Lettera aperta al ministro della salute
onorevole senatore professor Gerolamo Sirchia


Signor Ministro,
l'articolo "Indagine su una malattia al di sopra di ogni sospetto" è stata pubblicato su questo sito, qualche tempo prima che i mezzi di informazione tradizionali ci riferissero del Suo utilissimo consiglio di preferire l'acqua di rubinetto a quella minerale, allo stato oggetto delle fanatiche attenzioni dell' "una water".
Erano pertanto tempi non sospetti, e lo scopo dell'articolo era quello di dare, attraverso un po' di ironia, alcuni consigli di "idrologia" (nel senso più ampio del termine) a coloro che si degnano di consultare il sito stesso. Consigli che erano frutto di esperienza personale o meglio familiare.
Ora che dell' "una water" non si parla più (perché si è stufato - l' "una water"- di fare fesserie, o perché in alto loco si è deciso di non dargli importanza -!-), mi permetto di ritornare in argomento stante il fatto che l'acqua che esce dal mio rubinetto (non so da quelli di Roma o di Milano), continua a PUZZARE DI CANDEGGINA (o varechina o amuchina come s'usa dire), più di quanto non puzzi l'acqua delle piscine dopo il "trattamento".
L'esperienza familiare era cominciata alcuni anni orsono con fastidiosi disturbi intestinali (particolarmente di mia moglie) che si sono risolti non usando più l'acqua di rubinetto per le preparazioni alimentari. Da quando l'ASL, allora USSL, si è interessata alle acque potabili, per dissetarci usiamo la cosiddetta minerale.
Per cucinare invece, in un primo momento avevamo usato acqua minerale da discount market, successivamente abbiamo trovato fonti di "contrabbando" che ci soddisfano appieno.
Partendo da queste premesse, certo del fatto che:
- l'articolo di cui sopra non è stato portato alla Sua conoscenza perché non ritenuto interessante dagli "addetti stampa" (ecco il perché della Lettera Aperta)
- il Suo consiglio di bere acqua di rubinetto non aveva lo scopo di aiutare il Suo collega del Bilancio ad eliminare (via cloro!!!) le fasce di povertà per le già scarse disponibilità economiche
- ed altresì il sopraccitato consiglio non ce lo ha mandato per incrementare il PIL (Prodotto Interno Lordo) attraverso un aumento della spesa sanitaria e/o del fatturato dell'industria farmaceutica italiana
- l'intento non era quello di aiutare il Collega del Ministero del Lavoro a risolvere il problema dell'alto numero dei pensionati (via cloro!!!)
con la presente Le chiedo, Signor Ministro di rispondermi, attraverso i mezzi che riterrà più opportuni, non escluso questo stesso sito, fugandomi (o malauguratamente confermandomi) le ipotesi fatte nel già citato articolo al paragrafo "Area Igienico Alimentare".
Con l'assistenza dell'Istituto Superiore di Sanità, non dovrebbe esserLe difficile.
Inoltre, se la cose non Le reca troppo disturbo, desiderere
i ricevere risposte ai seguenti quesiti:
1. quali sono i criteri di clorazione ed i valori limite?
2. i valori limite seguono parametri nazionali oppure europei, o sono invece a soglia regionale?
3. chi controlla le varie aziende private sulla bontà dei metodi di clorazione dell'acqua?
4. a chi mi debbo rivolgere quando l'acqua puzza di candeggina?
5. è compresa, nel caro tariffa, l'assicurazione contro i danni derivanti da ingestione di acqua clorata?
6. posso tranquillamente usare l'acqua clorata per innaffiare i fiori e le piante senza accorciarne la vita?
7. perché in passato i "gommini" che costituiscono le "tenute" dei rubinetti, si dovevano spesso sostituire perché si "gonfiavano"?
8. perché si clora l'acqua potabile?
9. perché, per circa il 2% dell'acqua potabile che utilizziamo per dissetarci o per le preparazioni alimentari, è necessario trattare tutto il restante 98%?
10. che ne dice dell'idea (folle!?) di cominciare da ora a dotarci di due acquedotti? In seguito, fra 40 o 50 anni, i nostri pronipoti potranno collegarne uno alle fonti alimentari, e l'altro ad acque di minor qualità.
11. nell'industria alimentare, per la preparazione di pane, pasta, dolci, bevande varie, etc., quale acqua viene impiegata?
Ovviamente, in base alle Sue cortesi risposte, potrebbero sorgermi ulteriori domande, che non esiterò a sottoporLe, vista la democraticità della Sua gestione.

Distinti saluti
Claudio Celauro

per risposte, suggerimenti ed osservazioni: red@unpodisinistra.it
(27 gennaio 2004)