L'amministrazione Bush sembra procedere speditamente verso l'attacco
all'Iraq, con o senza un mandato dell'O.N.U. La guerra, e ancor più la
guerra "preventiva", è categoricamente vietata dalla Carta delle Nazioni
Unite e contemplata soltanto come legittima difesa contro un'aggressione
militare in atto. Per questo occorre opporvisi senza "se" e senza" ma"
qualunque sia la posizione formale che l'O.N.U. dovesse adottare, si
tratterebbe comunque dii un'aggressione ingiustificabile.
Non possiamo chiudere gli occhi di fronte alla realtà. Questa guerra
sarà una catastrofe per il popolo dell'Iraq e per tutti i popoli del
Medio Oriente, e costituira' un precedente terribile, una non-soluzione
che allontanerà e renderà ancora più ardua ogni soluzione reale dei
problemi sempre più drammatici che l'umanità ha di fronte, dal
riscaldamento globale alla crisi economica alla spaventosa
diseguaglianza di reddito, di risorse e di speranze che separano i nord
dai sud del mondo.
I frutti di questo approccio militare alla soluzione dei problemi sono
già di fronte a noi:
- spinte dalla fame e dalla speranza, migliaia e migliaia di persone
cercano un futuro nei nostri paesi ma leggi, ottuse, meschine e sempre
più repressive rendono impossibile il loro ingresso e ricacciano nella
clandestinità chi alza la testa o semplicemente perde il lavoro e le
nostre spiagge contano i cadaveri degli affogati, a decine. Immagini del
presente
- avvinghiati in un abbraccio mortale, la potenza di una macchina
militare ultratecnologica da una parte, l'inesauribile forza della
disperazione dall'altra, israeliani e palestinesi contano i propri morti
in una sequenza di atrocità apparentemente senza fine. Scenari del
futuro?
Non c'è campagna mediatica che possa rendere giustificabile quanto ci si
propone, non possiamo tacere di fronte alle conseguenze di un simile
modo di agire e pensare.
Facciamo appello alle cittadine, ai cittadini e alle loro rappresentanze
e associazioni di fare tutto il possibile per costruire il massimo di
resistenza alla guerra. Non accettiamo questa guerra e non crediamo che
sia inevitabile. Tutti insieme possiamo fermarla
(Bolognasocialforum, 3 ottobre 2002)