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SI PUO' CAMBIARE DESTINAZIONE D'USO? QUALI CONSEGUENZE COMPORTA?
Sul destino di Piazza Corazzini e le mire speculative di Villa Tiberia su quel fazzoletto di verde abbiamo ricevuto questo comunicato del Prc: «La vicenda del cantiere di P.za Corazzini è arrivata ad un punto importante se non decisivo. I lavori sono stati sospesi sulla base di una determinazione dell''Ufficio Tecnico del Municipio IV emessa sulla base della constatazione di abuso fatta dai Vigili Urbani IV Gruppo. Secondo quanto si legge nella comunicazione fatta dai Vigili infatti la violazione è per "opere prive del permesso di costruire" in quanto la concessione edilizia No.1036/C del 25/09//2002 sarebbe decaduta. Come si dice familiarmente, ora "le chiacchere stanno a zero" e la parola è agli organi competenti per dirimere l'intricata matassa magistralmente e meritoriamente resa pubblica dal Comitato S.Corazzini Verde (per chi vuole leggere tutta la storia, basta visitare il loro sito www.piazzacorazzini.it).
Per parte nostra diciamo che i Vigili Urbani hanno permesso di mettere a nudo il gioco, piuttosto ambiguo, secondo il quale chi compra un terreno da un soggetto titolare di concessione edilizia diventa esso stesso titolare del diritto di costruire pur variando sostanzialmente la destinazione d'uso originaria. Che l'intenzione di Villa Tiberia sia quella di estendere la sua capacità ricettiva costruendo una nuova struttura a P.za Corazzini è infatti palese dalle parole del responsabile stesso: basta andare a chiederglielo come abbiamo fatto noi. Con tanti saluti alla pianificazione urbana ed alla valutazione dei carichi urbanistici implicati da scelte costruttive diverse: una cosa è una sala polifunzionale (oggetto della concessione edilizia originaria) con parcheggio interrato ad uso pubblIco, un'altra cosa è una palazzina di quattro piani destinata a clinica con due/tre piani interrati di parcheggio riservato ai clienti (al consigliere Borgheresi, editore de l'ECO della Quarta, cui non manca lo spirito, suggeriamo di pubblicare nel prossimo numero lo stesso modello virtuale ma questa volta visto con le spalle a nord : cosa c'è dietro il giardino?).
Con la sospensione dei lavori la parola può tornare alla politica, quella vera, e cioè quella che è capace di discutere, valutare e decidere, insieme a tutti i cittadini e le parti interessate, quale sia la sistemazione da dare ad una porzione di territorio su cui esistono progetti diversi: piazza pubblica, parcheggio, parco, sala polifunzionale. E solo se sostenuta dalla forza del consenso dei cittadini, un'amministrazione democratica potrà poi "trattare" con i poteri forti locali, come è già avvenuto in altre occasioni simili. Ammesso che ne "abbiano titolo".
Piergiorgio Rosso, Mario Canino, consiglieri PRC Municipio IV