.:Torna all'indice:.

Miserabili


A poche ore dal terribile attentato terrorista di Madrid, il ministro degli interni spagnolo dava per certa la responsabilità dell'ETA, definendo "miserabile" chi lo contraddiceva, e tentando per tutto il giorno di nascondere la vera matrice della strage.
Dinanzi ai corpi straziati delle vittime, al dolore del suo popolo, allo sgomento e all'insicurezza di tutti, il primo pensiero di costui (e del suo mandante Aznar) è stato quello di strumentalizzare le vittime per gli interessi della sua parte politica. Hanno avuto, dal voto democratico e coraggioso del popolo spagnolo, la risposta che si meritavano.

Il centro-destra nostrano non si perita di offendere i vivi e i morti spagnoli, blaterando di un voto che fa gli interessi di Bin Laden. L'unica risposta è: miserabili!

La folle strategia di Bush e dei suo fedeli scherani (Blair, Aznar, Putin, Sharon, Berlusconi) sta dando fuoco al mondo. Noncuranti delle vittime, siano esse i soldati dei propri paesi o gli innocenti civili massacrati dalla guerra (vecchi, donne bambini: oltre diecimila in Afghanistan, ottomila -finora- in Iraq, ventimila in Cecenia); noncuranti dell'oggettivo impulso dato al terrorismo globalizzato, responsabile a sua volta di altre migliaia di vittime innocenti di cui quelle di Madrid non sono che l'ultimo anello di una tragica catena destinata a allungarsi senza fine; noncuranti della richiesta di pace della maggioranza dei cittadini di tutti i paesi del mondo, costoro persistono nella loro azione, aggiungendo agli orrori della guerra la distruzione di ogni regola di convivenza fra gli Stati e insieme quella dei diritti fondamentali di ogni uomo, a cominciare da quelli dei cittadini dei loro Paesi. Non dobbiamo chiamarli "miserabili"?

Non può sfuggire poi lo stretto legame fra la follia (?) della guerra infinita e quella della politica economica dominante basata sullo sfruttamento estremo degli uomini e dell'ambiente: ancora, soprattutto fra i più deboli, migliaia e migliaia di vittime della fame, della povertà, delle malattie, del disastro ecologico. Come possiamo definire coloro che sostengono la selvaggia libertà del mercato contro i diritti delle persone se non "miserabili"?

Capiranno i D'Alema, i Fassino, i Rutelli la lezione spagnola? Se vorranno rappresentare il popolo della sinistra, avranno finalmente il coraggio di dire con chiarezza che guerra e terrorismo sono due facce della stessa medaglia, che si alimentano, si sostengono e si giustificano a vicenda?

E' il momento per ognuno di assumere le proprie responsabilità, di schierarsi senza furbesche acrobazie dialetiche. Per salvare il mondo, per salvare il futuro dobbiamo imporre la pace, dobbiamo affermare i diritti umani e sociali di ogni uomo in ogni parte del mondo, dobbiamo liberarci (senza se e senza ma) di questi miserabili.
(Gianni Ialongo, 15 marzo 2004)

.:Torna all'indice:.