Mettere una bomba, oggi, è abbastanza facile. Ancora più facile è rivendicarla: basta mettere quattro frasi farneticanti e un disegnino a cinque punte su un pezzo di carta e il gioco è fatto. Certo, occorre un minimo di conoscenza almeno dell'ortografia e, soprattutto, non andare a incappare in un giudice serio, che conosce il suo mestiere e non ci sta a farsi infinocchiare.
Ma c'è un altro tipo di rivendicazione che non si può nascondere, specie se chi la fa non è capace di sottigliezze e è profondamente convinto che chi strilla più forte e le spara più grosse viene subito creduto. E se Berlusconi è in questo campo un maestro (salvo qualche piccola gaffe, ricordate il cimicione?) non è che gli manchino i discepoli…
E così Berlusconi ha per primo rivendicato la bomba di Venezia, chiedendo pace e concordia in un momento in cui anche a un unto del Signore può capitare di sentir tremare l'orlo della camicia, dopo il casino che ha combinato a Genova, con la prospettiva di Napoli in fiamme (è inutile chiedegli di annullare o rinviare il vertice NATO: il suo boss americano ne ha troppo bisogno), in attesa dei metalmeccanici e degli studenti, per non parlare di quando dovrà giocoforza manomettere pensioni e sanità pubblica.
E dato che in commercio funziona tanto bene il "paghi uno e porti via due" , la stessa bomba può servire anche per criminalizzare il movimento con la categoria della contiguità, applicando una semplice formula: "a" è contiguo a "b", "b" è contiguo a "c"… e così via fino a dove occorre. Con questa formula si può scientificamente dimostrare che il papa è uguale a Al Capone, Sofia Loren è uguale a La Russa, e che Violante è uguale a Bakunin.
A proposito di Violante, ci voleva proprio un mattacchione come Gasparri per chiamare in causa un personaggio che da quando studia per diventare Presidente della Repubblica (qualcuno dovrebbe dirgli che il centrosinistra non è più al governo e che il posto da Presidente della Repubblica non è più disponibile) è diventato il simbolo vivente del "bipartisan" (ricordate quando cominciò a chiamare paternamente "ragazzi di Salò" quei quattro delinquenti in camicia nera?).
La mano che ha messo la bomba può appartenere a chiunque. Ma se cominciassimo i nostri ragionamenti, e i nostri conseguenti comportamenti, partendo dal cui prodest, come almeno qualcuno sapeva fare negli anni di piombo?
(Hedrok, 13 agosto 2001)