Lettera aperta al Vice Presidente del Consiglio On. Gianfranco Fini

Signor VicePresidente, colgo la "palla al balzo" per rispondere alla domanda che attraverso il telegiornale di Rai Due, ci ha posto lunedì 23 febbraio 2004 e cioè (parola più parola meno): "vorrei capire perché a fronte di una riduzione degli incidenti, le assicurazioni non diminuiscano le polizze auto".
Se proprio lo vuole sapere e se la domanda presuppone, come ne sono certo, la volontà di andare fino in fondo, La prego di porre la dovuta attenzione a queste poche righe, che si riferiscono a quanto successo al sottoscritto e ai suoi familiari.
Le compagnie di assicurazione che ho avuto la sfortuna di essere costretto ad adottare, in almeno due casi (uno dei quali documentato attraverso atti depositati presso il Tribunale di Pavia -chieda al Min. Castelli al quale ho già scritto), distribuiscono gli utili prima di metterli a bilancio.
Pagano cioè danni inesistenti o gonfiati a dismisura, costringendo il "malcapitato" a rinunciare ad esercitare il "diritto di riscatto"; in questo modo ottengono un secondo vantaggio (che, questa volta, va a bilancio) attraverso la "penalizzazione" (legga "malus") di due (o tre) classi di merito.
L'utile è tanto maggiore quanto più giovane e fresco di patente è il guidatore.
Fra i tanti "parolai" che quotidianamente ci propinano la loro teoria, Lei, Signor Vice Presidente del Consiglio, è una delle poche persone che ancora stimo, anche se non condivido le Sue idee politiche!
Se tiene a questa stima, sono a Sua disposizione per illustrarLe i meccanismi, che impediscono di ottenere ciò che è sacrosantamente logico, attraverso una nutrita documentazione che, a mio avviso, è degna delle attenzioni della Guardia di Finanza.
Dopo gli istituti di credito, dovrà pur giungere l'era delle compagnie assicurative!

Distinti saluti
Claudio Celauro

per risposte, suggerimenti ed osservazioni: red@unpodisinistra.it
(27 gennaio 2004)