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La lotta continua


Per quattro giorni Firenze è stata la capitale dell'altra Europa, quella della pace, dei diritti sociali e della democrazia. Una città solidale e accogliente ha permesso di realizzare un appuntamento storico, un esercizio di democrazia e di partecipazione inedito in un'Europa dominata dal liberismo, e dalla guerra, lontana dai bisogni reali, chiusa nelle sue segrete stanze di potere, attraversata dal razzismo. Hanno provato a terrorizzarci, a dividerci, a criminalizzarci. Non ci sono riusciti. Anzi, ci hanno rafforzato e temprato.
Il primo Forum sociale europeo è stato un successo inaspettato e incredibile. Oltre sessantamila delegati, un milione di partecipanti alla manifestazione contro la guerra, hanno mostrato a tutto il mondo, e anche a noi stessi, la vitalità, la forza e la radicalità di questo movimento, ormai protagonista inaggirabile della vita politica e sociale. E soprattutto hanno confermato una cosa banale e però scomoda e sgradita: siamo l'unica alternativa al neoliberismo e alla guerra. Lo abbiamo dimostrato con le nostre conferenze, i seminari, i veri e propri laboratori sociali che hanno dato vita all'agenda del movimento che sarà discussa domani nella prima assemblea europea dei movimenti sociali. Questi tre giorni ci hanno rafforzato anche perché ci hanno unito di più. Le nostre differenze, le nostre culture, le nostre diverse aspirazioni si sono intrecciate in un evento comune, fortemente comunicativo e appassionante, i cui principali protagonisti sono stati le migliaia di delegati e delegate, espressione sincera di una nuova generazione in lotta.
Alla Fortezza da' Basso si è vista la politica vera, quella fatta di utopie, di sogni, di speranze. L'altra politica, quella fatta di intrighi e di manovre non ci piace e non ci interessa.
Ma soprattutto si è visto il volto della generazione che dice in maniera forte e chiara: NO ALLA GUERRA. A qualunque guerra: a quella degli stati così come a quella dell'Onu.
Dietro alle nostre spalle si staglia forte il simbolo di Genova, il nostro atto di nascita, la nostra origine. Ma a Firenze abbiamo compiuto un passo ulteriore, una nuova fase si apre davanti a noi. Per la prima volta il nostro agire acquista una dimensione europea. L'agenda che abbiamo discusso e approvato domenica mostra la ricchezza e la qualità delle proposte di cui siamo portatori. Il prossimo anno mostrerà la determinazione e la radicalità del nostro movimento che non si farà piegare né dalle provocazioni, né dalla guerra. Una nuova generazione è in campo e un'altra Europa è in costruzione. La sua capitale oggi è Firenze. Grazie a Firenze, grazie a tutti e tutte noi. .
(*** da Liberazione, 13 novembre 2002)

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