possa essere, questa, una grande occasione per allargare ai tanti soggetti del mondo del lavoro e ai tanti esclusi da esso il coinvolgimento nello sforzo generale di costruzione di un movimento ampio.
Per questo il Rimini Social Forum propone un momento di confronto fra le realtà del movimento e le diverse esperienze sindacali, sia sul piano nazionale che su quello internazionale.
L'assemblea di Rimini può essere un luogo dove rilanciare la discussione e dove confrontarsi sulle mobilitazioni da costruire contro la guerra e la precarizzazione, per il salario e i diritti.
RIMINI SOCIAL FORUM
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3)INDICAZIONI STRADALI

PER CHI VIENE IN AUTO: USCITA RN SUD, SEGUIRE INDICAZIONI MARE PER IL TEATRO NOVELLI, VIA CAPPELLINI, 3 ZONA MARINA CENTRO (vicino al Grand Hotel)
PER CHI VIENE IN TRENO: PRENDERE BUS 11 FERMATA N°9 OPPURE SEGUIRE A PIEDI CHIEDENDO ALL'UFFICIO INFORMAZIONI IN STAZIONE. IL TEATRO è COMUNQUE AD UNA DECINA DI MINUTI DALLA STAZIONE.



6 novembre

Il saluto di DP al congresso del PC Colombiano

Queridos Compañeros,
un saludo sincero y leal por el XVIII congreso del Partido Comunista Colombiano; perdura aùn en nuestra mente y en nuestro sentimiento solidario internacional y de clase, las palabras intercambiadas, en Brasil, con un delegado del Partido durante las iniciativas organizadas por la Revista Inverta y por la Refundacion Comunista brasilera.
Nuestras banderas flamearon en Italia para decir NO al PLAN COLOMBIA, por la libertad, el orgullo y la dignidad de un pueblo del cual ustedes no sois solo avanguardia sino una organizaciòn necesaria para la emancipaciòn, por un cambio que no puede esperar màs, por la afirmaciòn de un programa y de un un proyecto hacia el socialismo... recorriendo caminos tambien nuevos e inexplorados que inclujan una revolucion del hombre, la conciencia, para ser protagonistas de la historia.
Vuestro congreso es una ocasiòn para reforzar la Filosofia de la Praxis, para una teoria que se transforme en acciòn, para indagar la estructura y la sobreestructura, para predisponer los medios adecuados y suficientes que hagan posible una alternativa de sociedad.
Somos la juventud del mundo y sabemos que resistir y avanzar es una sola cosa y lo es aùn mas cuando avanza una nueva barbarie, cuando vientos nuevos de guerra recurdan los grandes dramas de todo el continente latinoamericano, los hojos de un niños vietnamita, los estragos en Indochina y Africa, las miserias y el cinismo de quien para resolver su propia crisi (no solo economica), intentando imponer la visiòn y el pensamiento unico, viviendo el imperialismo como nueva forma de genocidio y planes que niegan los màs elementares derechos del hombre, asesina la màs pequeña idea de civilizaciòn.
La lucha sigue y una vez màs nosotros tenemos el deber, mas allà de propuestas morales, reformismos desviantes y maximalismos distantes de los pueblos, de valorizar la brujula del marxismo-leninismo, con la capacidad critica que nos distingue, che nos hace libres, mientras luchamos por la libertad.
Buen trabajo camaradas
Saluti Comunisti
Michele Capuano
segretario generale
Democrazia Popolare (Sinistra Unita) Italia

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6 novembre

Nuovi rapporti: PCF a DP

Cher Camarade,
Merci pour tes félicitations, tes marques d’amitié et de confiance. Elles constituent pour moi autant d’encouragements au travail résolu auquel je m’attèle pour assumer pleinement les importantes responsabilités que viennent de me confier les délégués de notre 31ème congrès.
Travail collégial, relations, dialogues avec toutes et tous seront au centre de mon action.
Avec toutes mes amitiés fraternelles.
Marie-George BUFFET
segretaria PCF




5 novembre

9 e 10 novembre manifestazioni a Roma

La Casa dei Popoli, viale Irpinia 50, su nostra proposta ha dato disponibilità per ospitare chi verrà a Roma in occasione delle manifestazioni del 9 e del 10 novembre.
Abbiamo suggerito una libera e possibile, se possibile, sottoscrizione volontaria. Naturalmente nelle sale grandi c'è posto ma bisogna attrezzarsi con sacco a pelo mentre sono disponibili una cinquantina di coperte. I posti letto sono già stati prenotati. Ci saremo noi e i rappresentanti della Rete Associazioni Popolari, dell'AIASP (associazione internazionale di amicizia e solidarietà con i popoli) e dell'associazione Onda d'Urto. Fino a cento-centocinquanta persone possono trovare posto dalle ore 23.
Intanto si sta attrezzando la "mensa" popolare generalmente utilizzata per le campagne umanitarie e comunque in condizione di cucinare un piatto di pasta o del formaggio mentre si possono offrire gallette vitaminiche e biscotti.

Dipartimento Organizzazione DP
Ines

telefax 06.2752439 cercare di Fabio Massimo

Democrazia Popolare (Sinistra Unita)
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novembre




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3 novembre

3 novembre a Roma: in piazza mille colori

Non c'erano Agnoletto e neppure altri leader. Non c'era Bertinotti ma non sono mancati "disobbedienti" del PRC con le loro bandiere. I TG nazionali sono stati costretti a parlarne e nessun negoziante ha chiuso bottega mentre sfilava un corteo con migliaia di persone organizzato da DP, 3 febbraio in primis, AIASP e decine di comunità straniere. Nel corteo: uno striscione delle donne in nero e di afghane confuse con volti indio e quelli di bambini curdi o di un campo rom... C'era la musica, la gioia, i canti e occhi che sorridevano di palestinesi, marocchini, africani ed asiatici, mille etnie e mille colori. C'era la consapevolezza alternandosi al microfono con una scaletta per gli interventi improvvisata e gestita dalla piazza che la parte ricca del pianeta stava lì, povera perchè derubata delle proprie ricchezze e delle proprie braccia, povera e senza diritti perchè l'organizzazione delle disuguaglianze avanza e avanza il cinismo delle classi dominanti (profittatori senza scrupoli e iene voraci). Erano lì per il lavoro, per la dignità e contro la guerra, contro tutte le guerre e contro ogni terrorismo alimentato dai Prepotenti della Terra. Erano lì urlanti ed entusiasti e piazza Sant'Apostoli e piazza Venezia con fatica riusciva a contenere un popolo di uomini e donne che sapevano che non esistono "liberatori e che i popoli si liberano da sè". Qualcuno ha perso un'occasione: stare non davanti (e a volte troppo lontano) ma insieme a chi si batte per un mondo nuovo e necessario, per un'alternativa di società, per un progetto di liberazione al plurale.
Menene
dipartimento comunicazione DP

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30 ottobre

Per Ochoa

A las 12 del mediodia del 26 de octubre, una comision formado por cinco personas entrego en la Embajada de Mexico en Roma el siguiente manifiesto con las firmas recogidas.

MANIFIESTO EN REPULSA POR EL ASESINATO DE DIGNA OCHOA.
La Red Nacional de Organismos Civiles de Derechos Humanos "Todos los Derechos para Todos", las organizaciones y personas abajo firmantes, expresamos nuestro profundo dolor y condena por la ejecución de la defensora de derechos humanos, Digna Ochoa y Plácido, ocurrida el día de ayer en esta ciudad.
Este crimen es un agravio directo a la lucha por la vigencia de los derechos humanos en México, y en cualquier otro lugar, ya que el silenciamiento violento de una voz cuya trayectoria fue de compromiso profundo con la defensa de las víctimas, constituye un grave retroceso en los esfuerzos por construir una sociedad diferente, donde los derechos humanos, la justicia y la democracia sean una realidad.
La ejecución de Digna cuestiona fuertemente los compromisos del gobierno de México por avanzar en la vigencia de los derechos humanos en el país. El hostigamiento, amenazas y la ejecución éstas, así como la ineficacia y/o falta de voluntad política del aparato de justicia para esclarecer este tipo de hechos y sancionar a los responsables, ensombrecen la apuesta de la sociedad por un proceso de democratización del país, pues como lo ha expresado la Representante Especial de la ONU para los Defensores, Hina Jilani, en su reciente visita a México, los defensores de derechos humanos son el termómetro más sensible de la democracia.
Altamente preocupante es el hecho de que hasta el momento, continúan presentándose otros casos de hostigamiento, amenazas e intimidación a defensores de derechos humanos en diferentes regiones de México, como el caso más recientemente sucedido a la directora del Centro de Derechos Humanos Fray Bartolomé de las Casas, Marina Patricia Jiménez.
Demandamos con urgencia, la implementación inmediata de políticas que garanticen el trabajo y la protección de los defensores, de acuerdo con la Declaración sobre el Derecho y el Deber de los Individuos, los Grupos y las Instituciones de Promover y Proteger los Derechos Humanos y las Libertades Fundamentales Universalmente Reconocidas, también conocida como Declaración de los Defensores.
Exigimos al Estado mexicano que de manera inmediata y oportuna, adopte las siguientes medidas:
Un pronunciamiento público del Presidente de la República, condenando los hechos.
Un informe inmediato y público, sobre las investigaciones de los hechos de amenazas y hostigamientos de que han sido víctimas, tanto Digna Ochoa como los miembros del Centro de Derechos Humanos "Miguel Agustín Pro Juárez". A.C.
Investigación de la ejecución de Digna Ochoa de manera independiente y expedita por parte de la Procuraduría General de Justicia del Distrito Federal, de acuerdo a las obligaciones internacionales de México en la materia, para que los responsables sean juzgados y sancionados conforme al marco jurídico vigente.
La protección integral y eficaz para todos los defensores de derechos humanos en México y específicamente para las abogadas Pilar Noriega y Bárbara Zamora, familiares y equipo de colaboradores, así como para los integrantes del Centro de Derechos Humanos "Miguel Agustín Pro Juárez". A.C.
Cumplir con las recomendaciones formuladas por organismos nacionales, internacionales e intergubernamentales de derechos humanos, en torno a la protección de defensores en México, a fin de establecer medidas efectivas de protección a favor de este sector de ciudadanos frecuentemente hostigado.
Se tomen medidas concretas y urgentes para implementar la Declaración de los Defensores de Derechos Humanos emitida por la Asamblea General de Naciones Unidas.

México, D. F., 20 de octubre de 2001.

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30 ottobre

Vi siete chiesti perchè?

Vi siete chiesti perchè i migranti (che non votano) senza diritto di cittadinanza, senza casa, senza assistenza sanitaria, senza lavoro che il 3 novembre a Roma scenderanno in piazza anche contro l'economia di guerra non fanno notizia? Eppure lo slogan che proponiamo è "un altro mondo è possibile", siamo contro questa globalizzazione e parliamo di solidarietà tra i popoli. Sarebbe un dovere per i Social Forum, il PRC e coordinamenti vari aderire, partecipare, schierarsi al fianco (contaminandosi) di fratelli e sorelle di ogni provenienza che vivono in questo Paese con la minaccia di leggi razziste e xenofobia. E' un dovere, inoltre, ritrovarci in piazza il 10 (oltre "portavoce" sponsorizzati alla grande) senza dimenticare che dire NO è esaltante ma lo è ancora di più iniziare (in società sempre più multietniche) a mettere al centro del nostro agire un programma ed un progetto (dall'alimentazione al lavoro, dall'ambiente alla cura, dall'uso delle risorse all'informazione). Come si può parlare di fame e non lottare per mancate riforme agrarie, terre abbandonate e devastate, mancata cooperazione, scambi commerciali gestiti unicamente in nome del profitto cinico e debito estero come clava del FMI per debellare ogni conquista sociale ecc. ecc.?
Oscilliamo tra proposte morali e luddismo, tra autoreferenzialità e strumentalizzazione dei movimenti, tra atti caritatevoli e mancanza di direzione consapevole, lontani spesso dalla gente o filtrati da mezzi di informazione di massa portatori di falsa coscienza sociale e intanto una nuova barbarie trasforma la lotta tra subalterni e dominanti in una lotta "diplomatica" auspicata dalla stessa società neoliberale che difende i ricchi per farli diventare sempre più ricchi e i poveri (Welfare per i miserabili) sempre più poveri: tra una bomba e l'altra... e una militarizzazione emisferica crescente (ne avevamo già parlato agli inizi del 2000 attraverso lettere, riviste, fax, manchette su il manifesto e non solo, dibattiti ecc. chiedendo unità dal basso e iniziative...)
La lotta prosegue
Ines

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29 ottobre

Licenziamenti al volo

Attentati al mondo del lavoro.
Cosa sta succedendo all'AVIOINTERIORS spa di Latina (LT) dove lunedi' 22 ottobre sono stati licenziati in tronco e senza alcuna motivazione quattro dipendenti tra impiegati e operai ai quali, secondo una voce che sta circolando, ne faranno seguito altri venti?
I quattro lavoratori, con un' anzianita' che va dai cinque ai ventisette anni, sono stati chiamati lunedi' pomeriggio poco prima della fine del turno e gli e' stato comunicato di essere stati licenziati per la soppressione della loro postazione di lavoro e impossibilita' di essere utilizzati in altre. Ovviamente non hanno firmato la lettera che gli e' stata sottoposta e per di piu' sono stati accompagnati all'uscita come se avessero compiuto chissa' quale scorrettezza o nefandezza nei confronti dell'azienda alla quale hanno dato anni della loro vita (retribuiti e no) e dalla quale hanno ora ricevuto un sopruso cosi' impensabile per chiunque li conosca! Trattati come non meritavano sicuramente. E non c'e' da stupirsi, visto che per denigrarli e diffamarli e' stata messa in giro ad arte una voce secondo la quale dietro il loro licenziamento ci sarebbe una loro collaborazione con la Guardia di Finanza che sta indagando su presunte tangenti incassate dall'AVIOINTERIORS ai danni di sue ditte fornitrici.
Da martedi', quindi, tutti i dipendenti dell'azienda che costruisce poltrone per aerei di linea sono scesi in sciopero per dimostrare la loro solidarieta' ai colleghi ingiustamente e immotivatamente licenziati rendendosi, forse, subito conto della grave e illegittima situazione che fa da battistrada a sogni di violazione dello Statuto dei Lavoratori: un pericoloso esempio per altri imprenditori che ,come Alberto Veneruso (proprietario e Amm. Delegato dell'AVIOINTERIORS), vorrebbero disfarsi in un batter d'occhio dei lavoratori con anzianita' di servizio elevata e quindi con salari giustamente "elevati" per prendere al posto di questi lavoratori con contratti interinali, a termine o a tempo determinato che gli costano poco rispetto a dipendenti a pieno salario altre persone da sfruttare!
E' PROPRIO QUESTO CHE NOI DEL FORUM GIOVANI DI SERMONETA e LATINA DENUNCIAMO RISPETTO A QUESTA VICENDA!
E' CHIARO IL PROGETTO DI QUESTI IMPRENDITORI E INDUSTRIALI CHE SONO PIENAMENTE APPOGGIATI DA CONFINDUSTRIA E DALL'ASSOINDUSTRIALI.
Ed e' per questo che non siamo neppure d' accordo con le sole due ore di sciopero proposte dai sindacati (un modo per lavarsi le mani) che sono state fatte nei giorni successivi all'inizio del turno per poi arrivare a farle alla fine del turno di venerdì con, ovviamente, una partecipazione nulla dei lavoratori visto che sono stati "avvisati" che sarebbe stato meglio per loro non scioperare!
E poi: la manifestazione unitaria organizzata dai sindacati sotto la Prefettura di Latina prima per mercoledi' mattina e poi spostata a martedi' sera(29 ottobre alle 18:30) continua a favorire confusione e non partecipazione alla lotta per la difesa di lavoro e salario! Un' altra manovra di questi potenti per avere una scarsa partecipazione dei lavoratori della zona e per impedire le lotte verso questi abusi e soprusi in orari più impattanti per le aziende visto che all' AVIOINTERIORS era stato anche preannunciato nei primi giorni anche un blocco della produzione se l'azienda non fosse tornata sui suoi passi.
OPPURE E' GIA STATO DECISO QUALCOSA A DANNO DI QUESTI ONESTI LAVORATORI E DI QUELLI CHE VERRANNO DOPO DI LORO?
Comunque noi parteciperemo alla manifestazione di martedì 29 ottobre 2001 e altresi' invitiamo tutti voi a parteciparvi in quanto da dopo il 13 maggio 2001 troppo si sta mettendo in discussione e in una direzione che... non ci piace proprio...

FORUM GIOVANI
di DEMOCRAZIA POPOLARE (SINISTRA UNITA) di SERMONETA e LATINA

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21 ottobre

Comunicato stampa

Casarini vuole fondare un partito? E’ ancora oggi interessante “curiosare” tra le note di Gramsci sulla tematica oltre ogni ortodossia e con capacità critica. Intanto ci sembra che proprio i Social Forum vadano ripensati: non sono e dovrebbero esserlo “spazi” di democrazia soprattutto di chi non è organizzato. Non dovrebbero essere luoghi dove strutture già consolidate “cambiano cappello” in tentativi egemonici che ripropongono burocrazie, portavoce che non creano nuovi portavoce e circolarità delle idee, proponendosi anche come zona d’interesse per mire partitiche (magari in funzione elettorale). Avanzano, negli stessi, processi verticalistici e verticistici dell’essere organizzazione territoriale e difficilmente si opera per rapporti “orizzontali” nella stessa. La stessa unità è più proclamata che desiderata (e non mancano esclusioni, logiche concorrenziali e autoritarie). Spesso ci si chiude dentro la sinistra che c’è (fatto positivo comunque) e non si guarda ad un lavoro di controinformazione da portare tra la gente (cosa necessaria). Non si può, pena la sconfitta, dimenticare l’importanza di un’unità, anche e soprattutto, con il mondo del lavoro, i giovani in particolare (studenti, disoccupati o sfruttati) e le donne. Neppure si può ignorare il dotarsi di un piano e allargare il “forum” ad una solidarietà internazionale tra diversi animati da identiche speranze che, comunque, non possono essere improvvisate né riconducibili alla politica del giorno per il giorno. Gli stessi rapporti generazionali sono mortificati e non avanza l’idea di un collettivo teso alla costruzione di un inedito “blocco storico” organico alla stessa tradizione delle lotte, a chi deve esserne protagonista, e teso alla ricerca (a partire dai linguaggi per arrivare alle forme di lotta) di novità…

DP ha partecipato a tutti i grandi appuntamenti di lotta recenti (e un po’ ovunque, piccoli e piccolissimi dove è presente) e ha organizzato, dentro un programma ed un progetto, ultimamente, “cento passi… cento giorni di iniziative contro la svolta autoritaria in Italia e nel pianeta”. Ha avviato un grande lavoro internazionale e stabilito relazione e scambi di informazione con decine di Movimenti, associazioni, ambasciate, Partiti Comunisti e Fronti di Liberazione (Brasile, Perù, Argentina, Messico, Polonia, Ungheria, Corea, Spagna, Panama, Ecuador, Cile, Colombia, Cuba ecc. ecc.). Totalmente oscurata (a destra e dalla sinistra consociativa comunque mascherata) ha tuttavia aperto decine di sedi in quasi tutte le regioni italiane e alla prima esperienza elettorale ha raccolto risultati “contro e fuori il bipolarismo” che hanno permesso ad alcuni compagni e compagne di operare anche “dentro” alcune amministrazioni. Ha incontrato Alberto Granado e Fernanda Navarro, Luis Bevilacqua e rappresentanti internazionali di Farc o MST. E’ entrata nelle fabbriche, nelle scuole e dopo Genova ha iniziato faticosamente a contrastare nei luoghi di dibattito del “moviemento” un nuovo leaderismo che avanza (misto ad autoreferenzialità e fortemente sostenuto dai mass-media e una informazione del potere dominante e di classe) e che cerca (tra dilettantismo rivoluzionario e presunzione) di proporsi avanguardia di un soggetto ampio, articolato, creativo, genericamente chiamato “popolo di Seattle” e invece parte sostanziale di una capacità nuova di resistere ed avanzare, di valorizzare un’etica dell’essere e della liberazione plurale contro un’etica dell’avere e dell’oppressione (mentre non raramente le cose accadono e solo dopo se ne parla o si agisce) Noi italiani, giovani e no, compagni e compagne di diverse provenienze politiche e migranti (piccoli partigiani a volte senza un nome ed un cognome) abbiamo fatto lo sforzo, ritenendoci parte del presente di comprendere il che fare (senza verità assolute in tasca) per mutarlo: consapevoli dell’importanza di organizzarci, di studiare, di capire e altrettanto coscienti del grande lavoro che va realizzato nella società (è qui, di fatto e maggiormente, che si stabiliscono i rapporti di forza tra le “realtà” in lotta) per una necessaria “rivoluzione dell’uomo” (anche verso noi stessi, le nostre contraddizioni, i nostri difetti, errori e limiti) oltre settarismi, massimalismo o riformismo del regresso. Abbiamo ragionato sulla crisi della sinistra e sulla gestione della crisi dell’imperialismo, valorizzato la stessa memoria e l’ideologia, la struttura e la sovrastruttura, il rapporto che deve esserci tra le cose che si affermano e quelle che si fanno. Sono nati siti, riviste, piccole pubblicazioni che hanno, fortunatamente, raggiunto, nonostante anche ed inoltre difficoltà economiche, migliaia di persone oltre i nostri stessi confini. Ci siamo chiesti, anche dinanzi alla grande frammentazione della sinistra critica, antagonista e rivoluzionaria, come essere militanti (rovesciando la piramide, rifondando dal basso un soggetto rivoluzionario oltre la miseria del partitismo nostrano), come dirigere (direzione consapevole), come essere diretti (aderire, partecipare, non inseguire la testa del corteo) e come costruire un nuovo “strumento collettivo” tra diversi che individuato un fine sappia predisporre mezzi adeguati e sufficienti per sperare di raggiungerlo. Abbiamo, dentro questo percorso e anche dentro la ricerca di strade nuove e mai esplorate, cercato di aprici ad una sinistra di classe che c’è, al movimento nelle sue varie articolazioni, ad un’informazione che ha tentato esclusivamente di “umiliarci” e a quell’Italia viva che non si è rassegnata. Ora sembra che Casarini stia per “invitare” una parte del “movimento” a mettere su un partito (magari con l’aiuto dei mezzi portatori di falsa coscienza sociale) partendo dall’esperienza del GSF e poi di un ISF per poi… chissà…

Questa breve comunicazione, dunque, per esprimere la nostra totale solidarietà alle proposte di “nuove avanguardie” con la speranza che diversamente da quanto fin qui sta accadendo si abbia la capacità non solo di essere unitari davvero, di vivere il confronto e anche lo scontro delle idee, di non diventare capi per volere divino o per l’imbecillità di chi lo consente ma di lavorare per costruire ovunque, stabilito un programma “possibile”, armati anche di fantasia e gioia, consigli territoriali unitari e poi, partendo da tante piccole realtà piene di intelligenze, capacità, risorse o semplice voglia di fare, gettare le basi per un coordinamento più ampio che sia una grande Consulta di Tutti e Tutte coloro che intendono non mettersi in disparte e insistere in un battaglia per “costruire un nuovo mondo necessario”. E intanto avanza pensiero unico e barbarie, e intanto si consuma una guerra che intende portare a compimento l’espansione egemonica dell’imperialismo (mai riformabile) sull’umanità con tutti i drammi che ne deriveranno per la libertà e la dignità di ognuno e ognuna di noi. Uniamo, oggi, quello che la neo-globalizzazione e il capitalismo dividono! Facciamolo, oltre lo spirito di consorteria, i personalismi, il puro ribellismo, traendo delle lezioni dalle cose brutte e belle che abbiamo vissuto e viviamo, facciamolo sforzandoci di capire e lavorare per mutare una realtà che non vogliamo subire, per essere protagonisti (indagatori e persuasori, disposti a dire e ad ascoltare) del nostro destino e di una nuova idea di società: libera, alternativa. Noi non siamo disobbedienti ma rivoluzionari tuttavia è proprio questa scelta di vita che ci spinge a schierarci, difendendo la propria autonomia, con ogni “esperienza” che inserisca elementi di socialismo nella società per l’emancipazione e non la rappresentanza delle classi subalterne (riconoscendo che non esistono classi pure), per il potere al popolo degli uomini e delle donne…

Segreteria Nazionale di DP



20 ottobre

Comunicato stampa

Prosegue il viaggio in Italia di Fernanda Navarro del FZLN. Dopo l'incontro con i minatori di Iglesias, le iniziative con PRC a Gubbio e Sardegna, l'appuntamento con il Collettivo Spartakus partecipato ed emozionante, gli incontri in Puglia... LA LUCHA SIGUE.
22 ottobre ore 17 auditorium Aversa organizzato dall'associazione Pablo Neruda. Ore 21 a Napoli all'Università Orientale con l'associazione 41° Parallelo. Il 23 appuntamento ore 13 a Roiano (Cosenza) e al Cinema Dopolavoro Ferroviario di Reggio Calabria con DP, PRC, coordinamento contro la guerra e Social Forum alle ore 20.
25 ottobre Casa dei Popoli di Roma con AIASP, RAP, ass. Onda d'Urto, Puntino, Partiti Comunisti e Fronti di Liberazione, Sinistra Unitaria Europea e Sinistra Verde Nordica e la partecipazione di Luigi Vinci, Michele Capuano, Anselmo Schwertner del Movimento Senza Casa del Brasile... NO stop dalle ore 16 e musica, parole e arti visive (i video originali dal Chiapas): Massimo Ghini, Rua Port'Alba, Enrico Capuano, Remo Remotti, Antonino Iuorio, Mannie's Restaurant, Carlini dei Pueblo Unido, Zoo di Berlino, Cangia Reggae, Amores Perros, Raggi Fotonici...
26 ottobre incontri con i forum e arci-dedalo a Sermoneta, Sezze, Aprilia.

LA LUCHA SIGUE: 31 ottobre manifestazione per il diritto all'istruzione a Roma, il 3 novembre ore 10 manifestazione nazionale per il diritto al lavoro e alla cittadinanza di tutti i migranti, 9 novembre sciopero generale RdB, 15 novembre partecipazione con materiali di propaganda al corteo dei metalmeccanici contro la svolta autoritaria e la guerra, 10 novembre manifestazione a Roma contro la fame, per la riforma agraria, per la Terra al popolo... Ogni informazione particolare nei siti.
http://dpsu.cjb.net
http://dplarivista.cjb.net
democraziapopolare@tiscalinet.it


17 ottobre

Cresce un nuovo internazionalismo

Democracia Popular (Izquierda Unida)

messaggi per il 73° del partido Comunista de Perù (Patria Roja) sono arrivati anche da:
Partido Comunista de Israel - Partido Comunista de Cuba - Partido Comunista de Brasil - Partito Comunista de Chile

Lima, 15 de octubre del 2001
Camarada
Michele Capuano
Secretario General de
Democracia Popular (Izquierda Unida)
Roma.-

Apreciado camarada:
Me es grato saludarlos y al mismo tiempo agradecerles el fraternal saludo envíado por Uds. en ocasión del 73 aniversario de la fundación de nuestro Partido.
Vuestro mensaje fue leído en el Acto Central Conmemorativo del Aniversario y recibió una gran ovación. Sin duda, será un gran estímulo para el trabajo y la lucha revolucionarios de nuestra militancia.
Con saludos comunistas,
Alberto Moreno Rojas
Secretario General del
Comité Central del
Partido Comunista del Perú
(Patria Roja)



13 ottobre

Il Chiapas è in Italia

Hanno detto: "alla marcia senza bandiere, senza striscioni, senza materiali... per essere uniti". E stanno utilizzando i "loro" mezzi di disinformazione (TV, giornali...) per autocelebrarsi e rendere squallida la nostra lotta contro i Prepotenti del pianeta...
E invece: portiamo bandiere (della Palestina, dei popoli in lotta, del CHE o di chi vi pare), portiamo striscioni (scritti con il nostro entusiasmo, la nostra fantasia, le nostre proposte), portiamo volantini e ogni altra cosa che non ci rendano genericamente pacifisti e che neppure ci facciano confondere con ipocriti e meschini rappresentanti dell'impero militarista e dell'oppressione... Portiamo le nostre speranze, i nostri sogni, la nostra diversita' e, poi, prima dell'arrivo lasciamoli soli (meritano unicamente indifferenza) con lo scopo di non smarrire la strada che abbiamo scelto per mutare lo stato di cose presente. Farlo è un atto di liberta'!



10 ottobre

Il Chiapas è in Italia

Compagni, proprio ieri siamo stati costretti ad un cambiamento. La sala del Cedir non è più disponibile, perchè serve al Comune di Reggio per ospitare una fiera. Ma siamo corsi subito ai ripari, riuscendo a trovare celermente un luogo alternativo.
L'iniziativa con Fernanda si svolgerà, stessa ora e stessa data, presso il Cinema del Dopolavoro Ferroviario, via Nino Bixio (nei pressi della Stazione Centrale). E' una sala altrettanto ampia (circa 500 postii), meglio posizionata e meno dispersiva rispetto al Cedir e, soprattutto, meno costosa.
Ci scusiamo per l'imprevisto.
L'incontro di Gubbio è invece alle ore 21 di lunedì 15 ottobre presso i locali di Infomagiovani in piazza San Pietro
partecipano:
Michele Capuano: segretario nazionale di DP
Palmira Barchetta: assessore alla cultura Comune di Gubbio
Luca Baldelli: PRC Gubbio
organizza ASICuba Umbria



9 ottobre

Il Chiapas è in Italia

La vostra adesione e' unire quello che il neoliberismo divide!
Vuestra adhesion significa unir aquello que el neoliberalismo divide

E' arrivata ieri in Italia, invitata da DP, Fernanda Solares Navarro, gia' traduttrice con Bertrand Russell degli atti contro i crimini di guerra in Vietnam e poi accompagnatrice della compagna di Salvadore Allende nel mondo per tre anni contro il golpe militare. Ha conosciuto Althusser e... docente di filosofia all'Università del Messico si e' votata, facendone parte, alla causa del Fronte Zapatista di Liberazione Nazionale...
Tanti gli appuntamenti in Italia per parlare di neo-globalizzazione, di organizzazione mondiale delle disuguaglianze, di diritti calpestati, delle ragioni dei popoli indios e della pace. Ne indichiamo alcuni di ottobre:
9 e 10 Conversano (Bari)
14 marcia della pace Perugia-Assisi ospite dell'ONU dei Popoli
15 Gubbio con ASICuba, DP e PRC
18 Vicenza, ore 20, Villa Lattes con Punto Rosso e Collettivo Spartacus
20 Iglesias (Cagliari), ore 17. teatro Enaoli, con PRC e DP
22 Aversa (Caserta), ore 17, sala consiliare, con ass. Pablo Neruda
22 Napoli, ore 21, Università Orientale
23 Reggio Calabria, ore, Centro Direzionale con DP, PRC, GSF e ccordinamento contro la guerra 25 Roma, No Stop dalle ore 16, Casa dei Popoli viale Irpinia 50 AIASP (associazioni, adesioni internazionali, sinistra unitaria europea, partiti comunisti e fronti di liberazione, Patria Roja,Senza Casa del Brasile ospitati con Anselmo Schwertner... e tanta cultura con Rua Port'Alba, Enrico Capuano, Massimo Ghini, Remo Remotti ecc. ecc., mostre, video originali)
26, Sermoneta, con Arci Dedalo e Forum Giovani
NO PASARAN!