SETTORE PETROLIFERO


>> SHELL
COSA COMBINA NEL MONDO LA SHELL
REGIMI OPPRESSIVI: nel 1993, il gruppo Shell possedeva filiali in Brasile, Colombia, Egitto, El Salvador, Guatemala, Honduras, India, Indonesia, Iran, Kenya, Liberia, Mali, Messico, Marocco, Papua Nuova Guinea, Perù, Filippine, Senegal, Siria, Turchia e Uganda.
SALARI E CONDIZIONI DI LAVORO: nel 1991 la Shell violava il codice di condotta della Comunità Europea, pagando ai lavoratori neri del Sudafrica dei salari inferiori al minimo legale. Inoltre è una delle tre multinazionali coinvolte nella causa intentata da 500 contadini del Costarica resi sterili dai pesticidi. La Shell e la Dow Chemical avevano sviluppato e prodotto il pesticida DBCP, che è proibito negli U.S.A. e che ha causato la sterilità nei lavoratori delle piantagioni di banane. La Shell e la Dow Chemical hanno bloccato il processo nel Texas per 7 anni. Negli U.S.A. la Shell Mining Co. era nel 1989 una delle 5 imprese minerarie con le peggiori misure di sicurezza.
DIRITTO ALLA TERRA: secondo un rapporto dell'ottobre 1991, una vasta area di foresta tropicale intatta è minacciata da una serie di 10 dighe idroelettriche, progettate per fornire energia ad un complesso di miniere di bauxite e fonderie di alluminio nel Parà, in Brasile. La miniera di bauxite è il primo di molti progetti minerari in Amazzonia, ed è controllata da ALCOA (U.S.A.) e da una filiale della Shell, Billiton. La fonderia della miniera userà energia proveniente dalla diga Cachoeira Porteira, che inonderà 911 Kmq di foresta tropicale, compresi alcuni villaggi dell'Amazzonia. La diga inonderà anche terre abitate da 23 gruppi di popoli indigeni, alcuni dei quali non sono ancora venuti in contatto con l'uomo bianco. Secondo Survival International, la Shell è coinvolta nelle ricerche di gas naturale sul fiume Camisea in Perù, sulle terre degli Indios Machiguenga, vicino alla zona degli Indios Kugapakori, non ancora contattati, e quindi vulnerabili alle malattie. Nel 1990, secondo "The Ecologist", la Shell ammise di aver scelto una zona in Thailandia per una piantagione di eucalipti perchè sarebbe stato relativamente economico sfrattare e risarcire più di 4.000 indigeni. Fu consentito agli agenti della Shell di usare la corruzione e le minacce di violenza per indurre gli indigeni a lasciare le loro terre.
AMBIENTE: nell'agosto 1989 la Shell fu accusata di aver causato un'eruzione di petrolio alla raffineria di Stanlow. Si ebbe una fuoriuscita di 37.500 litri di petrolio greggio, che inquinò 20 km dell'estuario del fiume Mersey. Nel primo processo da parte della National Rivers Authority, la Shell ebbe una multa di 1 milione di sterline. Fu giudicata incapace di "compiere il proprio dovere di rispetto dovuto alla comunità". Secondo l'Autorità Nazionale dei Fiumi, la Shell era più preoccupata di salvare l'oleodotto che non di impedire la perdita, con un incremento nella fuoriuscita di 7 tonnellate di petrolio. Nel 1992, la raffineria Stanlow a Ellesmere Port era all'undicesimo posto nella lista di Greenpeace dei 50 impianti industriali più 'sporchi', autorizzata dalla NRA a scaricare rifiuti tossici nell'ambiente marino. Fu scoperta ad inquinare illegalmente su 42 dei 275 campioni di acqua prelevati dalla NRA. Fu scoperta anche a scaricare tre sostanze chimiche proibite senza autorizzazione.
ENERGIA NUCLEARE: nel 1993, la British Lead Mills era membro del Forum Nucleare Britannico, ed era fornitore di contenitori per materiale radioattivo.
ARMAMENTI: la Shell è coinvolta nella produzione di tessuti da mimetizzazione tramite Don & Low, e solventi, resine e altri prodotti con la Shell Chemicals. La Shell inoltre fornisce carburante alla marina ed alle forze aeree.
TEST SU ANIMALI: nel 1993 la Shell, su richiesta legale, ha testato veleno per roditori su animali, ed anche altri prodotti chimici come detergenti e anticongelanti prevedono test su animali.
CAMPAGNA DI BOICOTTAGGIO: nel giugno 1993 la Shell interruppe gli accordi per riconoscere i diritti dei lavoratori ad essere rappresentati dai sindacati, nella raffineria Haven nell'Essex. Il sindacato TGWU lanciò nell'agosto 1993 il boicottaggio della Shell, finchè non saranno restaurati i diritti democratici dei lavoratori.
http://www.tmcrew.org/csa/l38/wwi/shell/index.htm

>> ESSO
Una delle maggiori compagnie petrolifere mondiali , con stabilimenti in mezzo mondo, ma sedi legali concentrate nei paradisi fiscali: Isole Marshall, Isole Cayman, Bahamas, Lussemburgo...La Exxon-Mobil, che in Europa si presenta come Esso, è responsabile di almeno quattro disastri naturali negli ultimi 11 anni.
Dopo che il presidente Bush Jr. ha dichiarato morto il protocollo di Kyoto sulla riduzione dei gas ad effetto serra, il partito verde internazionale ha lanciato il boicottaggio della Exxon-Mobil e delle altre compagnie Usa (Texaco e Chevron) che hanno generosamente finanziato la campagna elettorale del nuovo inquilino della casa bianca.
Maggiori info su: www.corporatewatch.org

>> TOTALFINA-ELF
(proclamata per connivenze con il regime oppressivo in Birmania + danni per l'affondamento della Erika)
COMPORTAMENTI NON ETICI SEGNALATI: Scarsa trasparenza, Abuso di potere, Sfruttamento Terzomondo, Commercio con l'esercito, Danni all'ambiente, Diritti lavoratori, Regimi oppressivi, Illeciti

>> ENI-AGIP
http://www.tmcrew.org/csa/l38/multi/eni_agip/index.html



>> BP/AMOCO
Che tipo di pessima compagnia petrolifera troviamo nella BP/Amoco? (BP/Amoco, ha sede a Chicago, ed è nata nel 1998 dalla fusione della Statunitense Amoco Corporation con la British Petroleum Company p.l.c. del Regno Unito.)

Passiamo in rassegna le prove:
A febbraio, la sussidiaria in Alaska della BP Amoco - BP Exploration (Alaska) Inc. - è stata condannata al pagamento di una multa di $500,000 per aver omesso di riportare lo smaltimento di scorie pericolose nella regione del North Slope, in Alaska.
Inoltre, alla compagnia è stata imposta la creazione di un sistema di gestione ambientale su scala nazionale, al fine di prevenire future violazioni.
Come condizione per ottenere 5 anni di "libertà vigilata", è stato ingiunto alla BPXA di creare un sistema di gestione ambientale per tutti gli impianti BP Amoco negli Stati Uniti e nel Golfo del Messico attivi nell’esplorazione, estrazione o produzione di petrolio.
Si tratta del primo sistema di questo tipo, monitorato da una corte, applicato ad una industria petrolifera come risultato di una condanna federale.
(continua su: http://www.tmcrew.org/csa/l38/multi/10worst2000bp.htm
)


>> PHLLIPS PETROLEUM
Una gigantesca esplosione, avvenuta lo scorso marzo nella fabbrica di materiali plastici della Phillips Petroleum, a Pasadena nel Texas, ha causato un decesso ed il ferimento di 74 persone.

Si tratta del terzo incidente fatale avvenuto negli ultimi 11 anni nel gigantesco complesso petrolchimico, che contava già altre due tragedie di cui una esplosione che nel 1989 ha causato la morte di 23 persone ed un’altra che nel giugno 1999 ha portato il decesso di due uomini.

Quella di marzo è stata la quarta esplosione verificatasi agli impianti nel corso dell’anno; nella fabbrica lavorano 850 persone che producono resine plastiche di alta qualità impiegate in medicina e nei beni di consumo.
(continua su: http://www.tmcrew.org/csa/l38/multi/10worst2000phillips.htm
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