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(da "Metamorfosi - quaderni di architettura", n. 31 - 32 del dicembre 1996)
Francesco Rutelli: Il ritorno della bicicletta nelle strade di Roma
Le piste ciclabili sono quasi un mito, uno dei più sani e attuali della nostra società, simbolo di città moderne e vivibili, che offrono ai cittadini la possibilità di una diretta fruibilità del territorio urbano. Creare a Roma, ma dovremmo certo dire più correttamente "ricreare", le premesse per un ritorno significativo all'uso di uno dei mezzi di trasporto più classici e meno dispendiosi sotto svariati aspetti, è un obiettivo concreto che ci siamo posti, per ricostruire un rapporto tra la città ed i suo abitanti, legato concretamente all'attuazione di singoli interventi che siano coerenti con un disegno più generale di sostenibilità ecologica e razionalità dei trasporti. Uno di questi interventi è senza dubbio rappresentato da una presenza diffusa e significativa di piste ciclabili.
La nostra Amministrazione, con la realizzazione dei 120 Km di percorso ciclabile previsti, mira a dotare Roma di percorsi sicuri, mettendo in collegamento aree di alto valore ambientale in un sistema unitario, funzionale alla diffusione della bicicletta come una ulteriore alternativa di mezzo di trasporto, e non solo di occasionale svago. Certo: un'alternativa parziale, data la vastità e la complicità del territorio romano e le difficoltà dell'orografia cittadine. Ma un impegno serio.
In questo numero di "Metamorfosi", illustriamo dunque i nostri progetti ed i reali tempi di attuazione di ciascuno di essi; ai molti appassionati e a tutti coloro che non attendono che di diventarlo, possiamo senza dubbio dire: "stiamo lavorando per voi". E per tutti noi, che amiamo le due ruote e vogliamo attraversare sempre più la nostra Roma in bicicletta.
Francesco Rutelli (sindaco di Roma)
Walter Tocci: Mobilità e sistema ciclabile a Roma
Per decenni, l'idea della mobilità è rimasta legata alltuso dell'automobile Tale impostazione ha prodotto squilibri profondi nel tessuto urbano di Roma, non solo per i danni, ormai evidenti, in termini di traffico e di inquinamento ambientale, ma anche per i disagi che, in questo modo, si sono determinati per gli stessi automobilisti, ogni giorno alle prese con l'ingorgo e con la ricerca affannosa del parcheggio.
Nel frattempo, il trasporto pubblico, e in generale collettivo, è stata degradato o ridotta ai minimi termini, con l'accumulo di paurosi disavanzi nelle aziende, lo smantellamento delle rotaie del tram e un'assoluta inerzia per le nuove infrastrutture, dalle metropolitane ai parcheggi. Mentre la città cresceva. e subiva profonde trasformazioni urbanistiche - come quella che ha espulso residenze del centro e allargato i confini verso l'hinterland -, le vecchie amministrazioni hanno continuato ad affrontare il problema della mobilità in un ottica unilaterale, centrata sull'automobile e incapace di affermare una cultura dell'integrazione fra le diverse modalità di trasporto.
Stiamo cercando di recuperare il tempo perduto. Non è solo un problema di spostamenti, ma anche di cultura profonda di una metropoli: "mobilità" significa anche un diritto a godere della propria città, a scoprirne aspetti di bellezza e socializzazione che, altrimenti, ci resterebbero nascosti. Il nostro tentativo di definire una vera e propria rete cittadina delle piste ciclabili si colloca in questa prospettiva: una prospettiva che intende coniugare il discorso sulla mobilità con quello sulla qualità urbana.
La nuova Giunta - insediatasi a fine '93 - ha trovato in eredità tre lotti di pista ciclabile, realizzati in occasione dei Mondiali '90: si tratta dei 14 Km che, dalla diga di Castel Giubileo (all'altezza dei Gra Nord) arrivano fino a Ponte Risorgimento. Il difetto di quell'intervento era l'improvvisazione, - l'antico vizio di realizzare un "coriandolo" di struttura senza un piano di rete sostenibile e articolato, capace di dargli un senso nel sistema urbano e di proiettarlo nel futuro.
Per questo, il nostro primo impegno è stato di elaborare uno schema direte principale delle piste ciclabili, che diverrà parte integrante e qualificante del Piano Generale del Traffico Urbano, che sarà presto discusso e approvato dal Consiglio Comunale. Il progetto riguarda un sistema ciclabile "a rete" elaborato sulla base di uno studio attento alla morfologia territoriale, alla fattibilità e al minor grado possibile di inquinamento atmosferico.
Anche sotto il profilo morfologico, Roma presenta grandi potenzialità per la realizzazione di un avanzato sistema ciclabile. Sono due, secondo noi, gli assi principali lungo i quali può snodarsi una suggestiva e utile rete: in primo luogo le sommità arginali e i lungotevere delle zone periferiche; in secondo luogo le banchine del centro storico. Sono percorsi che si prestano particolarmente alla realizzazione di itinerari ciclabili, anche per la loro posizione sostanzialmente pianeggiante.
Ma il sistema ciclabile acquista un "valore aggiunto" in una realtà come Roma, proprio in termini di qualità urbana. Nell'area centrale. per esempio, il sistema ciclabile diverrà uno straordinario strumento di fruizione del patrimonio storico e archeologico:
collegando l'itinerario con alcuni dei luoghi monumentali più significativi, da Piazza del Popolo a Piazza di Spagna, da Fontana di Trevi ai Fori Imperiali, esso potrà divenire un elemento strategico di valorizzazione delle bellezze inestimabili della Capitale, oltre che, ovviamente, una efficace struttura di mobilità.
Inoltre, proprio nell'area centrale e semicentrale, i percorsi ciclabili saranno integrati con un vasto programma di pedonalizzazioni: la formula "pedoni+bici", senza la presenza delle automobili, consentirà di riscoprire alcuni fra i luoghi più belli di Roma.
Il "valore aggiunto" in termini di qualità urbana, che può derivare dal piano di rete delle piste ciclabili, non si arresta però al centro storico. Il sistema cictabile diviene una grande occasione per Roma per almeno altre due ragioni. In prima luogo, esso consentirà di avviare concretamente il processo di riqualificazione di realtà degradate esistenti lungo il Tevere, spesso caratterizzate da un forte abusivismo: come lungo l'asse Magliana-Portuense, con l'avvio del Parco Tevere Sud. In secondo luogo, la realizzazione della rete di piste ciclabili sarà un'occasione di recupero delle aree periferiche, che ne saranno interessate e verranno così collegate con le zone centrali.
La realizzazione di una rete urbana di percorsi ciclabili e ciclopedonali, che dal centro storico si possano irradiare fino alla periferia, rappresenta così un significativo elemento di qualità urbana, di recupero e di valorizzazione della città. La maglia diffusa dei percorsi incentiverà l'uso della bicicletta, che dovrà essere sempre più e sempre meglio legato alle possibilità di scambio intermodale con altri mezzi di trasporto.
Walter Tocci (vicesindaco e assessore per le Politiche della Mobilità del Comune di Roma)