AMICO QUARTIERE
Guerra e Pace



Pensieri sparsi prima della parata militare
Fabio Lazzaroni


Passare col giornale aperto sulle notizie di guerra in mezzo alle strutture che ospiteranno la prossima sfilata militare del 2 Giugno è piuttosto inquietante.
Attorno a me tutto si muove in modo frenetico. Dagli operai intenti al montaggio delle impalcature, al traffico.
Già, il traffico. Fastidioso, caotico, invadente, prepotente, asfissiante, caciarone, disordinato, inquinante...
Mi guardo attorno. All'infuori dei resti archeologici non c'è nulla che non sia stato fatto o trasportato grazie al petrolio. Persino le aiuole e gli alberi vengono potati con l'ausilio di mezzi a motore.
Rifugio lo sguardo verso il cielo. Passa un aereo di linea. Altro petrolio. Ma è il progresso, mi dico, il progresso...
Un progresso, questo tipo di progresso, che ha portato la nostra società occidentale a comportarsi come un comune tossicodipendente che pur di ottenere la sua dose quotidiana di "energia" non esita a compiere qualche reato, senza più pensare al domani, suo e altrui, figli compresi.
Noi che siamo parte di questo sistema drogato non possiamo permettere che continui ad uccidere e a devastare l'ambiente per uccidersi. E' il trionfo della follia nella follia!
La "buona" politica è essenziale e perciò và vissuta in prima persona anche grazie alle nostre piccole, singole e quotidiane scelte.
La scala della Pace e della Nonviolenza parte dal basso, da noi.
Passare per i Fori è stato inquietante come leggere che le esportazioni di armi dall'Italia sono aumentate negli ultimi dieci anni del 94%! "L'Italia ripudia la guerra..."
Eppure le migliaia di maestranze impiegate nell'industria bellica credo abbiano gli stessi nostri bisogni e nutrano i nostri stessi desideri!
Il "bellico" è un settore che tira e la voglia di Pace non riesce a ridimensionarlo. C'è qualcosa che non và. Forse dovremmo far comprendere meglio e in fretta la sottile differenza tra "voglia" e "dovere" di Pace.
Il rapporto sfruttamento e utilizzo delle risorse e conflitti è sempre più intenso e lo sarà sempre più finché non si affermerà un diverso modo di vivere, di consumare, di pensare e sentire la nostra stessa Vita.
Dovremmo chiederci, tanto per fare un esempio, quanto costa in termini di risorse, denaro, tempo, democrazia, fame, paura, sangue quel litro di benzina in più, quella merendina coi 5 cereali, la carta igienica ai fiori di camomilla...
Quanto debito del 3° e 4° mondo verrebbe sanato con solo costo di qualche missile Tomhawack...
A volte non servono grandi discorsi. Basterebbe il semplice buonsenso con il coraggio di collocarlo in una dimensione più ampia, con la coscienza del proprio ruolo e di quello altrui per creare una società davvero armoniosa, priva di conflitti e densa di confronti.
Rispetto a questo non posso non temere quel che potrebbe accadere con il prossimo arrivo di Bush.
Non voglio che si ripetino i fatti di Genova e non voglio neppure che chi critica gli USA offra qualsiasi pretesto per chi lo vuole mettere alla stessa stregua dei terroristi.
Penso ad una manifestazione e a tante iniziative davvero pacifiche, nonviolente nei comportamenti e nelle parole.
Una Roma inondata dai colori dell'Arcobaleno, dalle strade piene di chi "incarna" la Pace, sorridente, attiva, matura, consapevole e determinata.
Fabio Lazzaroni



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