Petizione per una commissione di inchiesta internazionale sui crimini di Ariel Sharon contro l'umanità
Alla Signora Mary Robinson, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani.
"La storia insegna che per tutto il tempo in cui il rispetto della giustizia non è stato assicurato, lo spettro della guerra può riemergere", Giudice Clode Jorda
Noi, i firmatari, in quanto abitanti di questo pianeta, chiediamo con urgenza alla Signora Mary Robinson di istituire una commissione per investigare sul coinvolgimento di Ariel Sharon in crimini di guerra contro l'umanità. In accordo con i principi della Dichiarazione Universale dei Diritti umani e con la risoluzioni della Assemblea Generale 260, 2391, 3074 e con la risoluzione 1296 del Consiglio delle Nazioni Unite, a favore delle vittime dei massacri di Sabra e Shatila, campi di rifugiati nel Libano. Le risoluzioni delle Nazioni Unite hanno chiarito che i responsabili di genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra dovrebbero essere perseguiti e debitamente puniti. E' stato anche chiarito che la totale protezione dei civili nei paesi occupati è nelle mani dell'esercito occupante.
Nel 1982 l'esercito israeliano era una forza di occupazione a Beirut (Libano); in accordo con le leggi internazionali esso aveva la responsabilità della protezione dei civili sotto il suo controllo. All'epoca l'esercito israeliano era sotto il totale controllo del Ministero della Difesa di Israele e Ariel Sharon era il Ministro della Difesa. Egli visitò Beirut e garantì il totale supporto alla Milizia Cristiana Libanese, alleata di Israele. Ariel Sharon in persona dette via libera alla Milizia Cristiana Libanese per entrare nei campi profughi di Sabra e Shatila, a Beirut ovest, cui seguì il massacro, la tortura e lo stupro di centinaia di civili disarmati, soprattutto donne e bambini.
L'esercito israeliano non solo controllava i campi e non fece niente per fermare il massacro ma facilitò l'entrata della Milizia nei campi. Esso ebbe diretti e chiari ordini dal Ministero della Difesa di Israele di non interferire e di dare man salva ed assistenza alla Milizia Cristiana Libanese.
"C'era un chiaro obbligo per i capi politici e militari di prendere adeguati provvedimenti per proteggere i civili. In una situazione in cui le vite dei civili erano chiaramente a rischio, coloro che davano ordini erano sempre maggiormente responsabili di quelli che li eseguivano", Giudice Richard Goldstone.
Con la diffusione delle notizie sul massacro nei campi profughi di Sabra e Shatila, il popolo israeliano si sentì offeso andò a manifestare, chiedendo le dimissioni di Ariel Sharon ed una inchiesta sulla vicenda. Il Parlamento israeliano istituì una commissione parlamentare di inchiesta per investigare sul coinvolgimento di Ariel Sharon in questo inumano atto di atrocità. Come risultato dell'inchiesta, Ariel Sharon fu ritenuto responsabile della azioni della Milizia Cristiana Libanese e fu costretto a rassegnare le dimissioni dalla carica di Ministro della Difesa. Ma, essendo un israeliano e poiché questi crimini non furono commessi contro cittadini israeliani, egli non fu incriminato e non apparve davanti a nessun tribunale di Israele.
Ora è venuto il momento, tutte le prove e i documenti sono stati raccolti e sono pronti per istituire una commissione di inchiesta per condurre i responsabili davanti alla giustizia, a prescindere dal loro stato sociale e politico.
Può darsi che la giustizia prevalga e curi le ferite delle vittime sopravvissute.