AMICO QUARTIERE
Urbanistica



La relazione di Cinecittà
Marcello Paolozza

RELAZIONE DEL 19.11.2004

L’ultima indagine di Eurostat, l’ISTAT europeo (come riportava il Corriere della Sera del 25 ottobre u.s ) pone Roma al primo posto, per il numero di morti e feriti sulle strade, tra 14 capitali europee messe a confronto (Londra, Dublino , Parigi, Berlino, Helsinki, Stoccolma) 362 morti all’anno, quasi uno al giorno, 8,37 morti o feriti in incidenti stradali gravi su ogni 1000 abitanti. Con distacchi abissali seguono Copenaghen al secondo posto con 1,47, Londra 0,85, Berlino 0,59, Parigi 0,40.
Solo la polizia municipale (escludendo quindi polizia stradale e carabinieri) ha contato, tra il luglio 2003 e giugno 2004, 176 persone decedute in 47.381 incidenti, e ben 24.642 feriti. Proprio la Palmiro Togliatti tocca il record con 6 vittime, segue la Prenestina (5). Nello stesso periodo la Casilina ha contato 931 incidenti gravi, la Tiburtina 848, la Predestina 779 e la Tuscolana 690. A Roma si muore e ci si ammala anche d’inquinamento atmosferico ed acustico prodotto dalle automobili e dalle moto, proprio e soprattutto nelle periferie!
A questo riguardo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità parlano chiaro: solo gli sforamenti dei limiti delle Pm10 (le cosiddette polveri sottili) nel corso del 2003, sono stati causa a Roma di oltre 200 decessi prematuri, inoltre sono in costante e pauroso aumento tutte le malattie respiratorie e cardiovascolari provocate dall’inquinamento acustico ed atmosferico, ed in particolare i tumori polmonari, le bronchiti croniche, i disturbi del sonno tra gli adulti, le malattie asmatiche tra i bambini. Gli esperti dicono che ormai un bimbo su 4 soffre di asma!
Questo per ricordare che quando siamo chiamati a parlare di mobilità, parliamo di una vera e propria guerra che tutte le mattine centinaia di migliaia di noi debbono affrontare per andare a lavorare, studiare, curarsi. Una guerra che fa morti e feriti!
Dati così sconvolgenti in un altro paese scuoterebbero le coscienze, susciterebbero indignazione, il traffico e le morti da traffico diverrebbero un vero e proprio problema sociale. Invece …. Niente! Ormai il morto sulla strada è una “non notizia”, i giornali ne parlano solo se l’incidente provoca una strage, come il 1 novembre al Gianicolo dove in un colpo solo ci sono stati due mori e tre feriti gravi.
Eppure è chiaro a tutti noi che questi dati sono legati a dei fattori strutturali:
· la presenza di 2.400.000 autoveicoli e 1.000.000 di moto e motorini (con 952 macchine ogni 1000 abitanti Roma detiene il poco invidiabile record del più elevato rapporto di auto per abitanti);
· la percentuale di cittadini che utilizza il mezzo pubblico per i propri spostamenti è ormai ridotta al 30%;
· il trasporto pubblico si svolge per il 70% su gomma e solo per il 30% su ferro. A Roma solo il 10% della mobilità totale si svolge su ferro, e cioè col mezzo di trasporto pubblico meno inquinante e più sicuro.
Questo numero abnorme di mezzi privati non solo uccide ma strangola la vita sociale, economica, culturale dei nostri quartieri, intasando le consolari, le tangenziali, perfino le più piccole strade delle nostre periferie, dalla mattina alla sera.
Eppure il semplice buon senso comune aiuta a capire cosa sarebbe necessario fare! Non nascondere le auto nei garage e nei tunnel sotterranei, da dove prima o poi, in qualche parte della città dovranno pur uscire, per continuare ad uccidere e inquinare. Non costruire nuove strade o allargare quelle esistenti, perché l’esperienza ha dimostrato che è proprio l’offerta di nuove strade a generare la domanda di traffico privato, in una spirale senza fine.
La soluzione è una sola: ridurre drasticamente il numero delle auto e delle moto circolanti per la città e rilanciare contemporaneamente il trasporto pubblico, soprattutto su ferro, in modo da riequilibrare in maniera incisiva a favore di esso l’offerta di mobilità.
Dobbiamo riconoscere che da anni i nostri Amministratori affermano o scrivono continuamente in decine di documenti che la soluzione della questione “mobilità” a Roma deve essere ricercata nello sviluppo del trasporto pubblico, in specie di quello su ferro.Purtroppo però sembra proprio che tra il dire e il fare….. la pratica sia ben altra!
I progetti, per promuovere il trasporto pubblico, in specie quelli previsti dalla “cura del ferro” rimangono nel cassetto, oppure vengono realizzati con lentezza esasperante, per mancanza di fondi o per “insormontabili” difficoltà finanziarie, progettuali o tecniche. Tutti problemi che vengono invece superati in tempi rapidissimi se si tratta di realizzare nuove gallerie, ponti, terze corsie e nuove strade per le automobili!
Nei nostri quartieri questa realtà si riproduce in maniera precisa!
Il Nuovo Piano Regolatore Generale in teoria prevede la realizzazione di un unico grande corridoio della mobilità (concepito in due tronconi contraddistinti rispettivamente dalle sigle T3 e T4), dedicato al trasporto pubblico e destinato a collegare la parte nord della città con quella a sud, da Saxa Rubra all’EUR, passando per la Togliatti e per Tor Carbone. Magnifico si direbbe! Per la prima volta si contempla la realizzazione di una grande struttura di mobilità pubblica e collettiva non più radiocentrica ma tangenziale rispetto al centro della città, imperniata, su una linea tranviaria, poco costosa per essere realizzata e gestita, in sede propria, dunque protetta, veloce, ecologica.
Poi in pratica il Comune, o forse sarebbe meglio dire una parte dell’Amministrazione Comunale, opera concretamente da molti mesi per ridimensionare e modificare le previsioni stesse del NPRG. Si attivano o si programmano una serie di interventi sulla mobilità privata e pubblica finalizzati alla realizzazione di una grande strada di scorrimento veloce per le auto, un piccolo raccordo anulare interno, da Colli Aniene sino alla Cristoforo Colombo, alla Laurentina, per raggiungere il centro direzionale dell’Eur. Una vecchia idea che alcuni amministratori Capitolini covano dal 1995 e forse sognano oggi di realizzare!
L’intero progetto del corridoio di trasporto pubblico T3, quello da Saxa Rubra a Cinecittà, è stato declassato, tra gennaio e giugno del 2004, a semplice “corridoio veloce”. In sostanza verrà asfaltato lo spartitraffico centrale della Palmiro Togliatti, dove sarebbe dovuto passare il tram, utilizzandolo per fare parcheggi, o in altri punti per far transitare una nuova linea di autobus (ovviamente sempre e solo su gomma,) solo da Ponte Mammolo a Cinecittà.
In un colpo solo sono scomparsi, per quel che è dato sapere:
· la realizzazione della linea tranviaria tra colli Aniene e Saxa Rubra, tagliando così fuori completamente il IV Municipio;
· il ponte sull’Aniene destinato a far transitare la linea tranviaria prevista dal NPRG;
· l’adeguamento e riqualificazione del tratto esistente di via Togliatti tra ponte Mammolo e via Tuscolana, e gli interventi di mitigazione ambientale e l’eliminazione delle intersezioni con le strade consolari, per realizzare la linea tranviaria.
Si badi bene che il costo dell’opera, ha dichiarato l’Assessore di Carlo, è previsto in 12 milioni di euro, ovverosia l’intero ammontare dei fondi disponibili per la mobilità nel bilancio 2004.
Al tempo stesso, all’inizio di giugno, la Giunta comunale ha approvato il progetto dell’ASTALDI per il tunnel sotto il parco dell’Appia, riservato unicamente alle auto private con pagamento di un pedaggio, mentre si evita ancora oggi di realizzare il previsto corridoio di trasporto pubblico T4, da Cinecittà a Laurentina-EUR.
Fatti gravi questi, il cui accadere ha fatto arrabbiare e preoccupa noi e moltissimi cittadini dei nostri quartieri.
Perché siamo convinti ancora oggi che la soluzione più funzionale, più ecologica, sostenibile, rapida ed economica, sia ancora oggi quella di utilizzare lo spartitraffico centrale della Palmiro Togliatti e la sede protetta dei viadotti dei Presidenti nel IV Municipio, per realizzare una linea tranviaria Saxa Rubra – Cinecittà.
Perché riteniamo che la soluzione dei problemi di mobilità nel quadrante sud-est della città debba essere ricercata partendo dal trasporto pubblico su corsia protetta, e dunque nella realizzazione del corridoio T4 previsto dal NPRG, riprogettando magari l’assurdo tracciato previsto all’interno del Parco degli Acquedotti.
Perché siamo convinti della necessità di liberare il territorio del Parco dell’Appia dal traffico di attraversamento che lo attanaglia e di risolvere i gravi problemi che il quadrante sud-est della Capitale vive a causa dell’inarrestabile aumento del traffico privato.
Perché riteniamo che il progetto di realizzazione del sottopasso, presentato dalla Ditta Astaldi e fatto proprio dall’Esecutivo Comunale, presenti gravi e numerosi motivi ostativi che riguardano la sua sostenibilità economica, sociale, urbanistica ed ambientale.
Queste cose pensiamo, le abbiamo scritte nel nostro documento, le argomenteranno, certamente con più autorevolezza e più approfonditamente, il Prof Antonio Tamburino e i rappresentanti dei CdQ che interverranno dopo di me.
Quel che però più ci ha irritato e letteralmente fatto infuriare, è che tutte queste decisioni siano state prese in barba ad ogni principio e garanzia di partecipazione dei cittadini!
La mancata redazione ed adozione, dopo ben 14 mesi, del Regolamento Comunale della partecipazione, come previsto dall’art. 15 comma 8 delle norme tecniche di attuazione del NPRG. rende praticamente impossibile oggi ai cittadini di partecipare alla discussione e definizione delle grandi infrastrutture di mobilità presenti nel NPRG, favorendo così oggettivamente chi vuole snaturare le stese indicazioni del NPRG, osteggia l’adozione di scelte innovative nel campo della mobilità sostenibile, vuole continuare a privilegiare il trasporto pubblico e soprattutto privato su gomma!
Quel che però colpisce è la scientificità con cui molti settori dell’Amministrazione capitolina hanno attentamente evitato di attivare processi di partecipazione reale dei cittadini, di comunicare loro e di informare riguardo i progetti che intendono attivare, perseguendo l’obiettivo di porli, in definitiva, di fronte al fatto compiuto!
Il “corridoio della mobilità” destinato a sostituire la tranvia è stato presentato ai cittadini dall’ATAC e dal V Municipio il 23 giugno, nel corso di un’unica e semi-clandestina assemblea presso la scuola G. Rodari a Colli Aniene, dopo un confronto con i municipi 10°, 8°, 7° e 5°, i quali, ci risulta, si sono ben guardati dall’avviare alcun confronto pubblico con i cittadini.
La gara è stata silenziosamente pubblicata pochissimi giorni dopo e per quello che ne sappiamo, dovrebbe essere già scaduta il 22 settembre u.s.! Tra qualche giorno, temiamo, inizieranno i lavori! Il tunnel sotto il parco dell’Appia Antica è stato approvato, nonostante che dai vari Dipartimenti Comunali interessati provenissero varie perplessità, se non critiche, di ordine ambientale, archeologico, idrogeologico, e nonostante non si sia stato attivato il benché minimo meccanismo di partecipazione con i cittadini coinvolti. Ciò ha indotto il WWF Lazio e la sezione di Roma di Italia Nostra a presentare a fine luglio ricorso al TAR del Lazio, denunciando un eccesso di potere per erroneità dei presupposti.
Ancora una volta la partecipazione è stata considerata come una bandiera buona per essere sventolata propagandisticamente nelle pubbliche manifestazioni o citata populisticamente nei documenti e nei programmi politici, e non per quello che è: il migliore strumento che i nostri Amministratori, chiamati a governare una società sempre più multiforme, hanno nelle loro mani, per evitare di fare scelte sbagliate, per individuare soluzioni adeguate ad affrontare problemi sempre più complessi, per garantire lo sviluppo salubre e sostenibile, il progresso della città.
Giudichiamo poi quel che è accaduto assai grave perché non attivare, in questa occasione, processi di reale partecipazione ha significato perdere ancora una volta l'occasione di fare cultura. Non la paura, non la diffusione di quantità incredibili di dati sulla crisi ambientale della nostra città, ma la partecipazione è infatti il principale se non il solo strumento per far crescere tra i cittadini, la consapevolezza della crisi ambientale che Roma oggi è chiamata ad affrontare.
Per questo oggi chiediamo di sospendere, con gli strumenti che la normativa consente, l’implementazione di progetti approvati e finanziati, senza che sia mai stato attivato quel processo di reale partecipazione dei cittadini, che la normativa europea e le stessi leggi italiane prevedono e prescrivono.
Ma soprattutto e prima di tutto chiediamo:
1) il recupero attraverso un processo di partecipazione del vecchio progetto della Tramvia Cinecittà Fidene in luogo del bus tra Colli Aniene e Cinecittà, in fase di imminente realizzazione.
2) l’attivazione di un meccanismo partecipativo riguardante il progetto di un futuro tunnel sotto il Parco dell’Appia Antica.
3) il contestuale avvio di una fase di progettazione aperta a contributi partecipativi per il corridoio di mobilità pubblica previsto tra Cinecittà e Laurentina EUR.
In linea generale chiediamo che, nelle more dell’approvazione del Regolamento della Partecipazione, il Comune apra immediatamente ed ufficialmente un processo partecipato, per progettare un nuovo sistema di mobilità, pubblica e privata, sostenibile per la periferia nord orientale e sud di Roma, da Colle Salario alla Laurentina, da presentare e sottoporre al pubblico dibattito in una Conferenza Cittadina, non oltre il mese di maggio 2005.
Si chiede, altresì, che l’Amministrazione Comunale sostenga tale processo con adeguati strumenti d’informazione e comunicazione, e reperisca le competenze, le risorse tecniche e finanziarie, indispensabili a garantire il pieno coinvolgimento e la reale partecipazione ad esso delle Associazioni Ambientaliste, dei Comitati e delle Associazioni di quartiere, dei semplici cittadini.. In questo senso sin da oggi chiediamo agli amministratori, che oggi sono qui e che ringraziamo per aver raccolto il nostro invito, risposte chiare e di verità.
Ai rappresentanti eletti al Comune e a quelli eletti nei Municipi di sostenerci nelle nostre richieste, prima di tutto con un chiaro, pubblico, ufficiale pronunciamento in tal senso.
Una cosa, tuttavia deve essere chiara a tutti voi:
profondamente convinti della giustezza delle nostre richieste, confortati dal consenso che incontriamo tra i cittadini e dal sostegno che riceviamo da molte forze ambientaliste, non intendiamo recedere dal cammino che abbiamo intrapreso.
Di fronte a risposte negative o ipocritamente interlocutorie, informeremo di ciò i cittadini, li chiameremo a mobilitarsi, a lottare, utilizzeremo tutti gli strumenti che la normativa europea ed italiana offre oggi in tema di partecipazione dei cittadini alle scelte di governo, per assicurare nei nostri quartieri ed in questa città un futuro salubre e sostenibile, una migliore qualità della vita per noi ed i nostri figli.

Roma, lì 19/11/2004

Marcello Paolozza



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