Notizie dal mondo di Nowhere, dal mondo che non esiste. Non esiste nella grande informazione, nei progetti dei potenti, nella coscienza della gente. Eppure milioni di uomini, donne, bambini vivono in quel mondo molto lontano dal nostro, dove la violenza è la regola, dove i bambini muoiono di fame o di malattia, o vengono venduti come schiavi, o sono uccisi dalle armi in guerre non dichiarate. Dove si uccide, si violenta, si tortura in nome del profitto, della volontà di sopraffazione, del colore della pelle o di quello dell'anima. A volte anche nel nostro mondo arrivano le loro grida di dolore, di rabbia, di disperazione. Ascoltiamole.



Per interventi, suggerimenti e lettere, scrivete a:
frankfrink@unpodisinistra.it

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GRUPPO PALESTINA DELL'ASSOCIAZIONE PER LA PACE

Conferenza Parallela di “Società Civile e Diritti Umani”
e manifestazione il 4-5 dicembre Ginevra


Il Governo Svizzero ha convocato, il 4-5 dicembre, una Conferenza delle Parti Stipulanti la 4° Convenzione di Ginevra per discutere l’applicazione delle leggi internazionali relative ai diritti umani nei Territori Occupati palestinesi.
Nel giugno del 1999 è stato deciso di non fare nessun pressione su Israele affinché attui le Convenzioni ratificate.

Ora, dopo 14 mesi di sanguinoso conflitto nell’area durante il quale il Governo israeliano ha ripetutamente e palesemente violato le Convenzioni, il prossimo incontro diventa un evento estremamente importante poiché coinvolgerà la maggior parte dei governi del mondo e porterà l'attenzione sull'obbligo legale.

Il “Palestinian Centre for Human Rights” ha organizzato una Conferenza Parallela di “Società Civile e Diritti Umani” il 4-5 dicembre e una manifestazione che seguirà il 5 dicembre a Ginevra. La Conferenza intende chiedere più forte possibile che le Autorità stipulanti della Convenzione smettano di evadere i loro obblighi legali e morali e fare tutto per costringere Israele a rispettare la legge umanitaria internazionale.

E’ importantissimo che la partecipazione alla manifestazione sia la più numerosa possibile. Come organizzazioni che tra le prime hanno pensato di usare la presenza di volontari internazionali come mezzo per proteggere i civili palestinesi, la nostra presenza è davvero necessaria per enfatizzare la necessità per gli stati di agire ora per proteggere i civili nei Territori Occupati nei Territori Occupati.

Dobbiamo fare qualunque sforzo per assicurare che la gente venga alla dimostrazione, soprattutto gruppi di solidarietà Italiani.
Invitiamo ad unirsi a noi per dare massimo rilievo all’iniziativa.
Saranno organizzati autobus da alcune città Italiane per Ginevra.

Per informazioni:
Associazione per la Pace,
Via Salaria, 89 00198 Roma, tel. 068841958
assopacexpalestina@tiscalinet.it




Campagna per la liberazione immediata dei minori palestinesi detenuti nelle carceri israeliane

Dal Comitato Emergenza Palestina al-Awda (emergenzapalestina@libero.it) riceviamo e pubblichiamo il testo del volantino di apertura della Campagna per la liberazione immediata dei minori palestinesi detenuti nelle carceri israeliane.



NOTIZIE DAL KURDISTAN

Riceviamo e volentieri pubblichiamo "NEWROZ 2001 - NUOVO GIORNO n. 7/01 del 23.10.2001 - Notizie dal Kurdistan", notiziario a cura dell'associazione Azad




Riunione Palestina - Israele del 10/9/01


Pubblichiamo un breve resoconto delle iniziative decise nella riunione Palestina - Israele del 10 settembre tenutasi a Roma nella sede del Parlamento europeo




DICHIARAZIONE
DEL PRESIDENTE DELLA AUTORITA' NAZIONALE PALESTINESE YASSER ARAFAT

Pubblichiamo la dichiarazione del Presidente Arafat, inviata alla stampa locale e straniera il 18 settembre




La "generosa offerta" di Barak

Pubblichiamo un interessante documento dal sito di www.gush-shalom.org, inviato da Fiamma Bianchi Bandinelli




Solidarietà

Comunicato del Municipio di Beit Sahour (Betlemme) sull'attentato di New York




The day after

Da Gus Shalom riceviamo e pubblichiamo questa testimonianza




Terrorismo e menzogne

Lettera dei cooperanti in Palestina





Stralci del documento conclusivo della Conferenza delle ONG a Durban

Dai cooperanti in Palestina riceviamo e pubblichiamo.

Prima di parlare conoscere. Invitiamo tutti, a cominciare dai giornalisti della TV e della carta stampata, i politici e in particolar modo le ONG italiane e quanti altri, a leggere il testo completo della dichiarazione finale delle Ong di Durban.
Al momento lo alleghiamo in inglese, questione di tempo perche' l'informazione su quanto si sta dicendo necessita una distribuzione immediata . Sono 474 tesi in totale.
Abbiamo estrapolato quelle che riguardano il medio oriente , israele , palestina, l'antisemitismo. Sono una trentina. Non aggiungiamo commenti al testo. Poi ne riparliamo !!!!!
Alla fine c'e' l'indirizzo dove si puo' scaricare il testo completo.





Lettera-appello di 62 studenti israeliani

Da il Manifesto del 6 settembre.

Al primo ministro Ariel Sharon

(e p. c. al Ministro della sicurezza, Binyamin Ben-Eliezer e al Capo di stato maggiore della Forza di difesa israeliana, Shaul Mofaz)

I sottoscritti, giovani cresciuti in Israele, stanno per essere chiamati a prestare servizio nell'Idf (Israeli defence force).
Contestiamo a Lei personalmente la politica aggressiva e razzista portata avanti dal governo di Israele e dal suo esercito, e La informiamo che non intendiamo partecipare all'esecuzione di questa politica.
Ci opponiamo con forza alla distruzione dei diritti umani ad opera di Israele. Espropriazione delle terre, arresti, esecuzioni senza processo, demolizioni di case, blocchi stradali, tortura, e impedimento all'assistenza sanitaria sono solo alcuni dei crimini che lo stato di Israele compie, in esplicita violazione delle convenzioni internazionali che ha ratificato.
Queste azioni non sono solo illegittime; non raggiungono nemmeno lo scopo prefissato - aumentare la sicurezza personale dei cittadini. Questa sicurezza sarà raggiunta solo attraverso un accordo di pace giusto tra il governo israeliano e il popolo palestinese.

Pertanto obbediremo alla nostra coscienza e rifiutiamo di prendere parte ad atti di oppressione contro il popolo palestinese, atti che dovrebbero propriamente essere chiamati azioni terroristiche.
Invitiamo tutte le persone della nostra età, gli arruolati, i soldati dell'esercito e i soldati di riserva a fare lo stesso.

Haggai Matar, Shani Werner, Yair Hilo, Matan Kaminer, Reut Katz, A'lmah Yitzhaki, Amir Zemer, Yonathan Zvik, Yoni Cohen, Uriah Oren, Tali Lerner, Uri Brahav, Stav Bar-Shani, Yoni Ben-Dor, Itamar Ben-Zaken, Re'ut Ben-Zur, Alon Elkin, Idan Hadash, Maor Heumann, Gilad Itamar, Fracesca Katz, Alon Kess, Amir Melanki, Neta Zamalson, Ra'anan Forschner, Guy Arnon, Rotem Yaniv, A'lmah Yitzhaki, Amir Zemer, May O'mer Spiltzki, Emily Ya'aqov, Avi Ya'aqov, A'di Sneider, A'mit Stark, Daniela Freund, Shira Gertner, Roy Golan, Itay Greenstein, Noa Levi, Jacky Levi, Gil Kremer, Tia Levi, Merav Melamed, Aya Michlin, Nave Avimor, Ya'el Aydan, Michal Bar-Or, Yosi Bartal, Yemina Fink, Ya'el Skilevski, Asaf, Shtul-Trauring, Lihi Rothchild, Nitzan Shlush, Yigal Rosenberg, Asher Shechter, Yuri Ronen, Gali Rabinovitz, Uri Shamgar, Ya'el Polak, Ziv Kraus, Tal Paz, Tzofit Kommemi, Elad Or, Yuval Kojman, Yonathan Zvik.




Appello di Gush Shalom

Gush Shalom (Israeli Peace Bloc) calls for the placing of an international force between Beit Jala and Gilo, following the withdrawal of Israeli forces from Beit Jala, which must take place immediately.

Gush Shalom (blocco israeliano per la pace) chiede la presenza di osservatori internazionali tra Beit Jala e Gilo, e il ritiro delle forze israeliane da Bei Jala, che deve avvenire immediatamente.





Un nuovo appello, firmato insieme da israeliani e palestinesi, per chiedere un intervento internazionale in Palestina

Riceviamo e pubblichiamo due lettere inviate da Adi Ophir (adiophir@post.tau.ac.il) a Fiamma Bianchi Bandinelli in risposta alla sua lettera di accompagnamento al messaggio di sostegno all'appello "Protezione internazionale per i palestinesi".
Pubblichiamo inoltre il testo del nuovo appello con la traduzione in italiano.
L'appello in originale (inglese e arabo) è reperibile al seguente indirizzo:
www.miftah.org/AugAppeal/Appeal.htm





Gush Shalom organizza una manifestazione con i palestinesi contro la chiusura della Orient House ed una protesta internazionale on line. Condanna la invasione della città sotto controllo palestinese di Jenin e chiede a Peres ed ai Laburisti di abbandonare il governo di guerra Sharon

Il testo della lettera:
Dopo che tutto il mondo ha condannato l'attacco alle istituzioni palestinesi in Gerusalemme, è seguita la spregevole, notturna invasione di Jenin. Gush Shalom chiede a Shimon Peres e agli altri membri del Partito Laburista di abbandonare immediatamente il governo di guerra di Sharon. Chiunque ora resti in questo governo sarà responsabile della ulteriore escalation e del disastro che ciò causerà ai due popoli e potrà eventualmente essere considerato responsabile di questo dal tribunale internazionale.
Non solo l'invasione di Jenin non previene il terrorismo, ma dà una enorme spinta a quelle forze fra i palestinesi che fanno attacchi nelle città israeliane. Da questa invasione nasceranno dozzine di nuovi attentatori suicidi; quando Sharon ha dato l'ordine, egli sapeva bene tutto questo. Questo è un governo di guerra, questo governo non vuole attuare nessun piano di pace, nè il piano Mitchell, né il piano Tenet; quello che realmente vuole è far girare all'indietro l'orologio e non porre mai termine alla occupazione.
Gush Shalom e la Coalizione delle Donne per la Pace - supportati da altri gruppi pacifisti - faranno una dimostrazione oggi, alla 6 del pomeriggio, nel sito della Orient House. Questa dimostrazione sarà l'espressione di un momento di pace in queste ore veramente cruciali. (In una nota del 12 agosto Gush Shalom aveva comunicato che"Gush Shalom e la Coalizione delle Donne per la Pace, in coordinamento con la leadership palestinese di Gerusalemme Est, hanno deciso di tenere la loro dimostrazione all'Orient House, tanto vicino quanto è possibile, considerando l'enorme presenza di polizia nella zona; la protesta avrà luogo Giovedì 14 agosto alle 6 pomeridiane, per chiedere la immediata restituzione della Orient House ai palestinesi").
Gush Shalom chiede di inviare alle autorità israeliane, al Presidente degli USA, Al Segretario di Stato, all'Onu, alla Unione Europea e alla Knesset lettere di protesta, di cui propone il seguente testo:

"The whole world was shocked by again a very devastating terrorist attack - this time in the center of Jerusalem. But to see the government of Israel make use of this terrible event as a pretext to clamp down on the Orient House is in itself flabbergasting.
To destroy this center of Palestinians' dialogue with Israelis and a place frequently visited by international diplomats doesn't give to the Palestinians the message that the violence should end. On the contrary, there can only be expected more violence after such a symbol of reason and mutual respect is being shit down.

To be sent to:
Prime Minister Ariel Sharon
Office of the Prime Minister
3 Kaplan Street, PO Box 187
Kiryat Ben-Gurion
Jerusalem 91919
Fax: + 972 2 651 2631

Israeli Foreign Minister, Shimon Peres
c/o Embassy in your country
Fax: +972-2-5303704
e-mail: sar@mofa.gov.il

Israeli Defense Minister, Benyamin Ben Eliezer
Fax: +972-3-6916940, 6976990
e-mail: sar@mod.gov.il

Uzi Landau

Minister of Public Security
Ministry of Public Security (Police)
Fax: + 972 2 584 7872
sar@mops.gov.il

Meir Shetrit
Minister of Justice
Ministry of Justice
Fax: + 972 2 628 8618
sar@justice.gov.il

Eli Yishai
Minister of the Interior
Ministry of Interior
Fax: + 972 2 670 1628
sar@moin.gov.il

Elyakim Rubinstein
Attorney-General
Fax: + 972 2 628 5438

copies to:
president@whitehouse.gov, secretary@state.gov, ecu@un.org, unsco@palnet.com, bernardino.leon@consilium.eu.int, karin.roxman@consilium.eu.int, christian.jouret@consilium.eu.int, amaor@knesset.gov.il, hramon@parliament.gov.il, nchazan@knesset.gov.il, pinespaz@knesset.gov.il, rancohen@parliament.gov.il, ydayan@knesset.gov.il, ykatz@knesset.gov.il, zgalon@knesset.gov.il, & to ourselves: info@gush-shalom.org





I Cooperanti in Palestina contro la chiusura della Orient House.
Ostacolata la attività delle 4 ONG italiane.

Questa e' una breve comunicazione perche' scriviamo non dal solito posto e forse non tutto il nostro indirizzario la ricevera'.
La scorsa notte le forze di polizia israeliane hanno occupato l'Orient House di Gerusalemme Est. Facendo cio' hanno anche chiuso tutto il quartiere circostante.
In un altro palazzo ,nella stessa strada dell'Orient House hanno gli uffici 4 Ong italiane : AICOS, ARCS, ARCI, CROCEVIA. Ai cooperanti che ci lavorano e' al momento impedito fisicamente l'accesso agli uffici. Il consolato italiano e' stato informato della situazione e' ha avviato i passi necessari verso le autorita' israeliane.
Anche se in Italia e' periodo ferragostano ci sembra importante che tutte le iniziative possibili siano messe in campo , a cominciare dalla Piattaforma Palestina delle Ong, affinche' attivi il ministero degli esteri per una ferma protesta contro l'occupazione dell'Orient House e per l'immediata riconsegna dello stabile ai palestinesi. Chiediamo che i parlamentari italiani si facciano altresi promotori di specifiche iniziative.
L'Orient House non e' una sede militare. E' una sede politica e culturale punto di riferimento dei palestinesi di Gerusalemme e non. Mai, neanche nella precedente Intifada , i palestinesi avevano dovuto subire tale umiliazione.
Nella sede c'e' una biblioteca e una emeroteca, una raccolta di immagini del passato, c'e' una parte della memoria del popolo palestinese. Al momento non sappiamo cosa ne sia stato di tutto questo prezioso materiale. Abbiamo visto portar via casse di carte e documenti.
L'azione di Sharon ancora una volta non combatte chi mette le bombe ma colpisce indiscriminatamente i cittadini palestinesi e i fautori del dialogo come l'Orient House. Forse Sharon non vuole il dialogo e preferisce il clima di terrore per raggiungere i suoi obiettivi?





Gush Shalom scrive: otto palestinesi uccisi a Nablus

Mentre alla Festa dell'Unità a Roma lo stand per l'amicizia con Israele distribuisce materiale di pura propaganda sionista, contrario ad ogni dialogo con i palestinesi, riceviamo e pubblichiamo con gratitudine questa nuova comunicazione di Gush Shalom, come sempre di condanna della politica coloniale israeliana. Traduciamo riassumendo, a causa della pressione organizzativa cui le vicende di Genova hanno sottoposto il nostro giornale. Come al solito accludiamo l'intero testo in inglese.

Oggi 31 luglio i bombardamenti su Nablus hanno ucciso otto persone, fra cui due bambini. Dato che i bombardamenti con elicotteri sono condotti nel cuore della maggiore città palestinese, la morte di civili innocenti non deve costituire una sorpresa; le autorità che hanno ordinato l'attacco hanno commesso un atto di terrorismo di stato, che può essere distinto da altri tipi di terrorismo solo a causa dell'enorme potere di fuoco di cui dispone l'aviazione israeliana.
Questo bombardamento, motivato con la prevenzione del terrorismo, in realtà accresce l'odio e determina il pericolo di nuovi attacchi suicidi contro la popolazione israeliana.
Questo pomeriggio Gush Shalom ha spedito un messaggio alle ambasciate a Tel Aviv dei 5 Membri Permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'ONU e alla Delegazione della Unione Europea chiedendo loro l'immediato invio di una forza internazionale nei Territori Occupati.
All'indirizzo www.gush-shalom.org , potete firmare la petizione per Gerusalemme capitale di due stati, trovate la lista dei prodotti da boicottare di aziende israeliane nei territori occupati e la possibilità di finanziare Gush Shalom.

GUSH SHALOM - pob 3322, Tel-Aviv 61033 - www.gush-shalom.org

Press Release 31/7/2001
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Following the Nablus bombing Gush Shalom calls for international intervention
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Today's bombing in Nablus in which eight Palestinians were killed, two of them children, is the latest and the worst in a whole series of recent provocations by the war-minded government which holds power in our country. In the sending of attack helicopters to bomb a seven-storey building in the heart of a major Palestinian city, the killing of innocent civilians could not have come as a surprise; the civil and military leadership which knowingly ordered the attack has committed an act of state terrorism, an act of terrorism distinguished from other kinds of terrorism only by the enormous firepower at the disposal of the Israeli Air Force.

The government of Israel claims that the bombing in Nablus has prevented or deterred terrorist attacks against Israelis. In fact, the very opposite is true.
The Nablus bombing already aroused furious reactions and calls for revenge on the Palestinian side, greatly increasing the danger of suicide attacks in the Israeli population centers. Those who ordered today's provocation must have known that this would be the result; this, indeed, may well have been the intention - to provoke a reaction that would drown in blood all efforts to implement the Mitchell Commission's report and revive the peace negotiations.

This afternoon Gush Shalom, the Israeli Peace Bloc, sent messages to the Tel- Aviv embassies of the Five Permanent Members of the UN Security Council, and the European Union Delegation to Israel, calling upon them to immediately initiate the sending of an international force to the Occupied Territories. "An intensive intervention by the International Community is the only way to stop the dangerous escalation which threatens to set the whole region on fire and severely affect other parts of the world as well. We are citizens of the state of Israel, a state which prides itself of having a democratic regime - yet we are sorry to note that over the past year, the democratic processes in Israel are all but paralyzed where the cardinal issues of peace and war, life and death are concerned. The political system and mass media of Israel, which should have provided a break, are instead carried along by the demagoguery of the warmongers. We have no doubt that eventually the Israeli public will wake up from its stupor - but before that, we may witness terrible bloodshed and irreversible damage to both peoples. We find ourselves obliged to call upon the international community to intervene, before it is too late."





Comunicato stampa della Associazione Italia Israele

Ci sembra interessante per discutere i nuovi rapporti di Israele con i DS questo comunicato, che riportiamo senza commenti.

"Per la prima volta in Italia, l'Associazione Italia Israele sarà presente con un proprio stand ad una Festa dell¹Unità. Accadrà a Roma, dal 24 al 29 luglio, nell¹ambito della Festa che si terrà a Ponte Milvio.
L¹Associazione ha accolto l¹invito a parteciparvi riconoscendovi non un gesto di mera cortesia ma un nuovo modo di pensare la realtà medio-orientale da parte del maggior partito della sinistra italiana, e in particolare del riguardo con il quale il Sindaco Walter Veltroni e i Democratici di Sinistra capitolini guardano all¹ebraismo e alla dolente ricchezza del suo pensiero.

I tempi degli scontri e delle barriere fanno parte del passato. Ora il tempo del dialogo e della pace impone di considerare i popoli e i loro diritti, e non dei popoli le loro fazioni, e non di queste fazioni i rancori e le intemperanze.
E¹ un gesto di grande apertura mentale, e anche di coraggio, quello compiuto dagli organizzatori della Festa dell¹Unità. Noi lo facciamo volentieri nostro nel segno del dialogo tra persone che imparano a conoscere l¹altro senza pregiudizio né ostilità.

"Che la politica ha perduto, e dunque bisogna che la politica riprenda la parola", come con grande e spietata lucidità ha scritto qualche giorno fa Adriano Sofri, è oggi un'esigenza ineludibile."



Per contatti con l'Associazione Italia Israele Roma
349.6536526 - 349.4447552





A just and lasting peace is possible
Petizione promossa da "THE ALLIANCE OF MIDDLE EASTERN SCIENTISTS AND PHYSICIANS"
(testo in inglese)

THE ALLIANCE OF MIDDLE EASTERN SCIENTISTS AND PHYSICIANS is a group of Arab, Palestinian, Jewish and Israeli professionals based at the University of California, San Francisco. Our mission is to promote mutual understanding, respect and trust among our peoples through dialogue and medical collaboration, and to advance a just and lasting peace in the Middle East.
( L'Alleanza per il Medio Oriente di scenziati e medici è un gruppo di arabi, palestinesi, ebrei e israeliti dell'Università di California, San Francisco. Il nostro intento è di promuovere reciproca compresione, rispetto e fiducia fra la nostra gente attraverso il dialogo e la collaborazione nel campo della medicina, e di far progredire una giusta e duratura pace nel Medio Oriente)





LETTERA AI FIRMATARI ISRAELIANI DELL'APPELLO "Protezione internazionale per i palestinesi"





Petizione per una commissione di inchiesta internazionale sui crimini di Ariel Sharon contro l'umanità.

La petizione da firmare è nel sito www.petitiononline.com/warcrime/petition.html

Leggere la versione italiana





ADESIONE ALL'APPELLO DEI CITTADINI ISRAELIANI

Alla richiesta di mobilitazione internazionale per sostenere i diritti del popolo palestinese, fatta propria dai firmatari dell'appello di 350 intellettuali, universitari e cittadini israeliani (Protezione internazionale per i palestinesi" da noi già pubblicato), hanno risposto prontamente numerosi ebrei italiani che hanno firmato l'appello "Non in mio nome". Ecco un altro appello che si schiera al loro fianco
Fra le tante prese di posizione che circolano in tutto il mondo in sostegno del diritto del popolo palestinese all'autodeterminazione, e contro la politica dello stato d'Israele di mantenimento degli insediamenti nei territori occupati, che rende impossibile una seria trattativa di pace con tutto quello che ne consegue, le più importanti sono quelle, sempre più numerose, che provengono da Israele stessa: l'attività di gruppi come Gush Shalom, Bat Shalom e tanti altri, che da anni denunciano le violazioni dei diritti umani dei palestinesi, fanno sperare che il popolo israeliano possa rendersi conto del vicolo cieco in cui lo ha condotto la politica di oppressione e di discriminazione dei suoi governanti e si incammini nella costruzione di una società più giusta e più capace di rispettare i propri vicini. Noi vogliamo in particolare rispondere all'appello di centinaia di cittadini israeliani (da noi pubblicato), per dire loro che non li lasceremi soli nella loro battaglia. Facciamo nostre le loro posizioni e le loro richieste e, aderendo a ciò che espressamente ci chiedono, faremo pressioni sul nostro governo e sull'Europa perché intervengano per creare le condizioni favorevoli a una ripresa di seri negoziati di pace.





La redazione di "unpodisinistra", con questa lettera di Feisal Husseini, Ministro per Gerusalemme della Autorità Nazionale Palestinese, pubblicata il 25 novembre su "il manifesto", vuole commemorare insieme la morte di Husseini e l'atroce assassinio di 20 ragazzi israeliani.
Husseini ci ricordava il pericolo che la protervia e la cecità dei governi israeliani, la faziosità degli USA e l'ignavia della Europa portassero i palestinesi alla disperazione e con essa al trionfo dell'integralismo islamico.
Chiediamo che ci sia ancora posto per la ragione, la laicità ed il dialogo.



Dopo di noi...

L' Europa deve sapere che se come palestinesi non saremo in grado di ripristinare il diritto e di avere un nostro stato indipendente con Gerusalemme est nostra capitale, se non si risolve il problema dei profughi e degli insediamenti, se non si risolve la questione palestinese, l'Europa deve sapere che la nostra leadership sarà l'ultima leadership laica e secolare, verremo spazzati via dalle forze più estremiste del mondo arabo islamico. Io voglio che mia figlia possa liberamente scegliere come vivere e non gli venga imposto nessun velo, io stesso voglio vivere liberamente nel rispetto delle regole che uno stato non confessionale sa darsi e nel rispetto della giustizia economica e sociale. Avrei voluto che Israele usasse il potere della logica nel trattare con noi, ha invece sempre usato, durante e dopo le trattative di Oslo, la logica del potere.
Siamo stati troppo pazienti, abbiamo creduto o abbiamo voluto credere che alla fine saremmo arrivati al riconoscimento se non della giustizia assoluta, almeno della possibilità di coesistere pacificamente tra due stati sovrani. Ma ora è difficile crederlo, e a noi non resta che lottare per i nostri diritti.
Guardate Gerusalemme est dopo la firma degli accordi di Oslo, la politica israeliana è stata la confisca delle carte d'identità ai palestinesi che, pur essendo nati e vissuti qui, dovevano trasferirsi nei villaggi vicini per trovare una casa (perché Israele impediva qualsiasi costruzione di case nelle aree arabe di Gerusalemme). Hanno cercato di ridurre drasticamente la presenza dei palestinesi a Gerusalemme est, hanno demolito in continuazione case, ma soprattutto hanno chiuso la città ai palestinesi della West Bank e di Gaza, il che ha significato la chiusura di negozi, commerci, cliniche. Gerusalemme è per noi città sacra, e musulmani e cristiani palestinesi vogliono poter recarsi a pregare liberamente nei suoi luoghi sacri. Ma gli israeliani ce lo impediscono, dal 27 settembre sono ammesse solo le persone al di sopra dei 45 anni, il Venerdì o la Domenica i giovani fedeli sono costretti a pregare nelle strade adiacenti la moschea o la chiesa, avendo di fronte a loro uno schieramento di soldati armati e pronti a sparare nel caso volasse una pietra.
Ma, a parte la religiosità, Gerusalemme era - perché adesso è quasi morta - strumento di vita economica. Prima della chiusura il 35% dell'economia palestinese verteva su Gerusalemme. Gli insediamenti e la popolazione israeliana sono cresciuti enormemente, e nella città vecchia nella parte araba vi sono ormai molte case occupate da coloni, che appena arrivano issano la bandiera israeliana seguendo la vecchia logica della conquista militare. Sì, abbiamo pazientato troppo. Ci siamo fidati del potere della logica, la ragione e il diritto erano dalla nostra parte. Tutto questo non vale quando dall'altra parte prevale la logica del potere.
Se la comunità internazionale non interviene subito per difendere la popolazione palestinese aggredita, se le trattative non riprendono su una nuova base (non il ritorno a Camp David puro e semplice, ma l'applicazione del diritto), sulla fine dell'occupazione militare, sulla restituzione dei territori, sugli insediamenti, su Gerusalemme e sul diritto del ritorno dei profughi o alla ricompensa, prevarranno le logiche della guerra, la nostra leadership secolare sarà sconfitta e lascerà il posto ai fondamentalismi. Le popolazioni arabe hanno manifestato e manifestano la loro solidarietà con noi, i governi arabi dovranno tenerne conto per la loro stabilità. Anche l'Europa deve tenerne conto, il Mediterraneo e il Medio Oriente non sono lontani dai vostri confini. La pace, giusta e duratura è necessaria a noi come agli israeliani. Noi l'abbiamo capito, fatelo capire anche a loro.
FEISAL HUSSEINI





Lettera al Governo italiano per la regolarizzazione degli immigrati

La redazione di "Un po' di sinistra" aderisce alla iniziativa per la regolarizzazione dgli immigrati e invita a sottoscrivere e inviare la seguente lettera agli indirizzi indicati.

Alla cortese attenzione
- dell'on.le Ministro dell'Interno Enzo Bianco
- dell'on.le Sottosegretario agli Interni Massimo Brutti
- del Capo della polizia dr. Giovanni De Gennaro
e, per conoscenza, dell'on.le Ministro del Lavoro Giovanni Salvi

La presente è per sollecitare, prima del passaggio delle consegne al nuovo governo, la soluzione di due problemi di grandissimo rilievo per una politica civile dell'immigrazione.
Ci riferiamo alle 30-40.000 pratiche di regolarizzazione avviate nel '98 e tuttora pendenti, e al numero almeno doppio di pratiche di rinnovo del permesso di soggiorno sospese per carenza della certificazione del reddito.

Crediamo che solo motivazioni politiche, che ora non dovrebbero più sussistere, abbiano ritardato finora una soluzione, del tutto possibile in sede amministrativa e nel quadro delle leggi e circolari vigenti.
Un prolungamento della situazione di stallo affiderebbe al nuovo governo il gravoso lascito di almeno centomila "nuovi clandestini": persone che vivono e lavorano in Italia, alla luce del sole, da un periodo di almeno tre anni, ma spesso da dieci anni o più.
Sono evidenti le conseguenze negative nelle relazioni sociali specialmente nelle aree urbane, ma anche e soprattutto nel mercato del lavoro e nelle relazioni sindacali.

Ci permettiamo di ricordare che il ministero in diversi incontri con i sindacati confederali e con l'associazionismo si era impegnato a risolvere:
a) il problema delle pratiche di regolarizzazione pendenti, alla luce dei princìpi generali del diritto amministrativo (possibilità di documentazione tardiva, prevalenza della documentazione idonea anche tardiva rispetto a quella precedente eventualmente inidonea, possibilità di revoca degli eventuali provvedimenti negativi in sede di autotutela della P.A.) e delle circolari del Capo della polizia, emesse rispettivamente nel maggio 1999 e nel marzo 2000 e tuttora vigenti, che consentono a sindacati e associazioni riconosciute e affidabili di attestare retrospettivamente la presenza in Italia purchè ne sia rimasta traccia nei rispettivi registri, e sollecitano i questori ad emettere i permessi anche nelle more degli accertamenti sull'idoneità delle stesse certificazioni;
b) il problema del rinnovo dei permessi di soggiorno per motivi di lavoro, alla luce delle disposizioni del T.U. sull'immigrazione (Decreto Legislativo 25 luglio 1998, n. 286) e del relativo Regolamento di applicazione (D.P.R. 31 agosto 1999, n. 394), che consentono l'autocertificazione del reddito e della liceità della sua fonte (D.P.R. 394/1999, art.13, co.2), sotto responsabilità dell'interessato, e comunque escludono (art. 22 co.9) una connessione fra perdita del posto di lavoro e perdita del permesso di soggiorno, anche alla luce della Convenzione Oli n.143.

E' evidente che nell'attuale situazione di totale difformità di orientamenti da parte delle varie questure, occorre ed è urgente una direttiva scritta e univoca, anche se essa si dovesse limitare a richiamare gli uffici all'applicazione delle norme e delle circolari già in vigore.

Ricordiamo che in casi particolari è sempre applicabile il dettato dell'art.5 del D.L. 286/1998, che consente
a) il rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno richiesto, quando siano sopraggiunti nuovi elementi utili o quando ci si trovi di fronte a irregolarità amministrative sanabili (art. 5, co.5);
b) il rilascio e rinnovo di un permesso di soggiorno per motivi umanitari (art. 5, co. 6);
c) il rilascio e rinnovo di permesso di soggiorno diverso da quello richiesto, quando, mancando i requisiti per quest'ultimo, siano soddisfatti quelli previsti dalla legge per il primo (art. 5, co. 9).
L'applicazione congiunta di queste disposizioni consentirebbe di sottrarre alla clandestinità e al lavoro nero o servile un gran numero di lavoratori stranieri, che da questo governo hanno atteso con fiducia una speranza di futuro.

Nella stessa logica di "stabilizzazione della permanenza legale", auspicata dal Documento programmatico appena pubblicato dal governo per l'anno in corso, chiediamo infine una riformulazione della circolare emessa il 4 aprile 2001, che detta criteri più restrittivi di quelli previsti dalla legge per il rilascio della carta di soggiorno.

Nell'attesa di un sollecito riscontro, e nella fiducia che l'ultimo atto del governo in materia sia un atto di solidarietà e responsabilità sociale, Vi porgiamo i migliori saluti.

………………………………………………………

(Rif.: Coordinamento cittadino sull'immigrazione c/o S.r.m., via Firenze 38 Roma, tel. 06.48905101, fax 06.48916959)





Due documenti molto importanti.
Le 80 tesi di Gush Shalom per un nuovo fronte pacifista.
Il documento di "Ebrei italiani per la pace".

Gush Shalom (la organizzazione pacifista israeliana da sempre in netto contrasto con la politica colonizzatrice di Israele) ha messo on line sul suo sito www.gush-shalom.org il documento "Dove abbiamo sbagliato/ 80 bozze di tesi per un nuovo raggruppamento per la pace".
I Cooperanti italiani in Palestina sul loro sito web.tiscalinet.it/intifada2000 hanno reso disponibile la traduzione in italiano di questo documento, che accludiamo.
Gush Shalom dice fra l'altro: " Noi pensiamo che è venuto il momento…. di una grande campagna per la revisione dei miti della storia del sionismo e di affrontare pubblicamente la verità sul conflitto fra israeliani e palestinesi….Noi accoglieremo i vostri pensieri, annotazioni ed emendamenti. Intendiamo dare inizio ad un grande dibattito nazionale ed internazionale". A questo grande dibattito on line, noi vorremmo partecipare e chiamarvi a partecipare.
Ugualmente importante per l'Italia il documento di un gruppo di ebrei italiani per la pace "Quel governo non ci rappresenta", apparso su "il manifesto" del 23 maggio 2001, che pure accludiamo.
Questo documento fa emergere, finalmente, gli interlocutori in Italia che i pacifisti cercavano e che avevano trovato in Israele in Gush Shalom. Abbiamo chiesto a questo gruppo contributi scritti per la nostra rivista, che pubblicheremo con gioia.
La redazione





Il Parlamento europeo condanna Israele

In netto contrasto con la politica dei Governi e della Commissione europea, il Parlamento europeo ha approvato una mozione (che qui riportiamo) che chiede ad Israele di porre fine alla costruzione di nuovi insediamenti nei territori occupati e all'ampliamento di quelli esistenti, di astenersi da un uso "eccessivo e sproporzionato" della forza, di versare alla Autorità Nazionale Palestinese gli introiti fiscali arbitrariamente trattenuti.
Chiede, anche, ai governi dei paesi europei di appoggiare alle Nazioni Unite la proposta di un invio di osservatori internazionali nei territori occupati.
Poiché, inoltre, ritiene che l'uso sproporzionato della forza e le punizioni collettive inflitte dall'esercito israeliano non siano compatibili con l'accordo di associazione in vigore fra Israele e la U.E., chiede al Consiglio e alla Commissione della U.E. di esaminare tali violazioni e di trarne le conseguenze, riferendone al Parlamento.
Infine, come richiesto dal gruppo pacifista israeliano Gush Shalom, chiede che le agevolazioni fiscali riservate ai prodotti di Israele non siano applicate anche ai prodotti di ditte israeliane provenienti dai territori occupati. Si deve evitare, cioè, di finanziare indirettamente gli insediamenti israeliani nei territori occupati e, soprattutto, di considerare implicitamente tali territori come parte di Israele.
Frank Frink






Abbiamo ricevuto da Shalom Bahbout in Israele e vi proponiamo

Netscape is currently taking another E-Poll which asks:
"Is Yasser Arafat doing enough to prevent attacks on Israelis?"
At this moment the numbers are against Israel by 7% to 93%.
Arab groups have recently become very active in asking their members to vote, so the percentages may quickly change even more against Israel.

Please vote by clicking on the address below. home.netscape.com/ex/shak/international/packages/mideast




Un appello di 350 intellettuali, universitari e cittadini israeliani
Protezione internazionale per i palestinesi

"Noi, cittadini di Israele, siamo estremamente preoccupati per il rapido deterioramento delle condizioni dei palestinesi nella Cisgiordania e nella striscia di Gaza.

Consideriamo gli insediamenti ebraici nei territori occupati da Israele nel 1967 un atto continuato di aggressione nei confronti del popolo palestinese.
Massicce costruzioni di nuovi insediamenti e l'espansione di quelli esistenti sono continuate senza sosta anche dopo la firma degli accordi di Oslo. (...) Questo è uno degli elementi più gravosi dell'occupazione israeliana (...).
Mentre condanniamo decisamente gli atti di terrore contro i civili, consideriamo
legittima la rivolta palestinese contro l'occupazione coloniale. Anche se tra le vittime di questa rivolta vi sono molti israeliani innocenti, consideriamo che non possa esserci simmetria militare tra occupanti e occupati.
L'occupazione stessa è moralmente e politicamente sbagliata: l'uso eccessivo della forza da parte di Israele per imporre le sue regole contro una resistenza palestinese crescente è totalmente inaccettabile.
L'esercito israeliano ha usato armi letali contro manifestanti disarmati uccidendo quattrocento palestinesi dall'ottobre 2000, tra di loro circa settanta erano giovani inferiori ai sedici anni, e ferendone altre migliaia.
Per rappresaglia contro gli attacchi palestinesi Israele ha bombardato e colpito obiettivi nelle città palestinesi. Il controllo israeliano sulle strade principali della Cisgiordania ha diviso il territorio palestinese in una serie di ghetti isolati.
Questo ha pesantemente danneggiato l'attività economica palestinese, spingendo sempre maggiori settori di popolazione sotto la soglia di povertà a tal punto che alcune aree sono ridotte alla fame.
Le operazioni israeliane hanno interrotto i servizi sanitari di emergenza, trasporti e educazione.
I civili palestinesi non sono solo maltrattati dai militari israeliani, ma anche esposti alle minacce e alle aggressioni dei coloni.
I danni psicologici causati da anni di intimidazioni, ansia, perdite, umiliazioni e lutti sono incalcolabili. (...) Riconosciamo la complessità di una situazione in cui è spesso difficile distinguere tra atti legittimi di resistenza palestinesi e atti inaccettabili di terrorismo e tra una politica israeliana di legittima difesa e atti di terrorismo di stato.
Ma la complessità di questa situazione non può né diminuire la nostra responsabilità né farci tacere. E' nostro obbligo morale come cittadini israeliani esprimere solidarietà con la lotta dei palestinesi per la libertà, e fare il possibile per proteggere la popolazione (...).
Sollecitiamo cittadini, amici e colleghi in tutto il mondo ad alzare con noi la voce contro l'occupazione e l'oppressione dei palestinesi.
Chiediamo un immediato intervento internazionale per mettere fine al massacro di esseri umani che rivendicano l'elementare diritto alla libertà.
Premete sui vostri governi perché vadano oltre le deboli condanne di Israele per promuovere una forza internazionale di pace che possa aiutare a proteggere i palestinesi dall'aggressione israeliana e facilitare la ripresa di negoziati seri tra le parti in conflitto".
Questo appello è già stato firmato da circa 350 intellettuali, universitari e cittadini israeliani.

Per le firme contattare:
Yaron Erzahi:
mshruth@mscc.huji.ac.il
Ruth HaCohen: mshruth@mscc.huji.ac.il
Hannan Hever: hever26@post.tau.ac.il
Ana Matar: matar@post.tau.ac.il
Adi Ophir: adiophir@post.tau.ac.il

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Per interventi, suggerimenti e lettere, scrivete a:
frankfrink@unpodisinistra.it


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