Avete idee, segnalazioni, lamentele?
Siete d'accordo con noi? Siete in disaccordo con noi? Volete conoscerci e parlare con noi, volete insultarci?
Inviate le vostre lettere a red@unpodisinistra.it, le pubblicheremo qui.
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Abbiamo ricevuto una lettera...
16 giugno 2003
carissimi (si fa per dire) gestori del sito più inutile ,stupido, pericoloso della rete,innanzitutto l'On Silvio Berlusconi (con tutti i difetti che ha ) è mille volte meglio dei deficenti che candidate voi da sempre, secondo: la vostra simpatica targa su carlo giuliani l'imbecille di genova che PER FORTUNA E' CREPATO! e a quel poliziotto la medaglia d'oro dovevano dargli,ficcatevela in culo!
tre: Cofferati (mandante dell'onocidio biagi) non vincerà mai a bologna!!!
GUAZZALOCA è IL NOSTRO SINDACO! SIETE SOLO UN BUBBONE DA ESTIRPARE .FALLITI ,PERDENTI ,E IN VIA D'ESTINZIONE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
ADDIO!
saffo99@libero.it
...che ci piace riprodurre integralmente e fedelmente. Siamo molto contenti che saffo99 sia lontana da noi, anche per l'ortografia.
Ci rimane una curiosità, anzi due: che cos'è un onicidio? e come possiamo essere insieme "inutili" e "pericolosi"?
In quanto a Berlusconi e Guazzaloca... ognuno ha i fans che si merita!
Hedrok
Caro Erri
1 aprile 2003
Ti leggo sempre con piacere ovunque mi accorgo che c'è un tuo articolo, e
non resto mai deluso. I tuoi articoli parlano delle cose che vanno dette e
ne parlano nell'unico modo possibile, quello che porta al cuore.
Pochi sono rimasti a dire ciò che pensano seguendo quel percorso intrapreso
da sempre e che da sempre ricerca disperatamente la verità.
Non so se queste
due righe ti arriveranno mai, ma sappi che sono contento di aver condiviso
con te, seppure per un breve periodo, questo percorso e ancora di più sono
contento che ci sia ancora gente che tenga viva la memoria di quella scelta
irreversibile di libertà.
Paolo
Non so perché ti scrivo
31 marzo 2003
Caro Erri,
perdonami se ti do' del tu, ma da quando ho cominciato (poco più di 6 mesi fa), a leggerti (grazie all'avvertimento, mi piace chiamarlo così, di una nuova amica e una parente ritrovata -che tra le altre cose, credo tu conosca e che ha, più o meno, la tua età), ogni qual volta mi riferisco ai tuoi scritti, dico, "quelli di Erri". Quindi, perdonami.
Ho cliccato sulla tua firma in fondo all'articolo "rifiutato" I campi dell'infamia, forse credendo di imbattermi nel tuo sito, e invece no, ecco un' e-mail, e, ad esser sincera, non riesco a trattenermi dallo scriverti.
Non so perchè ti scrivo, o forse sì.
Ho 25 anni, troppi pochi anni di lotte dietro alle spalle, in ogni caso le lotte ci sono e io provo a viverle, a starci in mezzo, a combatterle.
E sono lotte contro la burocrazia, contro un sistema giudiziario malato (e tu lo sai bene), contro le incoerenze e contro l'incapacità di testimoniare.
Varranno poco, forse, ma continuo a combatterle.
Ho finito da poco il tuo ultimo Lettere da una città bruciata. Quella "gioventù ostinata e ostile ai poteri" non c'è più. Io non faccio parte di nessun gruppo, non mi sento gruppo, ma sono convinta che da qualche parte ci sia e c'è qualcuno come me, che in fondo è ancora così.
Sono laureata in filosofia e scrivo, per passione (poesia) e, non per sbarcare il lunario però (dato che non mi pagano), faccio lavori di critica d'arte.
Mi scontro tutti i giorni con situazioni per le quali non riesco a tacere, non mi do' per vinta, e per le quali credo fermamente che sia necessario renderle note a tutti, anche a chi fa finta di vivere tranquillo, a chi finge che tutto vada bene.
Solo che, tanto spesso mi sento sola e mi chiedo se sbaglio.
Poi leggo quello che scrivi e non c'è nulla di questo mio oppormi che mi paia sbagliato.
Riprendo da quel mio....non so perchè ti scrivo......e te lo ripeto.
Forse risponderai, e forse allora capirò che avrei tanti perchè per i quali scriverti.
Grazie per il libro: è così "incompatibile con l'andante e l'andazzo" che rende compatibile me e l'esistere.
Grazie.
Spero a presto.
Ciao
Emanuela Celauro
Messaggio e vignette
11 marzo 2003
Spett.le Redazione di "Unpodisinistra",
sono un trentenne appassionato di disegno e, prima di tutto, permettetemi di farvi i complimenti
per la bellezza del vostro sito, che è qualcosa di veramente divertente e insolito nel panorama
del web. Come dicevo, sono un appassionato di disegno che si diletta a fare vignette... e che vor-
rebbe che quest' hobby diventasse una professione, o perlomeno cominciasse a fruttare qualcosa.
Mi rendo perfettamente conto che realizzare questo intento è molto difficile (anche perché tutti i
giornali locali della mia zona hanno già un vignettista...) ma, essendo disoccupato, oltre ad arra-
battarmi tutto il giorno per cercare un lavoro "normale", credo di avere il diritto di poter coltivare
anche questo sogno!
Quindi, gentilmente vi chiedo di aiutarmi... esprimendo la vostra opinione sul mio lavoro, consiglian-
domi con qualche dritta e magari, chissà, proponendomi qualcosa...
Allego solo tre vignette per darvi un' idea, ma sarei disposto a mandarne molte altre, adattandole
a qualsiasi tema richiesto.
(clicca sull'immagine per ingrandire)
Inoltre vorrei aggiungere un' altra cosa (e scusatemi se mi dilungo un po'): io scrivo anche delle poe-
sie in forma di acrostico, cioè realizzo dei componimenti che formano un nome, o una parola deter-
minata, con le lettere iniziali dei versi lette dall' alto verso il basso.
Ebbene, potrebbe essere un' idea offrire questi componimenti "personalizzati" a tutti coloro che vo-
gliono esprimere un augurio o manifestare il loro amore a qualcuno!...
Che ne dite? Potrebbe interessarvi l' idea?
Ecco qui di seguito un esempio di quello che si potrebbe fare:
Luccicante di lustrale rugiada
Ed esalante obliosa essenza,
La tua rosa preziosa rischiara
L'angolo più segreto del mio
Adombrato giardino inaridito...
Trascendi la ragione e tutti i più belli e
Ineffabili sogni: tu sei, Francesca,
Amore allo stato puro; e mai nessuna cosa al
Mondo potrebbe, anche solo per un momento,
Offuscare la tua splendida luce...
Credetemi, tutto il mio entusiasmo scaturisce solo dalla voglia di risollevare una situazione economica
molto difficile.
Sperando di aver suscitato il vostro interesse, vi saluto cordialmente.
Marco Bosonin
La mia E-mail: bos.mar@tiscalinet.it
Il mio indirizzo: Via Aosta, 39 - C.A.P. 10016 - Montalto Dora (TO)
Il mio telefono: 0125 / 650903
Caro Marco
Purtroppo il nostro giornale non ha fondi e si regge sul lavoro volontario dei suoi collaboratori
Tutto quello che possiamo fare è pubblicare la tua lettera, molto gradita, e i tuoi disegni, augurandoci insieme a te che qualche lettore sia imteressato alla "merce" che tu proponi
Hedrok
8 marzo
8 marzo 2003
Caro Hed,
mi ha sorpreso che non ci sia niente sulle donne nel sito che ieri e'stato aggiornato. Non sono una femminista accesa e non amo la piega che hanno dato certe donne a questa festa. Non si vincono certo le battaglie comportandosi come i maschi piu' beceri per una sera andando a vedere uomini giovani nudi in discoteca io mangiando torte a forma di pene.Sono convinta pero' che la sinistra ancora sessista dovrebbe dare piu' spazio alle donne e ricordare cio' sul sito non sarebbe stato male.
Ho sentito la mancanza di cio' forse perche' da quando vivo in questo paese da operetta in cui non si festeggia l'8 marzo mi sono interrogata di piu' sul valore di tale festa. Niente mimose, nessun sorriso tra donne per la strada ecc..ecc...non sono facili da accettare, nemmeno per una nordica fredda come me. L'8 marzo che ricordo di piu' risale a ben 17 anni fa quando con la classe andammo proprio a Roma, una citta' che resta per me magica. Le mimose le regalavano per la strada,e conservo ancora una foto di noi ragazze (ho fatto le magistrali , c'erano solo due maschi in classe.E' la scuola delle terroriste: le capisco) all'ara pacis con le mimose in mano. Ma questa e' preistoria.
Un augurio alle tue donne di casa e buon fine settimana
Tatiana
8 marzo 2°
8 marzo 2003
L'8 marzo è la giornata internazionale dedicata alla donna. Questa festa laica e civile è stata per molto tempo uno degli spartiacque fra la sinistra, che l'aveva fatta propria e la ricordava con la dovuta enfasi, e gli altri. Festa dei comunisti, così liquidavano sbrigativamente la data sia al centro che a destra, che inventavano una "festa della mamma" tanto per avere un contraltare che facesse facile leva sugli italici precordia. Ricordo e commemorazione di un evento che ha segnato profondamente le coscienze dei lavoratori di tutto il mondo, così invece voleva viverla, decenni addietro, il popolo della sinistra.
Non è passata al calendario, in alcuni paesi è finita nel dimenticatoio. Il popolo della sinistra quasi se ne vergogna, non organizza più la giornata della donna, ma plaude al parlamento quando vuole stabilire per legge il numero delle donne elette. La solidarietà che nasce da una legge e è dimenticata dal codice morale e dall'etica che ognuno di noi dovrebbe portarsi appresso.
Forse è una festa vecchia, forse è poco sentita, forse è superata, forse sarebbe meglio superarla. Non lo so quale è la "giustificazione", scusate il termine un po' forte, più adatta, ma per tutta la giornata dell'8 marzo questo sito non ha parlato della festa.
Proprio perché è una data che fa parte della nostra memoria rimedio io adesso. Perché ancora oggi le discriminazioni in questa lucente società tecnologica sono tante, e perché le donne non si lascino convincere che emancipazione significa arrivare ad essere sfruttate e asservite come lo sono molti loro uomini.
Buona festa, seppure in ritardo.
Gordon
Maurizio Costanzo e la pace
16 febbraio 2002
Domenica 16 febbraio durante la trasmissione "Buona Domenica" Maurizio Costanzo ha provato paura di fronte ad una bandiera della pace!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
L'ha spiegazzata e nascosta dietro la schiena di una soubrette presente in trasmissione!
AIUTOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!
Francesca Vallerga
Maurizio Costanzo chi?
Hedrok
E il petrolio?
16 febbraio 2002
Come il signor D'Alema, io non sono un pacifista, ma a differenza di quell'ipocrita che sfila con i pacifisti solo per farsi inquadrare dalle telecamere, sono contrario alle guerre imperialiste sempre e non solo quando i partiti del centro-sinistra stanno all'opposizione parlamentare.
Tanto per essere chiari, sostengo le lotte di liberazione dalle dittature (per dittature intendo i regimi in cui una minoranza violenta ha imposto il proprio volere a tutti), le risoluzioni dell'ONU non dettate dalla logica del più forte (intendo dire il più "muscoloso") e tutti quelli che infrangono le leggi ogni qualvolta sono a tutela dei ricchi (come faceva anche Martin Luther King).
Ieri sono andato al corteo convinto che le diversità sono una grande ricchezza, ma ben conscio che insieme a me era pieno di loffi. Di costoro dobbiamo sbarazzarci al più presto (politicamente, s'intende) perchè lavorano (lavorano) per dividerci, per mantenere l'Italia serva di petrolieri ed armaioli e per conservare le proprie poltrone.
A proposito di questi loffi, o io sono al di fuori della realtà o il loro odore maleodorante ricomincia ad uscire dal tubo catodico come la melma di cui parlava Zappa. Mai, nei commenti anche benevoli sulla manifestazione e nella selezione delle interviste, è stata pronunciata la parola "petrolio". Nessuno che abbia minimamente accennato al fatto che, forse, (per me senza forse) i terroristi vanno cercati a Wall st. e non nelle grotte degli altipiani afghani.
Ribadisco una proposta sapendo che non si tratta di una novità e che è già al centro di molte discussioni. Alle prossime elezioni non dobbiamo votare per chi non si pronuncia in maniera inequivocabile contro la politica imperiale che ha come arma principale l'uso della forza militare. Tanto per fare un esempio: il signor Gasbarra, che è già stato candidato come Presidente della Provincia per le prossime elezioni senza nessuna consultazione di base, deve pronunciarsi in tal senso altrimenti il mio voto non lo becca (una preghiera: per favore risparmiateci le stantie considerazioni sull'esigenza di battere la destra).
Marco Ammassari
Una lettera da Parigi
9 dicembre 2002
Ciao compagni/e
vi segnalo un sito di Parigi. E' da 10
mesi che lo gestiamo: eravamo solo due all'inizio, oggi
siamo riusciti a creare un collettivo intorno a questo
sito.
Saremo presenti alla prima riunione dei SF qui a ST
Denis Parigi in preparazione del STE di fine 2003 il
sabato e domenica 7 e 8 dicembre.
Teniamoci in contatto.
Ciao per il Collettivo
Roberto
www.bellaciao.org
Caro Roberto
i nostri migliori auguri e complimenti per la vostra iniziativa.
Facciamo un gemellaggio?
Hedrok
Cenere anche per Hedrok ???
12 settembre 2002
Caro Hedrok,
Dacci un' occhiata a quello che scrive F.Grimaldi.
Nelle sue parole c'e la vera anima socialista.
Vediamo se avete il coraggio di pubblicarlo!!
Sergio
Caro Sergio,
ho tentato di leggere il pezzo di Grimaldi, ma non sono andato oltre la seconda pagina… quindi no: non ho il "coraggio" di pubblicarlo.
Comunque, se qualcuno volesse cimentarsi, indico qui il sito su cui dovrebbe essere reperibile l'articolo in questione (L'Ernesto - rivista comunista).
Perché non mi mandi qualcosa di più "leggibile" (di contenuti e di forma)? Si possono esprimere le proprie idee anche in una forma che catturi l'attenzione invece di respingere il malcapitato lettore-ascoltatore con una serie di invettive (sia pure giustificate) e di riferimenti incomprensibili.
In mancanza… accetterò la mia parte di cenere.
Ciao
Hedrok
Culi padani
5 luglio 2002
ciao sono lia ed ho letto il tuo articolo sui fratelli padani...sono una
donna...e mi auguro che tu possa incontrare un bel cullattone talebano che
ti leghi a un albero dai rami "grossi"...potrebbe anche piacerti visto
che il culo lo usi molto...anche per parlare.
Lia(66lias@excite.it)
Cara Lia,
solitamente un messaggio come il tuo (un po' fa ridere, un po' fa pena), in ogni redazione di qualsivoglia giornale del mondo civile, finirebbe nel cestino. Ho deciso di fare un'eccezione, perché ritengo che serva molto più di qualche dotta dissertazione a far capire in quale paese vorrebbero farci vivere i bossi, i berlusconi e gli scaiola. E dire che sembri una persona con un minimo di cultura: usi anche il congiuntivo…
Permettimi tuttavia di scendere, con un po' di fatica, al livello dei "fratelli padani". Io potrei anche gradire il "culattone" talebano (o di qualsiasi altra etnia, religione, filosofia o comunità), ma tu ricorda che i "culattoni" (elegante termine padano che immagino significhi omosessuale) in culo, oltre a prenderlo, lo mettono: sei pronta? O hai perso anche questa speranza?
Hedrok
Venzuela e colpi di stato
23 giugno 2002
Care compagne, cari compagni,
in merito alle voci di un nuovo possibile colpo di Stato in Venezuela, si è sviluppato sul Gruppo telematico di Rosse bandiere un interessante scambio di idee con il compagno Daniele, che vive in Venezuela, e che è iscritto al nostro gruppo, all'url
it.groups.yahoo.com/group/rossebandiere
vi invito ad iscrivervi al gruppo e a partecipare a questa e, ovviamente, a tutte le discussioni che si vengono via via sviluppando.
Un caro saluto comunista.
Marco Sferini
Rosse bandiere - Savona
www.geocities.com/rossebandiere
Contatto alieno
19 maggio 2002
Ciao Gordon,
Vorrei salire sulla tua astronave... la mia purtroppo è recentemente andata in pezzi!
Simpaticamente
Maura
Ciao Maura,
mi dispiace per la tua astronave. Salta su che ti do un passaggio.
Ero a Roma pochissimi giorni fa e mi sono goduto la consueta tappezzeria di manifesti con cui si tengono in piedi alcuni muri della capitale. Ho notato in particolare il clima di rissa ormai generalizzato con il quale destra e sinistra portano avanti la nuova campagna elettorale, quella per le elezioni che si dovrebbero tenere in data ancora da definire, forse fra qualche anno...
Ognuna delle due posizioni rinfaccia all'altra promesse mancate, e si fa bella dei propri successi.
E' nell'ordine delle cose, mi dirai tu. Ma qui si sta facendo del cabaret di bassa lega! Devi sapere che recentemente è stato acquisito un nuovo spazio verde per renderlo di pubblica utilità: il parco di Tor Marancia. Ebbene i manifesti della sinistra sostengono che è un grande successo delle sinistre. I manifesti della destra sostengono che lo stesso evento è un grande successo della destra. E così per altri avvenimenti. E' troppo facile dire che "tanto la gente capisce e individua dov'è il millantato credito". La gente non capisce. E non capirà, ancora per molto tempo, credimi.
A sinistra si vive da decenni nella speranza che la gente, il popolo, le masse (scegli la formula che preferisci), evolveranno, si affrancheranno dalla dipendenza e cominceranno a ragionare con la propria testa. Questo credo della sinistra corre il rischio, ormai, di essere chiamato "dabbenaggine".
Ecco, sarò un pessimista, ma lasciami fare alcune considerazioni e se vuoi contraddirmi, fallo alla fine, ti prego. Allora, dopo 50 anni di "democrazia", libere elezioni e opposizione di sinistra, accade che alla manifestazione indetta in Sicilia per chiedere una migliore gestione delle risorse idriche, partecipano meno di mille persone, e in Sicilia l'acqua manca da anni; accade che si è costretti ad indire manifestazioni nazionali per impedire uno stravolgimento dello Statuto dei lavoratori, dopo che le tre confederazioni nazionali si erano separate sull'argomento; accade che il Pretore di Pescara dispone la sospensione delle trasmissioni delle reti Mediaset per sospetta violazione di qualche regolamento e la gente, stavolta molto più di mille persone, scende in piazza chiedendo il ritiro del provvedimento (chi se ne frega se mi viene la leucemia, fammi vedere il telequiz). E' con vera tristezza che qualche anno fa ho dovuto assistere alle manifestazioni scatenate spontaneamente dalla gente che voleva impedire l'espulsione dall'Italia di un calciatore con permesso di ingresso irregolare.
Insomma: siamo nel paese in cui Eco può lanciare appelli per la pasta Cunegonda e contemporaneamente non si ha la forza di chiedere che arrivi acqua ai rubinetti. Paura, convenienza, quieto vivere. Chissà. Forse è solamente un "pane e giochi" tradotto ai giorni nostri. Purtroppo sono alcuni secoli che il concetto è applicabile e applicato. Invariato. Mica male, eh? Per concludere l'elenco, ma per brevità non perché manchino argomenti, pensiamo un momentino al giugno del 2001: una armata Brancaleone di secondo ordine capitanata da un cantante da crociera, trasformato chissà come in palazzinaro selvaggio e convertito chissà da chi in cavaliere dell'emittenza, si presenta alle elezioni politiche e vince alla grande. Tutto questo, cara Maura, non accade in un qualche Banana Republic, no, accade in Italia. Ci sono garanzie che questo paese diventi un posto dove c'è spazio per un futuro dignitoso per tutti? Lasciamo perdere, sappiamo quale sorte attribuisce l'adagio popolare a chi vive di speranza.
Che fare? Se lo sapessi avrei già riattaccato l'astronave alla rampa.
Di sicuro ogni volta che qualcuno di noi si riconosce e stabilisce il contatto, lorsignori perdono un po' di terreno. Di sicuro dobbiamo parlare di noi e delle nostre idee e dobbiamo mettere il dito nella piaga, ogni volta che possiamo. Di sicuro dobbiamo tenere duro e continuare a pensare e avere dubbi. Fa bene a noi e male a loro. Certo, saremo considerati dei pessimisti. E allora?! Avanti.
Ciao e grazie del contatto. Aspetto di leggerti ancora
Gordon
Argentina
19 maggio 2002
Egregi Signori,
Prima di tutto chiedo scusa per la mia imperfezione nella scrittura italiana.
Io sono italiano per diritto di sangue, e vivo qui da sette anni.
Nel vostro vocabolario pubblico “¿si parla di tutto?”, io ho capito che le cose che non sono dette mai nessuno le conoscerà, allora io mi domando: "Perchè devo stare zitto?"
Veramente mi stupisci il silenzio fronte al problema argentino.
Io credeva che essere Italiano e un onore dato per DIO, e per questo sono orgoglioso di riconoscere la mia cittadinanza per diritto di sangue. Ma vedo che gli italiani che sono restato in Italia non fanno merito a tutti gli altri che sono immigrati, per darle la possibilità a voi che siete rimasti, di poter svilupparvi nel lavoro e né la vita.
E’ vero, il governo argentino ha sbagliato, anche l’italiano lo aveva fatto alleandosi con i tedeschi nella seconda guerra mondiale, ma il mondo lo ha soccorso, perché non era colpa del popolo, solo dei suoi governanti.
Io so che la vostra lucidità personale e specialissima, non comprendo, allora, che non v’interessi quello che accade a 4.500.000 italiani e 14.000.000 dei suoi discendenti, e né meno quello che hanno fatto, e stanno facendo le aziende italiane, e anche l’ambasciata e il consolato italiano, MACELLANDO I DIRITTI UMANI, approfittandosi della situazione di disgoverno argentino,
Veramente IL PERIODISMO ITALIANO, non ha vergogna, questa parola non la conosce, n’anche prendendo qualsisia enciclopedia Italiana capirebbe cosa significa veramente. Io mi faccio responsabile delle mie parole, la sua attitudine e criminosa, compiacente ed accomodatizia.
Per me il silenzio stampa italiano fronte a questo e UNA VERA IMMORALITÀ, per me il vostro silenzio, il silenzio dei paladini della JUSTIZIA nel mondo globalizato e incomprensibile.
Vero è che l’omosessualità, Afganistan, pedofilia, ingiustizia sociale, medio Oriente, fame nel mondo, e anche la politica, attuale, italiana sono temi SICURAMENTE importanti, ma io mi domando, l’abbandono di persona che tutti gli ITALIANI NATI E CRIATI in suolo Italiano per sorta e non sempre per capacità, state facendo dei nostri connazionali che si trovano in terra Argentina non e un tema IMPORTANTISSIMO?
Io devo capire che per essere immigrati debbono essere lasciate alla sua sorta? Anche devo capire che non hanno gli stessi diritti di noi che abitiamo in Italia? Anche i diritti degli immigrati clandestini, i palestinesi, i marocchini, ecc, sono cittadini del mondo più importante di loro?
Sapete come si sta in Argentina in questo momento?
Sapete che si stanno commettendo CRIMINI DI LESA UMANITA?
Sapete che Italia, con il suo silenzio, è complice di questa situazione?
Sapete che Italia e gli Italiani hanno fatto, e stanno facendo, fronte allo che sta succedendo in Argentina, atto d’abbandono dei cittadini italiani, dei suoi figli e nipoti?
Sapete che una gran quantità di questi Italiani e discendenti si trovano in una situazione peggio che in Afganistan?
Sapete che per mancanza di lavoro mangiano sporcizie, e moltissimi dormono su la strada?
Sapete che la Banca Nazionale del Lavoro, in Argentina, approfittando dell’attuale situazione, è complice, anche, di una criminale truffa in contro dei propri italiani?
Sapete che il Consolato Generale d’itali tratta a lì italiani e i suoi discendenti PEGIO CHE se fossero ANIMALI?
Sapete che il popolo argentino, anche avendo sbagliato i suoi governanti, merita aiuto, come lo ha avuto il popolo d’Italia?
Volete conoscere la verità?
Sapete che in Argentina vivono 4.500.000 de italiani e 14.000.000 fra figli e nipoti?
Avete il coraggio, in caso di vedere prove irrefutabili, contarlo nel vostro quotidiano?
Se questo continuasse nell’oscurità, non meritavate che nessun italiano sarebbe immigrato, il sacrificio di tanti italiani come quello dei miei padri e stato una bella fregatura per noi, i discendenti, quando ci parlava dell'onorabilità degli italici rimasti, quelli medesime persone che farebbero lo stesso per gli argentini se gli argentini s'immetterebbero in una catastrofe come la subita per lì Italia.
Io credo che mi trovo a parlare con persone capaci, pensanti, serie, che vogliano sapere e investigare, e far punire qualsiasi atto criminoso che si commenterebbe contro italiani senza importare in quale punto dell'universo accadrebbe, veramente spero non sbagliare
Signori, in ARGENTINA si stanno commettendo CRIMINI che comprendono, anche, BIMBI, DONNE, UOMINI ed ANZIANI ITALIANI, fratelli che si trovano all'estero in sofferenza, veramente spetto una sua risposta, no mi deluda.
DIO benedica a tutti voi ma che non DISAMPARI AI NOSTRI CONNAZIONALI CHE IN QUESTO MOMENTO STANO PASSANDO UN VERO STATO DI PENURIA, e sono stati ABBANDONATI e SEPOLTI, com’erano stati i suoi antenati, nelle FOSSE ADRDEATINE, questa volta per parte dei suoi fratelli FACENDOSI COMPLICI con un VERO E VERGOGNOSO SILENZIO, D’UN ATTO DI CRIMINE DI LESA UMANITA.
Attentamente è con tutto il rispetto che meritate.
Francisco Antonio Sposato
Caro Francisco
comprendiamo il tuo grido di dolore e la tua indignazione. Tuttavia dolore e indignazione non bastano: aspettiamo nomi e fatti e, se possibile, le "prove irrefutabili" di cui parli.
Hedrok
Domanda
18 maggio 2002
Sono 45enne diplomato classico, non ho un mestiere o una professione, sapete dirmi se esiste un gruppo che si occupi di disoccupazione di adulti, povertà di adulti?
Enrico Fabi
Qualcuno può rispondere?
Hedrok
Milosevic 2
10 maggio 2002
Caro Hedrok,
Almeno sul punto principale siamo d'accordo:
La guerra "umanitaria "contro la Yugoslavia e' stata rimossa dal circuito informativo della sinistra e
il fatto che questo "silenzio" continui tuttora con la celebrazione del processo all'Aja, rafforza la
mia convinzione che qualcosa NON FUNZIONI a dovere in questa sinistra.
Del resto l' avanzata della destra in Europa lo testimonia.Non voglio dire con questo ,che l'aver
appoggiato i bombardamenti NATO su Belgrado (citta' europea) abbia determinato la disafezione
degli elettori, ma credo pero' che una parte l'ha avuta nella percezione della gente che "qualcosa"
non quadrava. Non si ammazzano dei civili per salvare altri civili !!!
Siamo e siamo stati SI o NO sempre per la pace ???!!!
I 78 giorni di bombardamenti contro la popolazione civile non potevano NON lasciare "il segno".
Ecco secondo me una buona lettura che e' un po' la sintesi della tragedia jugoslava
e delle manipolazioni mediatiche che l'hanno accompagnata:
http://www.covertaction.org/yugo3.htm (articolo di Diana Johnston che conosceva la Yugoslavia dal 1953 e
aveva pure imparato la lingua serbo/croata.
Per quanto riguarda la personalita' di Milosevic la tua valutazione e' quella dominante in circolazione
da un decennio.
Non la pensano precisamente cosi' i componenti del Comitato per la difesa di Milosevic tra i quali:
- Il Professore Velko Valkanov, Membrodel Parliamento, Presidente Unione Antifascista Bulgara
- Ramsey Clark, Ex procuratore Generale USA al tempo di Carter
-. Mihail N. Kuznecov, Professore diritto Internazionale
-. Sergei Dovgan', Presidente Partito Contadino, Membro del Parlamento Ukraino
- Christopher Black, Avvocato, Canada,
-. Fulvio Grimaldi, Giornalista, Italy
. Liana Kaneli, Membro del Parlamento, Avvocato, Grecia
- Aldo Bernardini, Professore di diritto Internazionale, Roma, Italy
-. Harold Pinter, Il piu' grande dramaturgo inglese, England
- Boris Oliynik, Membro del Parliamento, Ukraine [Considerato da tanti il piu' grande poeta vievente in Ukraina]
- Jacques Verges, Avvocato, France,( un luminare famosissimo)
-. Klaus Hartmann, Presidente Unione dei Liberi pensatorin Germany
- Professore John Peter Maher, USA
- Professore Ch. S. Yatsenko, Academico, Russia
- Stratis Kourakis, Membro Parliamento Europeo, Greece
- Stan Goff, U.S. Army Special Forces, in pensione, scrittorer, USA.
solo per menzionarne alcuni.
Da parte mia posso dire che almeno una buona meta' dei Serbi all'epoca non lo vedevano come una dittatoriello
corrotto e corruttore. In questa meta' una buona fetta era rappresentata dalla popolazione piu' debole (pensionati,
lavoratori e contadini). Questa meta' veniva descritta nei nostri media per il fatto che votassero Milosevic come
"ignoranti" esclusi dalla vera informazione a differenza dei cittadini "informati" che vivevano nelle citta'.
Se fosse un furfante come tu dici, avrebbe dovuto essere anche un gran idiota. Bastava che avesse detto
"Yes sir", agli americani ed a quest' ora sarebbe ancora al potere con un conto in Svizzera che nessuno
gli avrebbe contestato , e non in una stanza 2x4.
Ed infine, a proposito dei "fatti lontani" mi riferivo a loro geograficamente e non emozionalmente.
All'AJA, NON dobbiamo rincorrere I FATTI e piangere o protestare per le ingiustizie di
questo mondo.
C'e' la concreta possibilita' ( e non capita spesso) di INCHIODARE la NATO alle sue responsabilita'
Se anche il verdetto non sara' favorevole a Milosevic - la pace e la collaborazione tra i popoli ne avranno
beneficio.
E questo SI' che sarebbe UN AIUTO concreto anche a "quelli lontani".
Saluti.
Sergio
Le altre Safiya
5 maggio 2002
Caro Hedrok
Le pagine del mio diario che hai diffuso in rete sono diventate un libro: è stato pubblicato in questi giorni. Desidero inviartelo, ma non conosco il tuo indirizzo postale.
Insieme alla ragazza ho deciso che il libro deve diventare uno strumento per aiutare altre ragazze come lei.
Per questo insieme ad alcuni amici che mi hanno contattato dopo aver saputo di me per ciò che tv, radio, ed Internet hanno diffuso, lancio il Progetto “La Ragazza di Benin City”.
Mi rivolgo a te e mi sono rivolto ad altri che mi hanno ospitato in rete, oltre che al Gruppo Abele, al Progetto Donna, al Servizio ragazze schiavizzate per illustrarlo: per aiutare ragazze africane che desiderano uscire dallo condizione di schiave ed inserirsi nella società, è possibile utilizzare il meccanismo della adozione a distanza; in forma di reciproco anonimato saranno così finanziati concreti progetti di recupero.
E’ mia intenzione presentare libro e progetto al Salone del Libro di Torino.
Ti fornirò data e dettagli, qualora tu ritenga opportuno informare i tuoi “lettori” di questo piccolo appuntamento e di questa iniziativa.
E spero di non restare da solo in questa occasione.
Ciao
Claudio - claudio.magnabosco@tiscali.it
Alcune settimane fa abbiamo avuto il piacere di ospitare uno scritto di Claudio Magnabosco ("Le altre Safiya", che qui riproponiamo), una pagina di vita reale, una storia umana e commovente, piena di coraggio e di speranza in un mondo diverso e migliore.
Siamo lieti di sapere che quella storia è diventata un libro e la base di un progetto di solidarietà concreta.
Ringraziamo Claudio e Isoke per averci in qualche modo associati a questa iniziativa, che siamo impegnati a sostenere.
Hedrok
Processo a Milosevic
5 maggio 2002
Mi sono imbattuto per la prima volta nel vostro sito e devo confessare che sono
rimasto sbalordito dalla assenza di commenti o prese di posizione sul" processo
del secolo" come e' stato battezzato dai global-media alla sua apertura.
Il"macellaio dei Balcani" avrebbe avuto finalmente cio' che si merita.Credo che anche una
buona fetta della sinistra lo pensava e lo pensi tuttora (anche per ignoranza), o anche per
sfuggire alle proprie responsabilita' nell'avere appoggiato la criminale campagna di bombardamenti
sulla Jugoslavia, in nome di una guerra"umanitaria" che ora tutti pudicamente evitano
di menzionare.
Il risultato delle politiche occidentali nei Balcani e' sotto gli occhi di tutti.
Dalla stato socialista federale di Jugoslavia (poso affemare felice ed in pace fino al 90') sono scaturiti
stati indipendenti etnicamente puri: Slovenia,Croazia,Bosnia (nelle sue entita'),Kosovo(nuova creatura
dell'occidente),Macedonia (in procinto di dividersi etnicamente).
Non parliamo poi dell'inquinamento dell'uranio impoverito in Kosovo ed in in Serbia risultato ache questo
dei "pacifisti globali".
Ecco alcuni siti che trattono la cosa in maniera diversa:
jurist.law.pitt.edu/issue_milosevic.htm (free Slobodan Milosevic)
www.guardian.co.uk/Archive/Article/0,4273,4136440,00.htm (oleodotto dal Caspio)
emperors-clothes.com/docs/prog2.htm (illegal indictment)
www.osce.org/odihr/features/trafficking_kosovo_2 traffico di prostituzione in Kosovo)
www.estripes.com/article.asp?section=126&article=7844 (Mujaheddins in Bosnia)
www.washtimes.com/world/20020422-7801660.htm Crimini di guerra di Clinton
www.peacelink.it/webgate/balcani/msg01209.html (gli USA ed il campo Bondsteel in Kosovo)
Mi fermo qui........
Ma basterebbe questo a farvi capire che la sinistra non avra' futuro finche' non fara' i conti con le azioni
del suo recente passato.
Che cosa ha fatto l'Europa di sinistra al potere per evitare le tragedie europee?????
Vi preoccupate dei fatti lontani da noi e non vi accorgete che IN CASA NOSTRA ALL'AJA si sta perpetrando un INGIUSTIZIA
dalle dimensioni STORICHE.
Quello che e' successo in Yugoslavia e' il risultato del lato piu' OSCURO della GLOBALIZZAZIONE.
Il processo a Milosevic e' la classica FOGLIA DI FICO per nascondere e depennare le responsabilita'
delle politiche occidentali.
Oppure la propaganda decennale dei media come la CNN vi ha oscurato la mente??
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Aggiungo anche questo sito:
www.icdsm.org/files/about.htm (free Slobodan Milosevic)
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Siete poi sicuri che non vi siete identificati minimamente uniformati alle seguenti "regole"??
www.peacelink.it/webgate/pcknews/msg01009.html
Sergio
Caro Sergio, come abbiamo scritto nelle nostre "Istruzioni per l'uso" (vedi link in prima pagina) questo giornale è scritto dai lettori; noi pubblichiamo, cioé, quello che ci inviano.
Non vuole essere una giustificazione, ma una conferma di quanto tu dici: sulla "guerra umanitaria" alla Serbia, sulla Bosnia, su Milosevic pare che tutta la sinistra (quella perbenista dei Fassino e dei D'Alema, quella autorifondante dei Bertinotti, quella dei social forum e dei movimenti) abbia operato una specie di rimozione.
Se arriveranno, da parte tua o di altri, articoli o notizie in merito, saremo ben lieti di metterli on line.
Voglio aggiungere tuttavia una considerazione di carattere strettamente personale (non coinvolge la redazione di unpodisinistra).
Senza dimenticare le reali motivazioni della guerra di Usa e Nato nei Balcani e gli interessi che la hanno ispirata, senza dimenticare i crimini commessi contro civili inermi e innocenti (effetti collaterali?), senza dimenticare le responsabilità dell'Europa e dei governi di sinistra in particolare, senza dimenticare che Milosevic è stato venduto al tribunle europeo in cambio di dollaroni sonanti, senza dimenticare tutto questo, il mio giudizio su Milosevic resta del tutto negativo.
L'ho considerato e lo considero un dittatorello corrotto e corruttore, responsabile con i suoi sodali di stragi e di oppressione nei confronti del suo popolo (serbi, albanesi, musulmani, ortodossi, cristiani), propugnatore della pulizia etnica (non l'inventore; pensiamo, per restare nei Balcani, alla Croazia, benedetta dal Papa e dalla Germania).
E con l'aggravante di presentarsi al mondo come "comunista" (non il primo, né l'unico), contribuendo almeno sul piano propagandistico alla (speriamo provvisoria) "vittoria" del capitalismo.
Mi dispiace, se devo piangere ho molti motivi per farlo per tanti che tu dici essre "lontani da noi", ma non sprecherò né una lacrima né una parola per Milosevic.
Hedrok
Lettera a Sveva Haertter
7 aprile 2002
Cara Sveva
con tanti compagni presenti ieri alla manifestazione sulla Palestina ci siamo chiesti cosa fare contro certi striscioni e slogans basati su una stupidità ed ignoranza colpevoli, come il grandissimo striscione, ripreso da tutti i TG, che definiva assassino non il governo di Israele ma tutti i cittadini israeliani. (Ad un certo punto questo striscione è sparito. Spero che ci sia stata una discussione ed un ripensamento).
Certo la risposta non è lasciare la piazza, ma esprimere con maggior forza posizioni giuste. Speriamo che l'ansia di partecipazione e di rinnovamento, che il popolo della sinistra esprime, bruci queste vecchie scorie.
Quando lo striscione "Ebrei contro l'occupazione" è entrato in Piazza del Popolo, collocandosi sul fondo insieme con moltissime Donne in Nero, intorno si sono radunati tanti compagni che applaudivano. Forse questa collocazione sul fondo (vi avremmo voluto vicini al palco) è stata una vostra scelta di discrezione.
Puntuale la tua risposta a Gad Lerner su il manifesto. Speriamo che lui la abbia capita. Noi invece dovremmo diffonderla fra chi, anche nelle manifestazioni, esprime uno spirito solo distruttivo.
Luciano (per tanti altri)
Diario per la pace
12 marzo 2002
Siamo di fronte ad una profonda crisi delle relazioni internazionali dopo l'11 settembre e il mondo ne è sconvolto. Non si tratta solo della guerra in Afghanistan e del possibile allargamento del conflitto ad altri paesi. Nel Medio Oriente la questione palestinese si aggrava. Domina l'incertezza e la crisi dell'economia americana non appare di rapida soluzione, mentre l'Europa non riesce a decollare con la forza che sarebbe necessaria per sostituire gli Usa come motore del Mondo. L'intervento armato appare più come una risposta all'opinione pubblica americana che come una soluzione atta a sconfiggere il terrorismo e rasserenare il mondo. In questa situazione molte forze si muovono in Italia contro la guerra e contro l'allargamento del conflitto. Non solo i pacifisti, ma anche coloro che la ritengono una strada sbagliata e pericolosa che rischia di far precipitare la civiltà occidentale nella barbarie. Eppure il comunismo è caduto senza la guerra, si sta sottovalutando la potenza dei media e la forza espansiva della democrazia. Come viene detto nel Faust si stanno costruendo le creature che ci possederanno.
Il sito vuole essere il luogo della narrazione, delle diverse esperienze che si muovono fuori da obiettivi di potere , non hanno paura di contaminarsi e lavorano per una nuova cultura che ci possa far esclamare : hai lavorato bene , vecchia talpa !Il sito non commenta, non impartisce lezioni, non scomunica, non chiude la porta. Il sito vuole essere il diario collettivo delle esperienze vissute. Ognuno può essere il narratore. Cosa facciamo per la pace? Ulivo, Rifondazione Comunista, Verdi, movimento no global, movimento degli studenti, movimento sindacale, parrocchie, associazioni laiche e religiose, donne in nero, persone raccontiamo le nostre storie a diario per la pace. L'obiettivo è dare forza alle forze del dialogo e lavorare incessantemente alla ripresa democratica in ogni settore dell'attività umana.
Ho aperto questo nuovo gruppo. Vorrei che tutti assieme narrassimo le nostre esperienze di pace. Ricostruiamo la pace in Palestina.
Cordialmente
Vittorio Parola
Sono un uomo fortunato in un paese democratico
12 marzo 2002
Salve, mi chiamo Mario Rossi e vivo a Milano, in un palazzo costruito
dall'attuale Presidente del Consiglio.
Lavoro in un'azienda dove l'azionista principale è... il Presidente
del Consiglio.
Anche l'assicurazione dell'auto con cui mi reco al lavoro, è
del Presidente del Consiglio.
Mi fermo tutte le mattine a comprare il
giornale, di cui è proprietario il Presidente del Consiglio.
Al pomeriggio, esco dal lavoro e vado a far spesa in un supermercato del
Presidente del Consiglio, dove compro prodotti realizzati da aziende del
Presidente del Consiglio.
Alla sera, quasi sempre guardo le TV del Presidente del Consiglio, dove i
film (spesso prodotti dal Presidente del Consiglio) sono continuamente
interrotti da spot realizzati dall'agenzia pubblcitaria del Presidente del
Consiglio.
Allora mi stufo e vado a navigare un po' in internet con il
provider del Presidente del Consiglio. Soprattutto, guardo i risultati delle
partite, perchè faccio il tifo per la squadra del Presidente del Consiglio.
Una volta a settimana piu' o meno vado al cinema, nella catena del
Presidente del Consiglio, anche li' vedo un film prodotto dal Presidente del
Consiglio, e gli spot iniziali sono realizzati dall'agenzia del Presidente
del Consiglio.
La domenica rimango a casa, leggendo un libro, la cui casa editrice è di
proprietà del Presidente del Consiglio.
Naturalmente, giustamente, come in
tutti i paesi democratici anche in Italia è il Presidente del Consiglio che
fa le leggi, che vengono approvate da un parlamento dove la maggioranza è
saldamente in mano al Presidente del Consiglio.
Che ovviamente governa nel
MIO esclusivo interesse.
Mario
Iodasempredisinistra
6 marzo 2002
E' da poco tempo che ho avuto la fortuna di trovare finalmente un sito che cercavo che appunto è questo.
Un breve cenno biografico del sottoscritto : sono ancora un tesserato D.S., sono ancora un iscritto della FIOM CGIL componente del direttivo della Rsu della fabbrica nella quale lavoro da 15 anni, sono un socio ARCI , mi sono iscritto al Genoa Social Forum in rete in tempi antecedenti Genova, collaboravo con una radio locale regionale ecc. ecc. e altre cose del genere.
Chiaramente ho fatto sempre il mio modesto lavoro di militante anche turandomi naso, tappandomi le orecchie... facendo campagna elettorale a vari livelli: locale e nazionale con l'unico scopo di sconfiggere questa destra pericolosa, fascista, sfascista e razzista. Svolgo con la massima intransigenza il mio ruolo sindacale sempre e soprattutto per il raggiungimento di obiettivi di solidarieta' nei confronti di compagni piu' in difficolta' di me, scongiurando di volta in volta pericoli di mobilità e altre pericolose precarietà.
Scusatemi se cito il mio caso... da qui a breve proprio per questa mia idealità di valori di sinistra solidale il sottoscritto andra' in cassa integrazione insieme ad altri 18 colleghi senza nemmeno aver avuto la possibilita' di confrontarsi con la controparte in quanto sono distaccato presso una azienda della quale il maggiore azionista e' una multinazionale francese che non riconosce che io sia componente del direttivo della FIOM ma si appiglia ad un mero strumento burocratico in quanto sostiene che essendo io un dipendente di un'altra azienda non sono stato eletto nella RSU della fabbrica dove svolgo il mio lavoro insieme a altri 20 colleghi come distaccati di un'altra societa' che comunque e' per il 45% azionista della stessa.
Scusatemi per essere stato forse troppo prolisso, vi saluto e ci vediamo a ROMA, mi auguro, alla manifestazione nazionale della CGIL il prossimo 23 marzo.
Ah, dimenticavo: vi scrivo da un piccolo paese dell' Irpinia in provincia di Avellino.
HASTA LA VICTORIA SIEMPRE
Giuseppe Rabasca
Caro Giuseppe,
lettere come la tua ci danno il senso di non passare inutilmente tante ore davanti a questo scatolone. Ora, come tanti altri, stai sperimentando sulla tua pelle cosa significa il predominio delle multinazionali, che qui calpestano arrogantemente il tuo diritto al lavoro, altrove condannano alla fame, alle malattie, alla guerra intere popolazioni. Ma fino a quando esisteranno persone come te, che non rinunciano a lottare per cambiare il mondo, non potremo perdere la speranza di un futuro migliore. A Roma saremo in tanti e ognuno di noi troverà in chi gli camminerà accanto il volto e la voce di tutti i compagni e sarà come esserci incontrati davvero.
Scrivici ancora.
Hedrok
La vicenda sindacale
7 febbraio 2002
Caro Hedrok
nella rivista, così attenta a ciò che nasce in giro, manca la vicenda sindacale e quella della CGIL.
Forse non ci va di parlarne perchè ne trattano i grandi giornali...forse perchè ci sembra roba vecchia...
Ma, credo, oggi esistono due grandi opposizioni: quella del movimento, in tutte le sue componenti, e quella della CGIL, anche essa con le sue contraddizioni. Queste due opposizioni a volte hanno marciato insieme, come hanno fatto la FIOM e la sinistra CGIL "Cambiare rotta" a Genova e a Porto Alegre; in linea generale sentono almeno la necessità di un reale dialogo, come prospetta Cofferati al Congresso CGIL.
Una CGIL che rifiuta la guerra, comunque ipocritamente la si chiami, che appoggia con forza la Palestina, che chiede per gli immigrati uguale dignità rispetto ai lavoratori italiani e per i lavoratori atipici rispetto a quelli normalmente sindacalizzati.
E' possibile che queste due opposizioni entrino in risonanza, come è successo nel '68 e '69 per il movimento studentesco e l'autunno caldo. E' anche probabile che la spallata risolutiva in Italia la possa dare uno sciopero generale. Perchè questo è il governo della Confindustria e sarà sconfitto se saranno sconfitti gli industriali, cioè se verrà colpita la produzione.
Possibile che la rivista non possa parlare in modo nuovo ed interessante di sindacato e di lavoratori come fa per il movimento, gli immigrati, la Palestina, ecc?
A proposito del Congresso CGIL ti segnalo l'editoriale di Rossanda su il manifesto di oggi per il solito equilibrio ed anche per le speranze che apre.
Luciano
Caro Luciano,
hai perfettamente ragione. Manca qualcuno che ne scriva…
Hedrok
E' finito il tempo degli indugi
5 febbraio 2002
Ho letto i giornali e le risposte degli uomini politici. Credo che l'episodio
di cui è stato protagonista Nanni Moretti non debba essere sottovalutato.
D'accordo il suo non era un intervento organico, era un "grido", un gesto
anche teatrale, disperante ma anche una richiesta di aiuto. Penso che in
questo momento molti abbiano questo "grido" represso dentro!
La situazione politica è estremamente grave: la classe politica al governo
persegue una politica di eliminazione sistematica delle regole e degli spazi
della democrazia.
Occorrono risposte adeguate e non le solite "schermaglie" di palazzo; occorrono
persone credibili e azioni efficaci: che si faccia infine chiarezza sulla
coalizione dell?Ulivo e la sua politica.
In futuro non voglio più unirmi a personaggi come Dini o la Pivetti - gente
che non prende neanche voti - voglio avere nel mio seggio candidati credibili
e non manichini, rossi, verdi o gialli, tirapiedi di qualcuno che ha scelto
di candidarsi in seggi più sicuri.
Il tempo degli indugi è finito, occorre decidere bene e in fretta. La risposta
peggiore è il rinvio dei problemi.
Domani possono venire a mancare del tutto gli spazi della politica.
Auguri di lavoro ai dirigenti, i quali hanno in questo momento responsabilità
enormi per il nostro e il loro futuro.
Li giudicheremo dai risultati.
Alessio Casini
(a cura di Amerigo Dossi)
Grazie, Nanni
4 febbraio 2002
ciao Gianni. ti mando 'ste righe. le ho buttate giù un po' di corsa. forse dentro c'è troppo fastidio. ma io m'indigno poco. e forse è un peccato. mi piacerebbe tantissimo sapere che ne pensi. qualsiasi cosa tu ne possa pensare.
un abbraccio.
una volta ho sentito una frase. l'ha detta un musicista jazz..uno insospettabile, uno che suona il sax soprano e incanterebbe orde di topi, come nella fiaba. l'ha detta in un film che pochi conoscono, ma. non è questo che conta. la frase -più o meno- era: "sapete perchè le cose vanno male? ma COSI' male? perchè non c'è uno che si alza in piedi, non c'è uno che ha le palle di alzarsi in piedi e dire: questa roba fa schifo". Senza mezzi termini.e non: "non mi piace, potrebbe essere migliorata, forse dovremmo guardare le cose da un altro punto di vista..." no. 'sta roba fa schifo. punto. che poi magari se ne parla. ma 'poi'.
mi sono sentito un deficiente ad aver votato rifondazione per anni, essere andato alle manifestazioni. mi sono sentito un deficiente ad aver dato addosso 'a quello stalinista' di Cossutta. mi sono sentito un deficiente perchè un giorno ho acceso la tv e ho visto il mio caro Fausto in posa per la stampa abbracciare Di Pietro e D'Antoni. ho spento. e come si fa nei rapporti -di qualunque genere- ho chiuso. pietra sopra. ciaociao. ho perso io. forse. la sinistra, sicuro. da lì in poi: ds. con il fegato ritorto, certo. ma tant'è. come dice quel romanzo meraviglioso di Soriano: "..è già qualcosa..".
poi le elezioni. moretti da cannes. ho pensato. sarò sbagliato ma nanni sta colpendo. e duro. bè, che continui. qua non si vince ai punti. perde il primo che va giù.
dopo, tutto il patetico ricettacolo di figli slavati di una cultura annegata nei bicchieri di bianco la domenica mattina da Bibli. perfetti, peraltro. specchio iperrealista e fedele di un elettorato felice finalmente di non doversi vergognare di essere di sinistra davanti a chi vota altro. felici di poter andare al bar e parlare di D'Alema, di andare a comprare il pane e ammiccare al fornaio con la foto del Che. felici di poter sofggiare tutta la divertente iconografia di sinistra nei salotti. i manufatti etnici decontestualizzati, le foto scattate a cuba con la macchina digitale che costa come una casa di lì. bello. certo ci sarebbe la vergogna nei confronti delle proprie origini... ma le origini chi vuoi che le guardi più? avanti, si guarda. verso il sol dell'avvenire. peccato che come in "ecce bombo" siamo tutti a ostia e il sole sorge dall'altra parte...
poi sabato. i soliti quattro gatti ad ascoltare per proforma il trittico delle miserie. Fassino-Rutelli-D'Alema. C'era Dalla Chiesa, pure (Dalla Chiesa. no, dico: Dalla Chiesa... va bè...). parte "la canzone poplare" (Fossati... qualcuno chieda scusa a Fossati...) tutti a casa... no. nanni moretti. ci voleva un 'intellettuale' per alzarsi in piedi e dire: 'sta roba fa schifo. sì ci voleva. andate a cercare la base, intanto che chi ha il coraggio parla. e già che ci siete rileggetevi qualche pagina di Gramsci, grazie.[applausi]
Massi
Caro Massi
anch'io sabato ero a Piazza Navona, con due o tremila persone (età media abbondantemente sopra i 50).
Ho ascoltato i primi due interventi, poi me ne sono andato al sit-in per la Palestina. Anche perché sul palco erano apparsi i Rutelli, i Fassino, i D'Alema, i Cossutta, questi dead men working della politica...
Non ho sentito Moretti, ma ho sentito un certo Francesco Pardi, docente di analisi del territorio(?),
dire, con toscana lepidezza e con serrata argomentazione politica, le stesse cose poi gridate da Nanni. E la gente applaudiva, gridava, si sbracciava; alla fine, una vera ovazione.
E' stato come il risveglio da un incubo: noi ci siamo ancora e siamo vivi.
Forse da qui, con i giovani dei social forum, con le "utopie" di Porto Alegre, si può ricominciare.
Hedrok
Appello per Bompressi
31 gennaio 2002
Cari compagni, Ovidio Bompressi è tornato in carcere, dopo che il Ministro
Castelli, dimostrando il suo spirito altamente umanitario, ha respinto la
sua domanda di grazia per motivi di "opportunità politica".
Bompressi è nel
"miglio verde": è un "dead man walking" (perdonatemi le citazioni
cinematografiche, ma i titoli mi sembrano molto pertinenti).
Vi propongo di
promuovere un appello pubblico per richiedere al Ministro di (dis)Grazia e
(in)Giustizia di scarcerare SUBITO Ovidio Bompressi, per evitarne
l'aggravamento delle condizioni e per impedirgli di morire lentamente.
Grazie.
Angela Bernardini
Dobbiamo lottare
26/1/2001
Ciao. Sono Giuliana, ho 16 anni e per caso ho trovato il sito. La mia lettera
non è di contestazione,anzi.
Sono una ragazza del liceo classico di Messina
e come la maggior parte degli studenti intelligenti, mi sta molto a cuore il
problema della riforma scolastica della nostra amatissima ministra. Non
riesco a darmi pace, ormai abbiamo okkupato, manifestato e la risposta è
stata: "manifestate,okkupate,la riforma non camberà". A questo punto,lo
sconforto totale!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Questa società ha smesso da tempo di
lottare.
Prendo spunto per contestare, invece, la posizione della nostra
sinistra ke ormai va lentamente scomparendo, siamo im pochi a crederci. Io
sono una di quelli: DOBBIAMO LOTTARE!!!!!!!!!!!!!!.
Mi rendo conto sempre di
più ke la mia società, quella scolastica, quella dei giovani, è CORROTTA ormai
al limite: nessuno ke si interessi, se non per darsi l'aria del
rivoluzionario, dei probemi in palestina, della scuola, del
terrorismo.
Quest'anno a scuola io con pochi dei miei compagni abbiamo
partecipato ad un progetto interessantissimo, abbiamo realizzato una sorta di
risoluzione sul problema del terrorismo internazionale e devo dire ke
abbiamo sul serio messo in discussione il ruolo dell'Europa e dell'Italia e
solo in questo modo siamo arrivati alla soluzione. In sintesi il concetto era:
"siamo skiavi dell'america".
Non so ki ha esaminato questa relazione ke cosa
abbia pensato di 5 ragazzi messinesi, in una città come questa in cui
berlusca ha avuto il massimo dei voti, ke hanno ancora uno spirito
combattivo e hanno il coraggio della loro azioni e soprattutto dei loro
pensieri.
Lo so è una lettera molto contorta e priva di nesso logico; però vi
ringrazio per l'opportunità di dire ciò ke penso. Per me è importantissimo.
Giuliana Sanò
Cara Giuliana
La tua lettera è belllissima perché rinforza la speranza, anzi la certezza, che il vento prima o poi cambierà.
E' con giovani come te che si riuscirà a costruire un mondo diverso.
Credimi, non sei sola. A Genova, alla Perugia-Assisi, in cento manifestazioni in tante città d'Italia (anche nella tua Sicilia, nonostante tutto) migliaia, decine di migliaia di ragazzi e ragazze (e con loro gente di tutte le età e di tutte le provenienze politiche) hanno gridato con fermezza il loro no a questo mondo ingiusto, corrotto e violento.
L'idea della sinistra come portatrice di ideali di progresso, di pace e di giustizia si è persa soltanto nelle rappresentanze politiche (nei partiti), ma vive e si rafforza nei social forum, nelle associazioni, nei centri sociali, fra le gente vera. Hai ragione: DOBBIAMO LOTTARE! E lo faremo, insieme. Tu continua a dire, anzi a gridare, quello che pensi.
Hedrok
Milano chiede Giustizia
27/1/2001
Sono semplicemente annichilita di fronte a quel che sta accadendo al processo
contro Berlusconi e Previti a Milano. Addio indipendenza della magistratura,
addio uguaglianza dei diritti dei cittadini.
I limiti della decenza sono stati superati in modo spudorato e con un crescendo
rossiniano (legge sulle rogatorie retroattiva, assenze di Previti dal processo,
rinuncia di Previti ai difensori e loro sostituzione con difensori di ufficio,
intervento del Ministro Castelli per togliere un giudice dal collegio giudicante
e far ricominciare tutto da capo, fino alla probabile richiesta di spostare
il processo fuori da Milano... ): tutto questo non per contrastare, come
sarebbe lecito, la documentazione e dimostrare l'innocenza del deputato
Previti e del Cavaliere, ma col preciso scopo di far passare il tempo e
far scattare la prescrizione.
Evidentemente il rischio della condanna dev'essere davvero forte ...
Coraggiosi davvero questi magistrati che si oppongono all'arroganza del
potere (con le donne in prima fila, brave ...)
Qualcuno mi spiega perche' non ci sono reazioni della gente? siamo cosi'
imbesuiti? siamo cosi' cretini o rassegnati da non accorgercene o da non
reagire? o c'e' qualcuno che crede ancora che Berlusconi e Previti siano
vittime innocenti?
E' vero, come diceva qualcuno, che in tutti noi c'e' un berluschino che
ama l'illegalita' e vuole fare i propri comodi in barba alle leggi, ma a
tutto c'e' un limite, spero.
Sarebbe importante che resuscitasse il popolo dei fax...
Jole Garuti
Lavoro
26/1/2001
Non ho ancora trovato nulla sul mondo del lavoro.
Ciao
Vinicio De Tomasi
Perché mom ci mandi tu qualcosa sull'argomento?
Hedrok
Sanità
25/1/2001
Il Servizio Sanitario Nazionale Italiano va difeso e
migliorato.
Il sistema sanitario degli Stati Uniti d'America è il più caro del mondo,
nonostante ciò non è in grado di assicurare l'assistenza sanitaria
ospedaliera ad oltre un sesto della sua popolazione. Più di 45 milioni di
cittadini americani, per lo più giovani copie con bambini, anziani,
lavoratori precari, disoccupati, non sono in grado di pagarsi un'assicurazione
privata e sono quindi sprovvisti di qualsiasi tutela sanitaria.
Eppure in Italia il Polo delle libertà si propone di fare anche di peggio
distruggendo non solo quanto vi è di universalistico (cioè di una garanzia
sanitaria a tutti) nell'attuale sistema sanitario, per svenderlo alle
assicurazioni private come negli USA, ma, in aggiunta, intende svendere
anche gli ospedali pubblici ai privati rendendo cosi sempre più mercantile
il rapporto tra sanità e malattia. Cosa che neppure in America si sono
sognati di fare.
È giunto dunque il momento di fare alcune riflessioni sul
modello sanitario che il Polo delle libertà vuole imporre a tutta Italia. Il
sistema attuale è caratterizzato dal suo forte orientamento solidaristico,
con un accesso ai servizi sanitari garantito a tutti. Il modello americano,
invece, è prettamente individuale.Il cittadino è chiamato a rispondere
direttamente della propria salute, e dunque a provvedere autonomamente
pagando un assicurazione privata. Ma poiché queste sono molto onerose, più
di 45 milioni di cittadini, nel 1999, ne erano sprovvisti e dopo le
politiche di Bush questo numero è in crescita.
Io credo con convinzione che non sia
moralmente etico, ed è grave imporre un modello sanitario che punta a
realizzare profitti sulla pelle dei malati. Con il governo di
centrosinistra era stato stabilita l'abolizione graduale degli odiosi
ticket; questi signori del cosiddetto Polo delle libertà stanno bloccando
quei provvedimenti.
Il servizio sanitario nazionale pubblico non va solo
difeso per suoi principi di universalità d'intervento e di servizi per tutti
i cittadini. Ma con l'impegno di tutti se mai va migliorato con una
seria programmazione: occorre un piano sanitario nazionale con obiettivi
specifici, di prevenzione, cura, riabilitazione, sulle liste di attesa sugli
esami diagnostici, sull'assistenza agli anziani, più investimento nella
ricerca, un contratto di lavoro per i dipendenti della sanità più dignitoso
e soddisfacente.
E' grazie a tanti dipendenti della sanità pubblica che
lavorano con coscienza, responsabilità e professionalità, che abbiamo un
servizio sanitario nazionale dei migliori del mondo.
Due parole meritano
di essere dette sulla figura dell'infermiere professionale, e l'emergenza
infermieristica. Caro Governo ci vuole altro che un decreto per far
rientrare in servizio gli infermieri in pensione per risolvere la carenza
di infermieri professionali! Ci vuole una programmazione seria del
fabbisogno da parte delle Aziende Sanitarie Locali, delle Aziende
Ospedaliere, delle Regioni, del Governo. Le scuole per infermieri
professionali, una in ogni provincia; maggiore riconoscimento economico; una
vera valorizzazione professionale; migliore riconoscimento delle
responsabilità e del disagio; la promozione di una valorizzazione culturale nella
società; il riconoscimento di una maggiore autonomia. Occorre favorire un vero sviluppo di
carriera, fare una campagna di promozione e valorizzare, ripeto, valorizzare,
le professioni che hanno a che fare con la sofferenza 24 ore su 24.
Purtroppo la nostra società non considera molto le professioni che hanno a
che fare con la sofferenza.
E poi diamoci veramente da fare per avere una
sanità sempre migliore e che metta la centro la persona sofferente con i
suoi bisogni di salute, di solidarietà, di sicurezza. Un invito a tutte le
istituzioni a fare la propria parte con serietà e con responsabilità e
onestà, nel gestire e governare la sanità pubblica.
A tutti i cittadini un
invito da alzare la testa e darsi da fare per pretendere una sanità sempre
migliore, garantita a tutti, dove siano attuati i principi di uguaglianza,
di umanità, di solidarietà, di giustizia, di civiltà, e che la persona sia
sempre al centro con i suoi bisogni, di salute , di sicurezza, e non sia il
mercato a prevalere. Se ci batteremo per raggiungere questi obiettivi,
avremo una sanità umana e sempre migliore e anche una società più giusta.
Francesco Lena
Le "ragioni" di Israele
22/1/2001
Sono stato invitato ad un incontro sul tema "Afghanistan" dall'Ugei, Unione
giovani ebrei italiani, a via Balbo.
I relatori erano Furio Colombo ed il sottoscritto, in veste di osservatore
di una commissione interparlamentare e di volontario emergency.
Come era facile prevedere l'argomento si e' spostato sulla crisi
mediorentale, anche perche' alcuni dei presenti erano a conoscenza della mia
recente esperienza in Palestina.
Colombo ha espresso alcune perplessità circa la qualità delle informazioni
prodotte dai media italiani ed europei; in particolare il rischio è , a suo
dire, che troppo spesso vengono omesse le "ragioni" di Israele.
Ha quindi esortato i ragazzi presenti ad esercitare una continua pressione
sui giornali affinchè venga ripristinato un certo equilibrio.
Infine ha portato l'esempio, "coraggioso", di Piero Fassino; correva l'anno
1991 e Fassino decise di schierarsi pubblicamente a favore dello Stato di
Israele, evidenziando le "ragioni dimenticate" dai media e dall'opinione
pubblica. Un'azione che, secondo Colombo, gli è costata la non elezione alle
successive elezioni.
Daniele Frongia
Essere protagonisti
20/1/2001
Consumismo, guerra e TV: cerchiamo di avere anche voglia di una società migliore
Credo che l'anno 2001 sarà da ricordare come un anno vissuto con un'intensità di avvenimenti straordinaria.
Cominciamo con l'elezione il 13 maggio del nuovo Premier, grazie anche all'aiuto del suo potere economico e informatico(ahi noi! ora si crede un pò troppo padrone degli italiani).
Poi c'è stata una continua successione di avvenimenti. Il G8 di Genova, dove tutta un'etica e la globalizzazione mondiale sono state messe in discussione, e le dimostrazioni sono state quindi represse con la forza.
Non c'è stato neppure il tempo di capire, riflettere, che è arrivato l'11 settembre, con l'attacco al Pentagono e alle Torri Gemelle di New York, dando al mondo intero una sensazione di angoscia senza precedenti.
Poi l'inizio della guerra in Afghanistan, con tutti i problemi che ha comportato una tale decisione, e con la partecipazione anche dell'Italia. I bombardamenti dei quali si sa, ma non si sa esattamente su quali teste innocenti sono stati anche fatti. Qualcuno tenta di giustificare i morti dicendo che, durante le guerre, è normale che anche i civili ci rimettano la pelle, questo lo si può dire fin quando le bombe non cadono in testa a chi lo dice.
Dunque, purtroppo, tante migliaia di morti anche in Afghanistan, e ce ne rendiamo conto solo quando dei giornalisti che cercano di farci arrivare qualche informazione ci rimettono la pelle. Le vittime, che siano dalla parte giusta o sbagliata, sono sempre vittime; civili o militari appartengono tutti a una sola razza, quella umana, e non si dovrebbe fare distinzioni di appartenenza a stati, religioni, partiti o colore della pelle.
Nel frattempo, durante questa confusione mondiale, qualcuno ne ha approfittato per far passare, grazie alla poca attenzione di tutti leggi contro l'immigrazione, intolleranza verso le minoranze, dichiarazioni di superiorità della nostra civiltà occidentale (con rituale ritrattazione, dando la colpa ai giornalisti di tutto il mondo come se per incanto tutti avessero capito male), rogatorie internazionali, tasse di successione, aggressione alla giustizia e ai magistrati, rientro di capitali esportati illegalmente all'estero (cosa che sicuramente non ha fatto chi i soldi non li aveva), e tutta una serie di assoluzioni varie per prescrizione.
Tutto questo ha aiutato anche a dimenticare il grave problema del conflitto di interessi, del quale ormai non si parla più, sembra che non esista più, è una cosa con la quale dobbiamo convivere tutti i giorni.
Poi c'è stata la grande e bella manifestazione della pace, la marcia Perugia-Assisi, multiculturale, multicolore, che ha portato un po' di speranza.
Poi sono arrivate le feste, di fine anno e di inizio 2002, i negozi sempre pronti con tutte le loro merci per soddisfare i desideri stimolati dagli interminabili spot pubblicitari televisivi, intercalati alle notizie che vi ho sopra elencato.
Questa televisione, che fa circolare aggressione costante, con il suo miscuglio di morale e violenza, viene messa in scena, e da noi subita. Noi dobbiamo sopportare questa etica subordinata al mercato, che ci fa diventare uno strumento che serve quasi solamente a comperare e a consumare.
Viviamo in un mondo dove quasi tutti i problemi vengono risolti con la produzione e il consumo delle merci. Il mondo con tutti i suoi avvenimenti non è altro che l'immagine che se ne ha o o che qualcuno ci dà. Noi cittadini-consumatori siamo in parte consapevoli collaborazionisti, facendo finta che ci piace stare al gioco.
Tuttavia, mentre viviamo questo susseguirsi di avvenimenti, credo ci rimanga la possibilità di sognare, ma sopratutto anche la possibilità e il dovere di darci da fare, di essere protagonisti per costruire una società basata sui diritti umani, piena di veri valori per la persona. Valori umani, di democrazia, di libertà, di civiltà, di pace, di tolleranza, di solidarietà, di giustizia sociale, perché in futuro ci sia una società migliore, più serena e più giusta per tutti i cittadini del mondo.
Francesco Lena