Testimonianza

Erano le settimane che precedevano il Natale, quelle che una volta erano meglio note come le settimane d’Avvento, oggi più note come il periodo degli acquisti.

Era un sabato sera quindi pieno di luci natalizie e di vita in quel di Treviso, città affascinante per chiunque grazie al suo stile medievale più “mignon” rispetto ad altre.

Un giovane padovano quel giorno si era recato a trovare un amico di colore residente a Treviso che da lungo tempo non vedeva ed insieme andarono in un'osteria a prendere un “goto de vin”.

Tutto normale fin qui, un classico esempio di vita nella marca trevisana.

Quando arrivò il cameriere “razza Piave” a portare ciò che essi avevano ordinato, vedendo chi doveva servire fece una battuta di poco gusto ad alta voce e quasi si rifiutò di portare le bevande al tavolo.

Forse abituato a tale situazione il giovane di colore (residente da molti anni a Treviso), non disse niente; invece l’amico lo difese e subito s’avviò verso la porta, schifato da tale comportamento.

Molti di voi affermeranno che fatti del genere accadono tutti i giorni, che se ne vedono un sacco.

Altrettanti rimarranno sorpresi, non comprenderanno lo spudorato e squallido razzismo che regna qui a Treviso.

Ma questa è una testimonianza e come tale per il nuovo anno io vorrei ricordarmi il silenzio di quel giovane davanti al sopruso, vorrei ricordarlo ogni volta che passando di fianco ad un uomo di colore mi chiedo se potrà importunarmi o se è solo un passante come tutti gli altri; ogni volta che uno straniero mi chiederà l’ora o semplicemente mi saluterà penserò al silenzio di quel giovane.

Mestyna


<<--Torna all'indice