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Dead parties walking


Qualche mese fa, a commento del "grido di dolore" di Moretti a Piazza Navona, avevo titolato "Dead men walking" una breve nota dedicata ai dirigenti dell'Ulivo.
La stessa locuzione possiamo oggi usare per i partiti del centrosinistra. Perché è ormai evidente che non è solo defunto l'Ulivo (lo è da un pezzo) ma che anche i partiti e i partitini che lo componevano sono solo pallidi fantasmi autoreferenziati.
Dopo aver consegnato (solo per incapacità?) il nostro povero Paese nelle mani della banda di gangster da quattro soldi che ci governa (sic!) non hanno saputo far altro che impantanarsi in un infinita, stucchevole disputa su rappresentanze, portavoci, direttori e quant'altro.
Mentre il plurinquisito Berlusconi, atteso dalle galere di mezza Europa, fra una battutaccia e un paio di corna sta distruggendo il nostro ordinamento costituzionale e giuridico, devastando l'economia e insieme la credibilità internazionale dell'Italia, e finirà per portarci fuori dall'Europa e per buttarci, come ruota di scorta, nella guerra infinita di Bush, la sedicente opposizione passa il suo tempo in liti di cortile e, al massimo, si produce in querule e sterili proteste di minoranza.
Eppure esiste in Italia una forte, crescente, vitale opposizione che chiede a gran voce una vera, possibile politica di "sinistra".
Se centinaia di migliaia di cittadini, in tutto il Paese, sono scesi nelle piazze a manifestare per la pace e contro la guerra, se centinaia di migliaia di cittadini si sono autoconvocati a Roma in difesa della giustizia e della Costituzione e ancora della pace, se il più grande sindacato italiano chiama allo sciopero generale tutti i lavoratori, se i social forum pongono con forza il problema del lavoro precario, dei diritti delle persone, dei migranti e della fame nel mondo, contro la globalizzazione liberista e la distruzione dell'ambiente e della biosfera, tutto questo significa che non c'è rassegnazione, ma volontà di lotta.
A questo popolo della sinistra multiforme e variegato, ma conscio della propria forza e delle proprie idee, necessita una rappresentanza istituzionale. Seppellito l'Ulivo, seppellite le larve di partiti, seppelliti i dead men walking e le loro baruffe, il terreno resta sgombro per costruire uno o più soggetti politici che sappiano incanalare il necessario conflitto sociale e trasformarlo in una seria, credibile forza di governo.
(Hedrok, 9 ottobre 2002)

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