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"Ni un paso atras"


Mentre ancora scorrono le immagini di Berlusconi che chiede indietro il suo onore dopo essere stato assolto nell'ennesimo processo a suo carico, avendo i giudici ritenuto credibile che i dipendenti dello stesso corrompevano a destra e a manca a sua insaputa, apprendiamo che don Vitaliano Della Sala è sotto inchiesta per i fatti di Genova.
Botte, torture, omicidi, crimini contro i diritti umani e le libertà civili commessi dai corpi di polizia agli ordini di siffatti governanti, proseguono nella persecuzione delle vittime, coperti dal fragore delle bombe e dalla viltà di un'indecente "opposizione" istituzionale.
La lunga marcia di tangentisti, post-fascisti e neo-razzisti si arricchisce di una nuova meta, conquistata con il beneplacito di presunti garanti che portano a compimento lo sdoganamento applaudito a suo tempo dai vertici della cosiddetta "sinistra riformista".
La guerra, le leggi razziste, l'impunità per il "padrone", l'ostracismo a quella parte di magistratura che aveva osato sollevare il coperchio delle scelleratezze della classe politica ed ora l'attacco frontale ad un Movimento che non solo non si è impaurito e disunito a fronte dell'assalto subito a Genova, ma anzi ha saputo coniugare sul terreno degli ideali la più grande risposta finora data alla nefasta guerra afgana.
Un Movimento che cresce, si arricchisce e punta alla ricomposizione sociale di una moltitudine stanca di ingiustizie e pronta a rimboccarsi le maniche per costruire un mondo diverso.
L'avviso a don Vitaliano è l'avvertimento mafioso a noi tutti, colpevoli di essere incompatibili con questo sistema e di rappresentare la possibilità del cambiamento.
"Ni un paso atras" hanno gridato le Madri di Plaza de Majo, sole davanti ad una dittatura fra le più feroci che la storia ricordi; non un passo indietro, di fronte a queste tragiche e patetiche marionette del potere.
(Mimmo - Romanordest Social Forum, 23 ottobre 2001)

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