Io non voglio imbalsamare Genova!
Non voglio un rito che si ripercorra stancamente per 10-30-100 anni mentre il mondo ci sovrasta immutabile. Un giuoco e un luogo dove ritualizzare e spegnere le aspirazioni, la rabbia, la sete di giustizia e la fame di pace. E intorno un mondo che resta uguale, sempre pių inattaccabile, sempre pių estraneo.
Non voglio imbalsamare Genova!
Sogno piazze che si rimandano dall'Africa all'America, dall'Australia alla Groenlandia, che cancellino il nome e il ricordo di piazza Alimonda.
Non voglio ricordare il nome di Carlo Giuliani, voglio dimenticarlo.
Ma non voglio cancellarlo dalla nostra memoria, no: voglio che esso affondi lentamente nella nostra coscienza, diventando fibra della nostra fisiologia politica, cosė come č sprofondato nella nostra coscienza, senza perdersi, il ricordo della nascita.
Non ho bisogno di un eroe da porre sugli altari, ma di un'idea che non si connoti necessariamente in un volto.
Abbiamo ripreso Genova, abbiamo consumato Genova, abbiamo liberato Genova. Possiamo liberarci di Genova.
(Macbeth, 24 luglio 2002)