Il 31 ottobre e il 1 novembre, a Roma, si riunisce il Consiglio FAO, e non più il vertice
dei capi di stato rinviato al 2002. Tra gli altri argomenti si discuterà della bozza
aggiornata di 'Dichiarazione d'intenti internazionale sulle risorse genetiche di origine
vegetale'. In sostanza questo argomento investe la discussione sulla questione degli
accordi TRIPS inseriti nel WTO.
Pensiamo che il cibo sia un diritto, un bisogno primario e come tale non possa essere
proprietà delle multinazionali.
L'attuale modello di sviluppo agricolo costringe oggi milioni di persone a lavorare la
terra solo per mangiare, per non morire di fame.
Il cibo rappresenta per molti popoli la base della cultura e della propria identità, e
nessuno può appropriarsene.
Inoltre, il proseguire nella strada della modificazione genetica senza che sia garantita
la sicurezza alimentare, mettendo in pericolo l'ecosistema Terra con il solo fine di
aumentare i profitti, di imporre determinati modelli di sviluppo agricolo contro natura, i
cui benefici sono solo appannaggio delle imprese multinazionali, non può essere accettato.
Chiedere o imporre diritti economici sull'uso delle sementi emanando regole-truffa sui
diritti di proprietà intellettuale ed espropriare i popoli della propria cultura,
speculando sul diritto al cibo, è un 'crimine contro l'umanità'.
Per questi motivi proponiamo due giornate di informazione e mobilitazione per discutere le
richieste in seno al Consiglio FAO; per muovere l'opinione pubblica alla mobilitazione
contro la concessione di diritti di proprietà intellettuale sulle sementi; per continuare
la battaglia contro il WTO; per sancire definitivamente che 'il cibo non è una merce' ma
un diritto per tutti i popoli della terra.