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Guerra e Pace



Eroi? La discussione al Casale Podere Rosa



Alcuni interventi della discussione di martedi 27 al Casale Podere Rosa hanno affermato la più grande indifferenza sulla sorte dei 3 rapiti. Altri hanno insistito sul fatto che la responsabilità per la sorte dei tre non è dei pacifisti, ma di coloro che quella guerra hanno voluto. Siano a sbrogliarsela quelli che hanno voluto spedire il contingente italiano in Iraq, in altre parole. Nessuna disponibilità a subire ricatti, insomma.
Viceversa, altri interventi hanno voluto dichiarare l'importanza di salvare tre vite, senza stare a guardare la storia di quei tre, i motivi che li hanno portati laggiù, che ruolo ricoprivano. Tre vite da salvare, e se qualcosa si può fare, anche come movimento pacifista, quel qualcosa va fatto senza esitare.
Alcuni hanno detto che non ci si può tirare indietro davanti a una manifestazione contro la guerra, ma che non bisogna correre il rischio di mischiarsi con quelli che la guerra l'hanno voluta. A loro parere In modo molto visibile e netto il rnesf dovrebbe andare in piazza con le sue parole d'ordine di sempre.
Come si vede, nel social forum non c'è su questo una posizione univoca, come succede a volte in tutte le realtà vive. Nella seconda parte della plenaria l'analisi ha affrontato altri aspetti, meno legati ai fatti contingenti. Noemi Colombo, che ha comunque dichiarato la sua ferma intenzione di andare a manifestare il giovedi a Castel S. Angelo, si è domandata a che serve fare manifestazioni. Una domanda importante, visto che nonostante le più grandi manifestazioni della storia la guerra è lì, davanti agli occhi di tutti. Si tratta di un fallimento della strategia del movimento, oppure no? E allora nasce la domanda su che tipo di azione politica vada fatta. Continuare a manifestare in strada? E se si, limitarsi a questo o affiancare anche altri tipi di azioni? Sono stati fatti esempi: boicottaggi di compagnie petrolifere, volantinaggi alle pompe di benzina, boicottaggi di altri prodotti commerciali...
Cambiare la realtà? L'intervento di Noemi, che mentre esprimeva tutti i suoi dubbi sulla strategia delle manifestazioni ha molto insistito sul nostro compito di "cambiare la realtà", ha avviato un breve ma acceso scambio di pareri. E' stato opportunamente ricordato che le campagne di boicottaggio se non sono ben pensate e con una accurata selezione dei prodotti sono destinate a non avere esito alcuno. Altri hanno ricordato le "azioni" di taglio delle pompe, gesti che sono serviti solamente ad attirare condanne sul movimento.
Un ultimo intervento ha colto l'invito a riflettere sulla realtà da cambiare, e ha ricordato che il petrolio viene prodotto e venduto perchè c'è chi lo compra. E' necessario allora agire sul lato dei consumi, ad esempio lavorando sul tipo di organizzazione urbanistica e dei trasporti a Roma. Sarebbe molto utile, insomma, elaborare un progetto che dimostri l'inutilità del petrolio di Nassiriya. Ed è stato diffuso, a questo proposito, l'appuntamento del 6 maggio alla Sala Agnini a Viale Adriatico, in cui Legambiente e altre realtà locali parleranno proprio di mobilità.
(mv)



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