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La folgorazione di Fini


E dunque il cosiddetto centro-sinistra crede tanto poco nella propria capacità politica di liberare l'Italia dal dittatorello di Arcore da dare credito e lustro, sia pure con qualche imbarazzo, alle oscene buffonate del sedicente ex camerata Gianfranco Fini, nella sbandierata speranza che il decesso (politico) del re dei televenditori pataccari avvenga per un naturale processo di ricambio interno alla guida della destra?
Credono forse nella taumaturgica folgorazione sulla via della democrazia, sotto la guida di un cotanto leader, di questa accozzaglia di lestofanti, di corrotti, di saltimbanchi, di minus habens che, si fa per dire, ci governano, verso l'approdo di una moderna destra europea con cui sia più facile dialogare, competere e magari scambiarsi doni augurali per le feste comandate?
Il fascismo e l'antifascismo non si misurano nelle parole, ma nei fatti: la proposta-bidone del voto agli immigrati (a proposito, che fine ha fatto?) e la ripulsa delle leggi razziali del '38 non cancellano il fatto della vergognosa, fascistissima e razzista legge Bossi-Fini sull'immigrazione. E il giro di vite sugli spinelli, e la discriminazione (la violenza) contro gli omosessuali, e l'apologia del muro di Sharon e della guerra di Bush, e la presenza in cabina di regia nella mattanza di Genova, e la pedissequa e compiacente collaborazione alla costruzione della rete di privilegi (calpestando costituzione, diritto e buon senso) a difesa e scudo del suo attuale boss, magari in attesa di un San Valentino per toglierlo di mezzo e occuparne la poltrona, come è buon uso fra gangster e mafiosi?
Mentre scrivo queste righe mi folgora un pensiero: anche l'essere di sinistra (o perlomeno di centro) non si misura con le parole o con le etichette di comodo (a proposito: come mai i partiti e i partitini del cosiddetto centro-sinistra cambiano e si susseguono con tanta rapidità mentre gli uomini e le politiche restano sempre le stesse?) ma, ancora una volta, con i fatti.
Citando così alla rinfusa: lavoro precario e perdita di diritti; soldi alla scuola privata (contro la costituzione!) e declino della scuola pubblica; legge sull'immigrazione propedeutica alla Bossi-Fini con conseguente creazione dei centri di accoglienza (leggi: lager) che sembrano aver fatto da modello alla Guantanamo di Bush; e la guerra in Bosnia (almeno con la scusa dell'appartenenza alla NATO) e la connivenza (con qualche eccezione) per l'invio degli alpini in Afghanistan (con l'ombrello dell'ONU?) e della spedizione militare in Iraq, senza scuse e senza ombrello? E il vantato abbraccio alla politica liberista e al dio mercato? Se questa è la "sinistra", che sarà mai la "destra"? Appunto.
Un'ultima notazione: affogati come sono tutti nella melassa nazionalistica per i martiri di Nassirija, a nessuno è venuto in mente che la spedizione militare in Iraq, oltre a esser incostituzionale ab origine, configura pure il reato di alto tradimento da parte del Governo? Il voto del parlamento, se ben ricordo, riguardava l'invio di strutture di ausilio alla popolazione, accompagnate doverosamente da un piccolo contingente militare a protezione di quelle strutture. In realtà, un ospedale è stato impiantato a Bagdad, dove medici, infermieri e tecnici, molto scarsamente protetti se non dalle loro capacità umane e professionali, rappresentano una vera missione di pace, mentre il "piccolo" contingente militare, gonfiato fino a tremila unità e con tutto l'armamentario necessario a una forza d'occupazione è stato mandato a centinaia di chilometri di distanza, e per di più sotto il comando di una potenza straniera (altra fattispecie di reato).
Se abbiamo bisogno di eroi, forse non dovremo cercarli fra quei poveri ragazzi mandati a morire per il servilismo di Berlusconi e gli interessi di Bush e del suo impero, ma fra quegli uomini e quelle donne che sono rimasti a Bagdad offrendo silenziosamente e validamente la loro opera per lenire le sofferenze di un popolo martoriato, anche quando altre strutture similari sono state costrette ad andarsene.
(Gianni Ialongo, 28 novembre 2003)

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