Da www.gush-shalom.org, inviato da Fiamma Bianchi Bandinelli

La "generosa offerta" di Barak


La West Bank (Cirgiordania) e la Striscia di Gaza, occupati nel 1967, comprendono il 22% della Palestina pre-1948.

Quando firmarono l'Accordo di Oslo nel 1993, i Palestinesi accettarono di farsi restituire solo questo 22% e riconobbero per Israele il confine della Linea Verde.

Concedendo il 78% del territorio, i Palestinesi avevano fatto un compromesso storico.

Ma questo compromesso non era sufficiente per Barak. Nella sua offerta ai Palestinesi, Barak chiese di mantenere all'interno di ques'area 69 insediamenti, dove vivono l' 85% dei coloni.

Si può vedere chiramente che i Blocchi di insediamenti, che costituiscono il 10% del territorio (in nero) fanno sì che non possano esserci dei veri confini, e ciò costituisce un grave intralcio per la vita dei Palestinesi in Cisgiordania.

Oltre ai blocchi di insediamenti, Barak avanzò un'altra richiesta: alcuni Territori avrebbero dovuto rimanere sotto un "Controllo Temporaneo di Israele".

Il concetto di "Controllo temporaneo" è unico. Si riferisce al territorio palestinese sovrano (circa un 10 per cento) che dovrebbe rimanere sotto il controllo militare e civile israeliano per un tempo indeterminato

I territori restanti costituiscono "Le Generose Offerte di Barak".

Il territorio che sembra avere una sua continuità è in realtà frammentato a causa dei blocchi di insediamenti, delle strade che li collegano, e dei blocchi stradali.

I Palestinesi devono abbandonare terre essenziali per il loro sviluppo e per l'assorbimento dei profughi.

Devono inoltre accettare la supervisione israeliana dei confini e molte altre limitazioni.

Questa non è un'offerta generosa.

È una richiesta di resa umiliante!

I dati forniti in questo documento si basano sulle mappe che Barak mostrò a Arafat nel dicembre del 2000 e sono comunemente indicati come "La generosa offerta di Barak".

Il pubblico, i media e gli intellettuali israeliani usano questa descrizione senza rifletterci.

Il presente documento illustra meglio l'offerta e ne mette in luce il significato reale esaminandone i dettagli: l'offerta è una finzione di generosità a beneficio dei media!

L'offerta di Barak dà a Israele il controllo su tutti i confini dello Stato palestinese. Nessun paese al mondo accetterebbe una cosa simile. Le parole "continuità territoriale" sono ingannevoli. Nessun Israeliano accetterebbe di percorrere 50 chilometri per andare da una città a un'altra, se la distanza reale fra di esse è di soli 5 chilometri.

Questa offerta impossibile, l'atteggiamento arrogante di Barak, la costruzione incessante di nuove abitazioni negli insediamenti e la provocazione di Sharon sono tutte cose che hanno contribuito all'inevitabile esplosione.

La "generosa offerta" è una foglia di fico che nasconde le intenzioni di coloro che giustificano la guerra contro i Palestinesi.

In dicembre non furono mostrate mappe della striscia di Gaza, per cui noi non possiamo illustrare le offerte di Barak riguardo ad essa. A Taba, Barak presentò una mappa molto migliorata.(*)

I Palestinesi considerano quest'ultima una base per la negoziazione. Ma Barak, dopo la sua sconfitta alle elezioni, la disconobbe, per cui ora non c'è modo di riprenderla come punto di partenza.

Ogni futuro negoziato deve basarsi sullo stesso compromesso storico: 78% per Israele, 22% per la Palestina.



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(*) Vedi la mappa presentata a Taba con le offerte migliorate in "Le monde diplomatique" di settembre

Traduzione da un documento di Gush Shalom che si trova all'indirizzo:
www.gush-shalom.org/archives/offers.doc



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