Si chiama Operazione Delta l'ondata di arresti ordinata dalla magistratura genovese e operata dalla Digos in 19 città italiane. E' stata preparata con 23.000 pagine di rapporti, visionando 24.000 fotografie, 500 videocassette, 130 cd rom. Il popolo di Genova, le migliaia di persone scese in piazza per contestare il vertice del G 8 e sottoposto a cariche durissime e premeditate da parte delle forze dell'ordine, è stato radiografato minuziosamente per mesi. Secondo i magistrati di Genova, oltre ai 23 già colpiti il 4 dicembre, ci sono altre 370 persone identificate e non è da escludere che possano esserci altri provvedimenti giudiziari.
L'impianto accusatorio vorrebbe apparire molto tecnico - muovendo addebiti specifici e non reati associativi. In realtà in questa inchiesta un teorema c'è eccome.
Si parla infatti di compartecipazione psichica agli scontri con la polizia e ai danneggiamenti, introducendo così una variante del micidiale "concorso morale" e si è proceduto agli arresti sulla base dei precedenti penali degli accusati: occupazione di case, interruzione di cerimonie pubbliche, reati di piazza. Gli accusati avrebbero dunque nel loro DNA la predisposizione alle manifestazioni violente, il che li rende pericolosi per il contesto politico-sociale che sta evolvendo nel nostro paese e che vede gli operai occupare stazioni, strade e aereporti. Questi aspetti, secondo i giudici genovesi, sarebbero una motivazione sufficiente per procedere agli arresti 16 mesi dopo i fatti contestati. Se non è un teorema questo, certo è una argomentazione che molto somiglia alla dottrina della repressione e della guerra preventiva.
Fronteggiare e demolire questa operazione repressiva sarà un pò più difficile di quanto realizzato con successo verso l'inchiesta della procura di Cosenza. Si rende infatti necessario un pò più di coraggio politico e la rivendicazione pubblica del diritto alla legittima difesa nelle manifestazioni di piazza di fronte alla violenza degli apparati dello Stato. Visionando i filmati sui maledetti giorni di Genova, tale scenario emerge con fin troppa evidenza e drammaticità. (Radio Città Aperta [segreteria@radiocittaperta.it], 11 dicembre 2002)