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Ci sono pensieri leggeri come il nulla e pensieri pesanti come montagne


Guardate le antiche città italiche: percorse ogni giorno da migliaia di automezzi, sventrate dai vecchi e nuovi servizi sottotraccia, soffocate da una selva di tralicci, invase da milioni di turisti...E cosa le devasta? L'espressione del pensiero.
Quello libero e fastidioso ovviamente, che non possiede né ha spazio nei mass media e che comunque non rinuncerebbe all'espressione visibile e gioiosa delle proprie convinzioni.
Le demenziali affermazioni governative stanno operando a livello mediatico per trasformare il Forum Sociale Europeo in un problema di ordine pubblico, addossando la colpa dei preventivati disordini agli organizzatori e alle istituzioni che lo appoggiano (stanno già tirando fuori i passamontagna neri?).
Siccome l'appetito vien mangiando, approfittano dell'occasione per lanciare l'idea di istituzionalizzare le zone rosse e riservare le periferie delle città per le manifestazioni(magari qualche corsia delle tangenziali, momentaneamente chiuse al traffico).
Come in un film già visto, ripetere all'infinito la stessa menzogna la trasforma in verità. E la parola devastazione associata ai manifestanti sta entrando nei luoghi comuni, preparando il terreno ai provvedimenti governativi.
Quasi nessuno dei mass media parla della ricchezza dell'incontro, i suoi ideali, le sue proposte e programmi. Quasi nessuno ricorda gli assalti omicidi chequesto movimento ha subito, a Napoli come a Genova. Alimentano timori e paure, per soffocarne i contenuti. Vogliono che l'incontro venga visto come un problema e la sua fine un sollievo.
Troppo debole è stata sinora la risposta a questa infame campagna. Lanciamo un appello affinchè il contrasto a questo assalto mediatico diventi nei prossimi giorni un'impegno per tutto il movimento. Tutti i mezzi a nostra disposizione, tutta la nostra fantasia, deve servire a rompere l'immagine che di noi e di questo incontro vogliono costruire.

Mimmo (Romanordest social forum), 31 ottobre 2002

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