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Il sonno della ragione


Il sonno della ragione, è noto, genera mostri.
Il signor Nathan Lewin, uno dei principi del foro nordamericano, propone al governo israeliano di comminare la pena di morte ai familiari degli attentatori palestinesi (vedi articolo).
Purtroppo, la sua proposta arriva in ritardo. E' quello che Sharon e il suo esercito stanno già facendo in Cisgiordania, con lucida e fredda efficienza, nell'indifferenza complice del mondo cosiddetto civile.
Eppure, dicono, Israele è uno stato democratico. Sharon è stato democraticamente eletto con democratiche elezioni.
E' quello che Bush ha fatto e sta facendo in Afghanistan e altrove. Eppure, anche Bush è stato eletto democraticamente (forse con qualche aiuto fraterno) e gli Stati Uniti si sono autonominati paladini dei diritti umani in tutto il mondo.
Berlusconi e Aznar intendevano punire con il taglio degli aiuti umanitari i paesi da cui provengono gli immigrati (che sono, per definizione, clandestini e delinquenti, e anche terroristi).
I capi di governo degli otto paesi più ricchi del mondo destinano un miliardo di dollari alla diminuizione del debito dei paesi poveri (debito di cui sono in massima parte responsabili) e venti miliardi al signor Putin, come mancia per i servizi resi e da rendere.
Il ministro degli interni (il cui nome non scrivo perché mi vergogno) del nostro paese offende trivialmente e pubblicamente un collaboratore del suo governo, misteriosamente assassinato, e della cui morte porta per intero la responsabilità morale (e forse qualcosa di più).
Caro signor Lewin, lei è un dilettante! Lasci lavorare i professionisti, per fare il boia non basta la vocazione.
Il sonno della ragione genera mostri, e i mostri si nutrono di carne umana.
Proviamo a urlare tutti insieme, noi carne umana, sempre più forte: forse riusciremo a a interrompere questo lungo sonno e a risvegliare la ragione.
Purché il suo non sia un sonno di morte.
(Hedrok, 1 luglio 2002)

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