LA MAGGIOLINA
Votare Veltroni?
Cari compagni e care compagne,
tra pochi giorni si tornerà a votare per decidere qui a Roma tra Veltroni e Tajani. Vi sottoponiamo perciò questo stringatissimo ragionamento come filo conduttore per promuovere insieme iniziative, assemblee o altro durante la prossima settimana, che abbiano l’obiettivo di rompere lo schiacciamento tra i due candidati, facendo emergere un’altra ipotesi di lavoro sociale e politico.
In questa campagna elettorale ci eravamo riproposti di far eleggere alcuni compagni, da anni impegnati nel lavoro sociale e nella militanza di base, come indipendenti nelle liste di Rifondazione Comunista e, lì dove questo non fosse stato possibile, anche in altre liste della sinistra. Ci eravamo proposti poi anche di far vincere due candidati alle presidenze dei Municipi X e XI, Medici e Smeriglio, per avviare con loro una sperimentazione territoriale sul modello Porto Alegre.
A tutt’oggi sappiamo solo che Nunzio è stato confermato al Consiglio Comunale, che i due candidati presidenti andranno al ballottaggio, ma ancora non sappiamo niente dei candidati nelle liste circoscrizionali, anche se si vocifera di una loro affermazione.
Siamo quindi moderatamente soddisfatti e speranzosi.
Ora ci domandiamo: dobbiamo tornare a votare Veltroni?
Non c’è dubbio che l’avvento di Tajani in Campidoglio sarebbe una sciagura per la città per una lunghissima serie di motivi che tra noi è superfluo elencare. Ma non è affatto scontato che tutti quelli che hanno votato Veltroni per poter votare i candidati indipendenti siano oggi disponibili a rivoltarlo.
Peraltro non ci convince quest’aria di rinnovata unità antifascista che si respira sempre quando bisogna vincere le elezioni e che finisce per coprire l’esistenza di una realtà variegata di protagonismo sociale e politico che è stufa della politica spettacolo, dei partiti scatole vuote ridotti a comitati elettorali, e del mercato della politica. Una realtà di base, certamente non forte ma ben insediata socialmente, che avrebbe voluto affrontare problemi reali e grandi emergenze sociali, viene sistematicamente coperta dalla voce dei potenti.
Noi siamo convinti che sia già in marcia una nuova tendenza sociale e culturale capace di ribaltare quella egemonia che oggi la destra ha conquistato sulla maggioranza della società. Quella tendenza si identifica con luoghi precisi Chiapas, Seattle, Porto Alegre e con un domani che sta dietro l’angolo: il G8 di Genova. Una tendenza che sta già facendo breccia in strati consistenti della società e che ci sta facendo tornare a pensare come maggioranza. Una tendenza che fa paura e che sta all’origine dei recenti arresti di quattro compagni dei centri sociali.
Ma niente va avanti con la forza dell’inerzia o per semplice automatismo. Battere le destre, la cultura delle destre che ha finito per fare egemonia anche su larga parte della sinistra, ci costerà tanta fatica e chissà quanto tempo ci vorrà. Per questo anche nel ballottaggio non possiamo restare a guardare ma fare in modo che questa tendenza che viene dal basso cresca e si rafforzi, costringendo Veltroni a “guadagnarsi” i nostri voti.
Noi proponiamo di condizionare il nostro voto innanzitutto al rispetto degli impegni assunti già dalla precedente amministrazione riguardo l’assegnazione dei centri sociali e la soluzione di tutte le occupazioni a scopo abitativo, e alla assunzione di tre nuovi impegni precisi da parte del futuro sindaco:
v Introduzione della tariffazione sociale su trasporti, luce, acqua e gas attraverso il modello di autocertificazione utilizzato per l’iscrizione agli asili nido o per l’accesso al bonus casa, con riguardo particolare alle fasce con reddito medio-basso;
v Progressivo interramento di tutti gli elettrodotti sparsi sul territorio comunale ed applicazione rigorosa della delibera sull’elettrosmog a partire dalle antenne limitrofe alle scuole;
v Creazione di un Ufficio speciale al bilancio partecipativo e di una Delega del Sindaco che promuovano, affianchino e sostengano la realizzazione di sperimentazioni efficaci in tutti quei Municipi dove esistano favorevoli condizioni sociali e politiche, come primo passo di una sua più estesa applicazione.
Ci sarebbero ovviamente molte altre cose da chiedere al futuro sindaco, a partire dal voto agli immigrati e da una diversa politica dell’accoglienza per arrivare all’abolizione delle gare al massimo ribasso negli appalti. E ci sarebbe per esempio l’urgenza di procedere alla creazione di una società a prevalente capitale pubblico che operi nella manutenzione e ristrutturazione dell’enorme patrimonio comunale, soprattutto di quello situato nella periferia e in grande parte degradato se non addirittura fatiscente. Ma se ciò avvenisse vorrebbe dire che sul piano della qualità della vita e del lavoro assisteremmo ad una inversione di tendenza, e questo forse non è ancora all’ordine del giorno.
Vi proponiamo perciò di organizzare incontri e iniziative nei vostri territori su questi temi e di partecipare ad una Conferenza Stampa che stiamo organizzando per lunedì/martedì della prossima settimana.
Centri sociali per i diritti di cittadinanza