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Siamo un esercito di sognatori


Il 13 novembre 2000 andava in rete il numero 0 di Unpodisinistra. Poche pagine, molte in costruzione, una grafica approssimativa, una bella dose di incoscienza…
A distanza di poco più di due anni e mezzo ci presentiamo con 1890 pagine (con qualche confusione, con qualche collegamento mancante, con qualche rubrica abbandonata) e abbiamo avuto, al momento in cui scrivo, 159.088 accessi, più o meno casuali.
Ma quello di cui siamo veramente orgogliosi, al di là dei numeri, è la realizzazione del nostro proposito principale: "trovare - cito dalla presentazione di quel numero 0 - altri inguaribili sognatori e romantici come noi che vorranno partecipare alle nostre discussioni, rendendole più ricche e più utili".
Sognatori, perché sogniamo di cambiare il mondo e gli uomini, romantici perché crediamo nella giustizia, nella solidarietà e nella pace ancora oggi, in questo mondo dominato dal profitto, dalla barbarie, dalla guerra.
Ebbene ne abbiamo trovati (o ci hanno trovato) tanti: dal "cattivissimo" Aris Castrimor, di cui ospitiamo ormai oltre 150 pezzi esilaranti e tragici, a un artista come Mauro Biani dal tratto raffinato e dall'umorismo pungente, da poeti come Giancarlo Ferrigno e Gabriele Maschio alla giovanissima Emanuela Celauro, poetessa e spirito libero in lotta continua con le storture della società, da Baudolino che ci ha onorato con i suoi pregnanti disegni (articoli da guardare) per tutto il primo periodo della nostra attività e che recentemente è stato di nuovo presente su upds, a Danila Bellino, attrice di teatro e appassionata critica cinematografica e tanti tanti altri che ci hanno scritto, hanno inviato articoli, poesie, disegni. E ancora, siamo entrati in contatto con decine e decine di siti, molti dei quali assai più belli, più importanti e più professionali del nostro, con i quali condividiamo la passione e l'impegno politico e culturale e il sogno del cambiamento.
Certo, non abbiamo impedito a Bush o a Sharon di compiere i loro crimini contro l'umanità; non abbiamo bloccato le multinazionali nella loro dissennata e folle mercificazione del pianeta, delle sue risorse, dei suoi popoli; non abbiamo neppure disarcionato il disgustoso cavaliere di Arcore…
Ma abbiamo, per la nostra piccola parte, seminato per il futuro come hanno fatto e fanno moltissimi altri, e i semi germoglieranno: saremo sempre di più e cambieremo il mondo.
Siamo un esercito di sognatori e per questo siamo invincibili.

(Hedrok, 31 luglio 2003)

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