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Su questo tunnel sotto il Parco dell'Appia si è cercato di montare un maldestro equivoco.
Si è cercato (forse riuscendovi) di far passare l'idea che quest'opera da quasi 400 milioni di euro si debba fare perché esigenza vitale del Parco Naturale Regionale dell'Appia Antica. Serve al Parco.
Liberarlo dalle auto che lo attraversano. Qual più nobile intento? Ci si dice, senza riflettere.
Bene: proviamo a riflettere.
Ora, chi conosce questo Parco sa che ci sono minacce ben più gravi, come l'abusivismo dalle spalle forti. Ma concentriamoci sul traffico d'attraversamento. E' un problema per un parco? Sì, certo sicuramente ha degli impatti: fauna uccisa, frammentazione dell'habitat, inquinamento acustico, paesaggistico e atmosferico, rischio di rilascio di sostanze tossiche, casuale o meno. Purtuttavia ad oggi nessun Parco Regionale del Lazio ha mai chiuso al traffico nemmeno una carrozzabile. Ora perché togliere le auto da via di Tor Carbone? Perché di questo si tratta.
Per impedire che le povere volpi vengano investite? Ma allora bastavano 40mila euro per fare alcuni sottopassi per la fauna selvatica, come "corridoi ecologici" per superare la frammentazione del Parco.
Per togliere la vista delle auto e l'odore dello smog ai visitatori immersi nell'atmosfera della regina viarum? E' un fastidio che ci può essere, ma è limitato al massimo a poche decine di metri intorno all'incrocio.
Per dare un aiuto al trasporto pubblico, con una "strada verde" ad esso riservata (cioè al bus 765)? Ma l'ATAC lo sa? Ha predisposto un piano di potenziamento?
E poi, dove sta scritto chiaramente che via di Tor Carbone sarà destinata al trasporto pubblico? E' tutto molto fumoso. Sembra di capire che, quando ci sarà il tunnel, via di Tor Carbone sarà deserta non perché sarà vietato passarci con la macchina, ma perché il tunnel sarà così bello e veloce che tutti ci andranno. Tranne i poveri passeggeri del 765 che invece di un'autostrada dritta e veloce si dovranno accontentare di un bus su una stradina di campagna piena di curve.
Ma se anche venisse chiusa al traffico, ci siamo chiesti come? Con i varchi elettronici? Con le sbarre automatiche? Con i vigili? E chi paga tutto questo? E la notte, quando il trasporto pubblico non c'è, che si fa? Si riapre al traffico privato, così le povere volpi di prima rimangono spiaccicate? E magari le sacre vestali che accendono i fuochi la sera continuano a lavorare? E chi ci può passare su questa strada verde, oltre ai bus? I taxi? Le auto NCC? I pullman turistici? Le auto della Polizia stradale, provinciale, mortuaria, veterinaria, penitenziaria, municipale, Carabinieri, Finanza, Forestale, Guardiaparco, Auto blu, ambulanze, trasporto sangue, trasporto organi, ecc. ecc. ecc.? e i residenti? E gli amici dei residenti che li vengono a trovare nelle loro villone? E le biciclette? E i motorini? Già, perché il tunnel col suo fantastico sistema a Telepass taglia fuori tutte le due ruote, anche quelle di grossa cilindrata. E che facciamo, le autorizziamo a passare per via di Tor Carbone? Proprio i mezzi che fanno più rumore, sono più pericolosi e più inquinanti: complimenti!!
Inoltre, questa "strada verde" sarà terreno di battaglia politico-demagogica ad ogni elezione comunale: chi vorrà mantenerla, e chi prometterà di riaprirla ai poveri automobilisti. Alla fine il divieto cadrà, e avremo il traffico sotto e sopra.
Per di più, dovremo pagare di tasca nostra il fallimento del project financing. Uno dei più gravi motivi che ci ha spinto a fare ricorso contro l'approvazione del progetto è stato che non sono stati ascoltati i pareri negativi di molti tecnici, tra cui quello sulla sostenibilità economica dell'opera.
Fatevi i conti, 390 milioni di euro diviso 50mila passaggi al giorno diviso 35 anni, sono mezzo euro di pedaggio circa. Troppo, considerato che a tre km c'è il raccordo anulare. E chi la paga la manutenzione? E poi, anche qui ad ogni elezione i politici faranno a gara per promettere il sottopasso dell'Appia gratis x tutti i romani! Tanto, paga Pantalone (cioè i romani, anche quelli che non vanno nel tunnel).
A proposito, è sensato fare un tunnel di svariati km nella capitale della cristianità dopo l'11 settembre 2001? Anche senza evocare il terrorismo, in caso di incidente stradale, cosa succede? E di incendio? Ci sono vie di fuga? E aerazione? E' tutto compreso nei 390 milioni o ce ne accorgiamo dopo che gli impianti di sicurezza non sono stati previsti? E per le spese impreviste, chi paga? Il privato o lo Stato?
A proposito di condotti d'aerazione e vie di fuga: il tunnel sarà pure sotto lo strato archeologico, ma queste piccole gallerie di servizio? Ce le avremo qua e là in mezzo al Parco, il quale sarà obbligato a dare il nulla osta per la loro realizzazione (eh….per la sicurezza!!!) e ovviamente bucheranno lo strato archeologico (e se rovinano qualche reperto, pazienza) e saranno ottimi punti d'accesso per qualsiasi terrorista di serie C o anche per semplici vandali annoiati. Tanto stanno in mezzo alla campagna dove nessuno ti controlla.
Quanto ai problemi di geotecnica, siamo buoni e ipotizziamo che tutto vada secondo previsto e secondo budget.
L'opera sarà anche tecnicamente realizzabile, ma è molto probabile che dovrà essere finanziata con denaro pubblico ben oltre il 50%, e i presunti benefici al Parco Naturale Regionale dell'Appia sono quanto mai incerti, controversi e soprattutto instabili.In sintesi, che si dica chiaramente che l'intento è di muovere un bel po' di soldi, che fa piacere realizzare impianti tecnologici come le gallerie e poi percorrerle a 150 all'ora belli soddisfatti (per dimenticarsi, anche solo per pochi attimi, che ingorghi e semafori attendono di lì a poco), ma non ci si venga a raccontare che tutto ciò si fa per migliorare l'ambiente del Parco dell'Appia e per favorire il trasporto pubblico.