Tra le strategie chiave delle aziende sono state elencate:
Ladozione di un approccio alla pianificazione degli affari e degli obiettivi di vendita che tratta le varie vie del contrabbando come canali di distribuzione "quasi normali", sotto lo stesso controllo operato per i canali legittimi;
Lo stabilire deliberatamente relazioni daffari con gli intermediari che riforniscono i contrabbandieri in via diretta o indiretta, e prendere la direzione di queste "aziende" in modo da ricavare guadagni dai mercati illegali;
La costruzione di magazzini e lincarico a personale del settore marketing in prossimità di frontiere con scarsi controlli doganali;
Il servirsi di piccoli mercati legali o duty-free per giustificare campagne pubblicitarie che hanno come fine ultimo lo stimolo della domanda per le sigarette in vendita su mercati illegali (queste sono note come "operazioni ombrello");
Lorganizzazione
di complicati movimenti delle merci attraverso diverse giurisdizioni o molteplici
livelli allinterno di unelaborata catena di distribuzione, al fine
di generare difficoltà di tracciamento dei prodotti.
(continua su: http://www.tmcrew.org/csa/l38/multi/10worst2000bat.htm)