"Se mettete una rana in una pentola di acqua bollente, essa cercherà immediatamente di saltare fuori. Ma se mettete la rana in acqua a temperatura ambiente e non la spaventate, se ne starà ferma. Ora, se la pentola è su una fonte di calore, e se aumentate gradualmente la temperatura, succede qualcosa di molto interessante. All'aumento della temperatura da 21 a 27 gradi, la rana non farà nulla. Anzi, essa dimostrerà in tutti i modi di godersela. Con il graduale aumento della temperatura, la rana diventerà sempre più malferma, finché non sarà più in grado di saltar fuori dalla pentola. Sebbene non vi sia nulla che la trattenga, la rana resterà lì e bollirà. La spiegazione è semplice: l'apparato della rana, come quello di molti esseri viventi, preposto ad individuare le minacce alla sopravvivenza, non è in grado di rilevare i cambiamenti lenti e graduali."
Peter M. Senge - La quinta disciplina - Sperling & Kupfer


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.:cinque: Messaggi nascosti:.

Esistono diverse tecniche per comunicare dati e notizie senza far cadere in mani indesiderate quanto stiamo trasmettendo. Una tecnica che conosciamo tutti è quella che si attua quando strizziamo l'occhio a chi ci guarda. Il famoso "occhiolino". Siamo parlando con qualcuno e ad un tratto strizziamo l'occhio, oppure qualcuno fa il gesto rivolto a noi. Ci stiamo comunicando un accordo, un'intesa, ci stiamo dicendo cose non dette, che però comprendiamo benissimo. Parliamo in mezzo a tutti, eppure in quel momento riusciamo ad attivare un sistema chiuso al quale accediamo solamente noi e chi ha ricevuto il segno. Un po' come si vantano di fare i massoni, insomma. Salendo nella scala della complicazione del segno si arriva ai sistemi crittografici fino al recente lavoro dei servizi segreti, ossia quello di trasmettere via email alcuni files di immagine leggibili a tutti e quindi apparentemente innocenti, che però contengono stringhe di dati individuabili e decifrabili solamente da chi dispone della chiave di lettura e assolutamente invisibili ad altri.
C'è poi la tecnica del diramare un messaggio inserendovi un elemento che comunichi qualcosa, per esempio la veridicità o l'inattendibilità del messaggio stesso, ad una cerchia di persone non necessariamente definita dall'appartenenza a un qualche gruppo o associazione.
Stiamo parlando, per esempio, di certi spot pubblicitari che, pur non contenendo il messaggio esplicito, si rivolgono a persone che hanno abbracciato determinati modelli di vita o di aspetto fisico. Per capirci velocemente diciamo il target, anche se non intendiamo proprio quello.
Siamo comunque ad un livello evidente, niente a che vedere con le forme subliminali.
Orbene, vi invito a osservare la fotografia di Osama Bin Laden che per alcuni giorni è comparsa in tutte le televisioni e i giornali nazionali, e che allego per maggiore comprensione. L'immagine, come quasi tutte quelle sia fisse sia in movimento circolate in questi giorni, è stata ripresa durante un'intervista concessa anni fa da Bin Laden, all'interno di una piccola tenda da campo montata in una zona dell'Afganistan sotto il suo controllo. Si vede un uomo accovacciato, con le mani in grembo, faccia cordiale, barba tipicamente orientale. Giacca mimetica simile a quella delle truppe occidentali.
Attenzione: al polso destro (destro!) il soggetto indossa un orologio digitale (digitale!) di pura plastica nera (plastica!), marca Casio, che qualunque ragazzetto nostrano rifiuterebbe sdegnosamente in regalo. Prezzo in un normalissimo negozio italiano: lire 10.000 (diecimila). Prezzo in un paese arabo della zona petrolio: si rifiutano di venderli meno di dieci alla volta perché da loro costano una miseria e per così poco nemmeno si mettono le mani in tasca.
Possibile che uno degli uomini più potenti, ricchi, spietati e antioccidentali della terra si faccia riprendere con un simile oggetto addosso, messo bene in evidenza? E' talmente abituato a indossarlo che si è dimenticato di toglierlo? E' una fotografia fatta ad un poveraccio ignaro dell'uso che ne sarebbe stato fatto? E' un montaggio? E' un messaggio rivolto a chi? e quale messaggio? E' la strizzatina d'occhio fatta a chi deve capire?
Chissà.
E' un particolare assolutamente privo di significato? Non ci credo.

La rana che salta


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.:quattro: oppure:.

Perché mai i plenipotenziari degli otto paesi più industrializzati (ricchi?) della terra devono riunirsi de visu, ogni volta che vogliono fare il punto della situazione e prendere decisioni importanti?

Ragionandoci un minuto pare strano che al tempo d'oggi, con le possibilità di telecomunicazione offerte dalla moderna tecnologia, i rappresentanti degli otto paesi più ricchi del mondo devono vedersi a quattr'occhi per potersi confrontare sui fatti loro e nostri. Possibile che proprio loro ignorino sistemi di criptazione dei segnali, di codifica delle informazioni e dei dati, di videoconferenze che possono avvenire su frequenze segrete e protette? Pare strano.

Oppure… loro sanno bene che tutto quello che raccontano in tema di sicurezza e segretezza dei dati delle comunicazioni è una balla colossale, e che qualunque cosa esca dalle mura di casa può essere intercettata abbastanza facilmente e cadere in mani sconosciute o indesiderate.

Oppure… fare questo tipo di incontri ha lo scopo di soddisfare le voglie di turismo e di viaggio premio del loro codazzo di buffoni di corte, sul tipo della famosa spedizione in Cina di Craxi (lui e 60 persone al seguito, per tornare con meno di un pugno di mosche e dare modo alla satira nazionale di sghignazzare per mesi).

Oppure… l'incontro periodico di lorsignori ha solamente lo scopo di far sapere che esistono e si tratta della celebrazione di un rito con il quale comunicano e diffondono la realtà della loro presenza. Un sabba che li fa sentire vivi e li rafforza, come un rito satanico.

Già. chissà, per quale motivo reale lorsignori hanno bisogno di esibirsi in queste dispendiose e celebratissime parate, come se si trattasse di un'allegoria o di un torneo sportivo?

La rana che salta


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.:tre: tecnica:.

C'è una tecnica adottata da molte persone e organizzazioni che hanno visibilità pubblica, come certe formazioni politiche, sindacali, di categoria e di opinione, che permette di fare bella figura diffondendo i risultati che si sono conseguiti, anche se non corrispondono a quelli che si sarebbero dovuti raggiungere. Ci sono specialisti di questa tecnica che vivono insegnando a personalità della vita pubblica le modalità operative che è necessario seguire per godere appieno dei benefici di questa disciplina. Si chiamano consiglieri e formatori di immagine, consulenti di orientamento e via dicendo.

E' una tecnica vecchia come il mondo, che da noi è conosciuta con il nome di "vendere fumo" (uno dei tanti modi), nata assieme all'uomo e che da anni insegnano in molte scuole statunitensi di management, di leadership, e di comunicazione. La regola fondamentale di questa disciplina consiste nel non dire cose ben definite, non fissare date esatte, non assumere impegni precisi, dettagliati e circostanziati se siamo noi a doverli rispettare.

In uno dei testi che trattano l'argomento (G.A. Rummler - How to manage the White Space - Jossey-Bass 1990), appare a chiare lettere questo concetto: "Se non diciamo dove vogliamo andare, di qualsiasi viaggio potremo dire che ci ha portato a destinazione".

Questa scuola è stata frequentata da molti personaggi che i mass media ci propinano ogni giorno. Li potete riconoscere a prima vista, ossequiati e ossequiosi, intervistati e intervistatori, confessati e confessori a seconda delle circostanze. Non sbagliatevi: questi non sono venditori di pentole o di coperte, sono ministri di culti inventati per creare consenso

La rana che salta


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.:due: le formiche:.

Le formiche non hanno sviluppato il senso della vista né quello dell'udito, così ci dicono gli zoologi, quindi esse si muovono e riconoscono oggetti e ambienti in base a mezzi di percezione diversi da quelli degli uomini. Possiamo verificare che il comportamento della formica non cambia se gli avviciniamo un oggetto: essa non lo percepisce. Le formiche non vedono il piede che sta per schiacciarle e dunque non conoscono la causa di certe terribili morie che ogni tanto le colpiscono (il piede), ma probabilmente nemmeno si rendono conto che c'è stata una moria, perché gli animaletti non sanno che qualcuno, ogni tanto, cammina nel giardino. Con tutta probabilità non vedono nemmeno il giardino.

Il padrone del giardino (l'ammaestratore di formiche), pur sapendo di non essere percepito dai suoi animaletti vuole comunicare con loro, allora cerca di stimolare la capacità di intelligenza delle formiche ed escogita un sistema di ammaestramento adatto a loro: sceglie un piccolo gruppo di formiche e comincia a lasciare per terra, vicino al loro nido, dei granelli di zucchero secondo uno schema fisso.

Le formiche di quel gruppo trovano lo zucchero e lo portano al nido. L'ammaestratore mette di nuovo dello zucchero laddove le formiche lo hanno portato via.

Il piccolo gruppo di formiche si "addestra" a procurarsi del cibo memorizzando e seguendo lo schema che l'ammaestratore disegna con i granelli.

Dopo qualche tempo le formiche di quel gruppo hanno una caratteristica in più rispetto alle altre formiche: conoscono un sistema infallibile per procurarsi cibo in grosse quantità. Sono delle superformiche.

Ovviamente questi animaletti non attribuiscono la presenza del cibo all'azione di un ammaestratore (perché non possono percepirlo con i loro sensi), ma piuttosto ad uno schema che credono di aver scoperto e che mette in relazione un percorso geometrico, il rito di percorrerlo e la presenza dello zucchero.

E' desiderio di qualunque ammaestratore di essere riconosciuto dal suo soggetto e l'ammaestratore di formiche desidera che le formiche collaborino con lui, o almeno che ne riconoscano l'esistenza.

Finché le formiche già addestrate seguono lo schema logico di loro conoscenza, e finché l'ammaestratore mette i granelli di zucchero nell'ordine solito, non c'è nessun motivo per quelle formiche di postulare l'esistenza dell'addestratore, ossia di una entità che non possono percepire e alla quale, per di più, dovrebbero attribuire una intelligenza diversa dallo loro.

Quindi ad un certo punto l'ammaestratore, per mostrare la sua presenza, cambia un elemento dello schema geometrico secondo cui lasciava i granelli di zucchero sul terreno; di conseguenza le superformiche devono cambiare i gesti rituali che eseguivano per procurarsi lo zucchero. Alcune di loro percepiscono che esiste un nuovo ordine, analogo a quello di prima, ma diverso e che ciò è avvenuto non per loro volontà; percepiscono che la logica e il risultato dei nuovi gesti si integrano perfettamente con quelli vecchi perché con un rito analogo a quello di prima ottengono lo stesso risultato, ma il cambiamento è avvenuto senza alcun intervento da parte loro. Sono costrette ad ammettere che un fattore estraneo e sconosciuto può a suo piacimento cambiare l'ordine geometrico dei granelli e quindi che potrebbe esistere una forma di intelligenza diversa dalla loro.

La formica che postula l'esistenza di una intelligenza diversa ed ipotizza che la possibilità che ha sviluppato di ottenere cibo in grosse quantità non è frutto della propria intelligenza, si avvicina a riconoscere l'esistenza dell'ammaestratore, pur senza vederlo.

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.:uno: il gioco:.

Hanno inventato un gioco, anzi un "Gioco" del quale siamo tutti attori, ma ne ignoriamo le regole.

Questo "Gioco" consiste nel creare gruppi e classi che altrimenti non esisterebbero come tali a sé stanti (differenze etniche, religiose, fondate su partiti politici, Stati nazionali, ripartizioni territoriali, figure sociali e professionali: tecnici e venditori, laureati e diplomati, operai e impiegati, casalinghe e donne che lavorano, professionisti e hobbisti, introverso ed estroverso, meridionali e settentrionali, uomini e donne, nero e bianco, periferia e centro) ed ammaestrarli a guardarsi in cagnesco e disprezzarsi e a scatenarsi in vari modi l'uno contro l'altro, fino a che venga sterminato, fisicamente o psichicamente è lo stesso, il maggior numero di individui.

Per raggiungere questo hanno messo a punto una scienza che considera i gruppi come individui, hanno creato la convinzione che bisogna far parte dei gruppi per essere considerati degli individui e che fa parte del gruppo chi si associa ad esso e non ne discute i precetti che vengono portati dai capi carismatici, eletti o fondatori del gruppo. Vengono creati nomi e tendenze, nascono i seguaci, sotto nuovi nomi si enfatizzano verità elementari e si regolamentano le funzioni sociali nuove e vecchie codificandole con regole complesse e con discipline ferree.

La parola branco che è l'unica associabile alla concezione di gruppo autoorganizzato e autosufficiente formato da individui viventi una vita autonoma e collettiva con leggi naturali istintive, viene applicata agli animali escludendone tacitamente l'applicabilità alle comunità umane; la definizione di raggruppamento bestiale o a fini poco chiari oppure spregevoli completa l'opera.

La vita scolastica provvede poi a trasferire precetti che indirizzino fin da piccoli quello che si ha dentro per istinto (il branco) verso la concezione "moderna" di gruppo. Cosicché "da grande" ognuno sa che c'è la morale e sa cosa fare per essere dentro la morale.

Si sa che l'individuo ritiene di comportarsi in modo morale quando fa ciò che il capo (o "la maggioranza") gli domanda (o "decide"), da qui nasce la fondazione della miriade di comitati, raggruppamenti, federazioni, leghe, congregazioni, associazioni inventati ogni volta che si vuole creare una separazione tra la gente e far balenare il miraggio di contare qualcosa e di partecipare ad una decisione importante per sé e per gli altri.

Se ci dicono che la decisione, la deliberazione, la notizia esce da un comitato, non disobbediremo se sarà lo stesso del quale facciamo parte noi oppure alleato o vicino al "nostro" in quel momento. I dogmi del nostro li vediamo come regole.

Anche i giudici che pure dovrebbero essere autonomi, da qualche decennio sono stati divisi in comitati e obbligati a farne parte e ad eleggere i capi di ogni comitato, e anche loro non sanno cosa fare quando la loro coscienza non è d'accordo con il gruppo di cui fanno parte, però fanno vedere che si comportano secondo i patti e così possono godere del titolo di "gente che ha una morale".

Esiste una enormità di associazioni, gruppi e così via (vedere elenco telefonico per quelle "ufficiali") tutte pilotate da persone che prendono gli ordini dalla stessa fonte e che fanno parte a loro volta di altre associazioni di cui non fa parte chi da gli ordini a loro e chi da loro li riceve, e tutte collaborano a preparare, suscitare, alimentare, indirizzare e pilotare le tensioni necessarie per la zuppa quotidiana e il minestrone finale.

Esiste una miriade di aziende che devono fare o non fare ciò che suggerisce l'amico del Ministero o dell'azienda più grossa, e si fa in modo che questa influenza si estenda fino al comportamento dei dipendenti nella vita privata: ci sono aziende che più di altre sono caratterizzate da un elevato contenuto di tifosi di calcio, di gente che passa le vacanze in un certo modo, di persone separate o divorziate, di seguaci politici o religiosi, di cultori di un determinato modo di vestire e di mangiare, di appassionati di particolari discipline sportive.

Tecnicamente si parla diffusamente di "coscienza collettiva", "morale sociale", oppure più esattamente, tra iniziati, di "ipnosi di massa". Queste denominazioni, anche quella che viene impiegata in senso sprezzante, piacciono a tutti perché permettono di non affrontare i residui problemi di coscienza, di giustificare e di essere giustificati e soprattutto di non discutere argomenti scomodi e parlare d'altro.

La rana che salta