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Quelle ali nere alle 8.15 del mattino


Copio da un quotidiano di un paio di giorni fa:

"KABUL - Kabul si è svegliata stamane sotto una pioggia di bombe. Erano le 8.15 del mattino in Afghanistan quando i bombardieri americani B-52 sono entrati in azione a nord di Kabul bersagliando a ripetizione la linea del fronte, nella piana di Shomali, a una cinquantina di chilometri dalla capitale, nel punto in cui le milizie dei Taliban si dividono dalle milizie dell'Alleanza del Nord. E' la seconda volta che l'aviazione americana si serve dei B-52, detti "fortezze volanti": a loro si deve tra l'altro lo sgancio della prima bomba atomica della storia su Hiroshima."

Bisogna dire che gli USA sono un popolo metodico. Non solo hanno usato gli stessi aerei di allora, ma hanno anche sincronizzato gli orologi a dovere.
Perché anche il 6 agosto 1945 erano le 8.15 del mattino, quando gli abitanti di Hiroshima videro in cielo le ali nere di un B-52, poi una grande palla di fuoco, e dopo una frazione di attimo il cielo era sparito, mentre al suolo tutto era fuoco, tutto era fumo, tutto era cenere. Tutto era raso al suolo. Duecentomila uomini e donne non c'erano più.
Questa è la guerra, ieri e oggi.
Abbiamo appena saputo che ci saremo anche noi. Anche l'Italia sarà in prima linea con i propri aerei, le proprie navi, i propri uomini. Ce lo ha comunicato il governo, ce lo ha confermato l'opposizione. Berlusconi chiama, Rutelli risponde, Fassino applaude. Tutti contenti che l'Italia sia "finalmente in serie A", a bombardare e a radere al suolo l'Afghanistan insieme alle altre grandi potenze.
Con chi ha ancora una coscienza, ci vediamo sabato alle 15 a Piazza Esedra. Attraversando il centro di Roma arriveremo al Circo Massimo, dove con tante fiaccole scriveremo un grande NO ALLA GUERRA. Per favore siateci. E' un dovere nei confronti di chi, tra qualche anno, con l'innocenza disarmante di tutti i bambini vi chiederà "ma tu papà, tu mamma, cosa pensavate, che dicevate, dove eravate mentre scoppiava la grande guerra, la guerra delle guerre"?
Qualcuno risponderà "io nel frattempo stavo in una sezione di partito a votare la mozione Fassino".
Ma questa gente, per cui il mondo è lo spazio racchiuso dalle quattro mura di una sezione, si è già chiamata da sola fuori dalla storia, si è già meritata il disprezzo e lo schifo delle generazioni future.
Per fortuna non sono tutti così, per fortuna c'è tanta gente che vive e pensa secondo criteri meno mediocri delle beghe e degli equilibri di partito, per fortuna davanti a una guerra siamo in tanti a non volerci stare, a voler disertare.
Ed è la gente che spero di incontrare in piazza, nei quartieri, nelle rispettive vite quotidiane, a testimoniare il proprio NO a questa tragedia, a questo crimine di cui il nostro paese si è appena assunto la responsabilità di essere complice.
Filippo Thiery, 5 novembre 2001 (dalla mailing-list del Romanordest Social Forum)

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